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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, marzo 09, 2012

Il Traducianismo

                                                             Sant'Agostino d'Ippona


Siamo tutti peccatori e lo siamo dalla nascita. Anzi lo siamo già dal momento in cui veniamo concepiti perché, secondo Sant’Agostino, uno dei padri della Chiesa, il peccato originale che è il sostrato sul quale si basa tutto il Cristianesimo, viene trasmesso attraverso l’atto sessuale, che così perde ancora di più il suo aspetto più puro e sacrale: quello di donare una nuova vita. Nel fare queste affermazioni, il santo filosofo che doveva trovare un modo di giustificare la trasmissione del peccato di Eva, sposò le tesi del “Traducianismo” e cioè di quella dottrina del II secolo, secondo la quale l’anima di ogni singolo individuo non è creata da Dio, ma viene trasmessa dai genitori ai figli come in una sorta di genetica virtuale. Lo stesso traducianismo si divide in due forme delle quali la prima asserisce che l’anima venga generata dall’unione dei semi maschile e femminile come nella fusione dei gameti nello zigote, la seconda che essa procede automaticamente dalla fusione delle anime dei genitori. Agostino sposò la prima tesi che trovò il suo massimo sostenitore in Tertulliano, il cartaginese che, convertitosi al Cristianesimo, nel suo trattato “De anima”, sic et simpliciter conferì all’anima una corporeità che però non si vede e non si tocca. Quindi state molto attenti a fare all’amore perché, se usate il preservativo, andate contro i dettami della Chiesa e, se non lo usate, rischiate di generare un altro peccatore proprio mentre vi state donando al vostro partner! Ci sarebbe da sorridere delle tesi di Agostino che appunto sposa le tesi del traducianismo nel suo trattato "De genesi ad litteram" e precisamente nel capitolo X. Sostiene questa tesi ritenendola la più adatta a spiegare l’ereditarietà dell’anima. Ci sarebbe da ridere se queste affermazioni non generassero mali reali e tangibili per la vita di tutti noi, che ci vediamo negare l’uso delle cellule embrionali ad uso terapeutico, solo perché questi sapientoni dell’antichità asseriscono, senza prove e senza conoscenze biologiche adeguate, che nell’embrione c’è un’anima. E i politici come pure alcuni giornalisti infarciti di dogmatismo, si buttano a capofitto nel mare magnum del medioevo per attingervi verità dogmatiche ed assiomatiche. Notate che la Chiesa è costretta a comportarsi così perché negare il peccato originale, farebbe crollare tutto l’apparato su cui si basa la sua storia. Infatti non avrebbe più senso l'avvento  di Cristo che si è sacrificato per salvarci da questo peccato, non avrebbe più senso la transustanziazione, altro mistero tutto cattolico, dal quale anche gli altri cristiani si sono dissociati e secondo il quale, quando fate la comunione, non ingerite il simbolo di Cristo, ma proprio il suo corpo come se foste antropofagi. Rileggetevi il Concilio di Trento se non ci credete che concilia tesi contrastanti risalenti a San Tommaso d’Aquino ed oltre. Il Concilio di Trento nella definizione dogmatica della XIII sessione dell'11 ottobre 1551, al capitolo IV dichiara:

« con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione. »

Ci sarebbe da sorridere come sorridiamo di Ganesh, il dio dalla testa d’elefante o della Trimurti che è paragonabile alla nostra trinità essendo la fusione di tre deità in una: Brahama, Shiva e Vishnu. o del dio sole Amaterasu da cui discende il divino imperatore del Giappone o della crudelissima Kalì con le sue quattro braccia Ma queste dogmatiche credenze, rimangono impresse nel chimismo cerebrale delle giovani menti che vengano bombardate dalla nascita con queste “Verità” col meccanismo dell’imprinting e rimuoverle non sarà più possibile senza notevolissimi sforzi. Così ognuno forte delle sue verità, è pronto ad immolarsi ed uccidere nel nome del suo Dio e purtroppo siamo proprio noi i primi a dover meditare sulle brutture delle guerre di religione fin dai tempi delle crociate, quando San Bernardo di Chiaravalle coniò il termine “Malicidio” per istigare i cristiani ad uccidere i nemici della Chiesa perché, così facendo, non si commetteva un omicidio ma un malicidio ammazzando il male di chi non credeva in Cristo! Che altro dire? Ah si: “pentitevi, pentitevi, ricordatevi che dovete morire!”

lunedì, marzo 05, 2012

La "Noetica"


Il quinto romanzo di Dan Browun , il Simbolo Perduto, ha riportato in auge il concetto di Noetica, cioè quella Scienza fondata dall’astronauta americano Edgar Mitchell, che si prefigge di studiare il rapporto tra la mente e la materia, sostenendo addirittura che quest’ultima possa essere modificata dalla potenza del pensiero. Qualche anno fa avrei sorriso di tali affermazioni ritenendole al pari della magia o della miracolistica, ma lo studio attento della meccanica quantistica e delle sue apparenti astrusità mi fa desistere dal sottovalutare queste ricerche. Il principio d’indeterminazione di Heisemberg, il gatto di Schrodinger, l’ entanglement quantistico e soprattutto il comportamento dell’elettrone che, nel’esperimento sulle due fessure cambia il suo comportamento a seconda che venga o meno osservato dall’operatore, mi riempiono di meraviglia e di curiosità. Se a questo aggiungiamo le recenti scoperte sui neuroni specchio ad opera del nostro Rizzolati, studiati a lungo anche da neurologi di fama mondiale come l’indiano Vilayanur Ramachandran, allora saggi come la “ Matrix divina” di Gregg Braden o alcuni esperimenti sulla risonanza magnetica funzionale, che vedono alcune aree cerebrali attivarsi prima ancora che un’azione ad esse connessa venga compiuta, vanno studiati con molta serietà. E sarebbe anche opportuno studiare meglio il comportamento degli animali, che possono aiutarci a capire appieno il funzionamento del nostro cervello arcaico, quelle zone cerebrali insomma, che noi abbiamo in comune con loro. Semplificando al massimo, possiamo infatti descrivere il nostro cervello come costituito da più strati: il tronco encefalico, detto anche rettiliano, perché somiglia a quello dei rettili, che è la parte più antica delle nostre strutture cerebrali risalenti a circa 500 milioni di anni fa. Poi troviamo il sistema limbico, che abbiamo conquistato circa 250 milioni di anni fa, detto anche mammaliano perché è comune a tutti i mammiferi e solo da ultimo, a ricoprire il tutto, la corteccia cerebrale tipica dell’uomo, che così acquista le sue singolari capacità d’astrazione e di coscienza. E’ proprio con la comparsa della corteccia che l’uomo conquista il suo status di “homo sapiens sapiens” e le sue peculiarità che gli hanno regalato l’uso della parola e la capacità di usare le mani come strumenti. Nella corteccia infatti esiste il centro di Broca che gli ha donato la parola e l’area del pollice opponibile che sono le due grandi conquiste dell’evoluzione della specie Uomo.

Il celebre aforisma di Haechel, “l’ontogenesi ricapitola la filogenesi” sia pur oggetto oggi di accuse di mistificazione e manipolazioni nell’elaborazione della teoria cui sottende, ci aiuta molto a capire come, nel corso del suo sviluppo nella vita intrauterina ed oltre, l’uomo ripercorra tutte le tappe della sua evoluzione che è ancora in atto, a mio avviso, anche da un punto di vista puramente biologico. Ma sono altresì convinto, in armonia con quanto è implicito nella “noetica”, che la gnoseologia favorirà quest’evoluzione biologica con stimoli che, attraverso meccanismi ancora oscuri, creano un arcano collegamento tra il “nous” e la materia . A presto. Dino Licci

domenica, marzo 04, 2012

Perché il cielo è blu?

Dino Licci-"mare e cielo"- acrilico su tela 120X180

Se scomponiamo un raggio di luce bianca nelle sue componenti essenziali,ci accorgeremo che essa è la somma di sette colori che vanno dal violetto, che ha un lunghezza d’onda di 380 nm ( un nanometro (nm) è pari a un milionesimo di millimetro), al rosso che ha una lunghezza d’onda di 720 nm. Naturalmente, oltre al rosso e al violetto, la luce bianca è composta anche dall’aranciato, giallo, verde, blu e indaco. Ora un raggio solare, prima di colpire la terra, deve attraversare la sua atmosfera che è composta per il 78% di azoto, Il 21% di ossigeno e tracce di gas rari, goccioline d’acqua e polveri varie. Il comportamento della luce, che si sta propagando verso di noi in linea retta, cambia a seconda della natura delle particelle sospese che essa incontra. Se infatti incontrerà particelle di polvere o gocciolina d’acqua, essendo queste molto più grandi della massima lunghezza d’onda della luce, essa sarà riflessa in tutte le direzioni, ma se invece incontrerà delle molecole di gas di dimensioni comprese tra 380 e 720 nm, la luce avrà un comportamento singolare:

la luce rossa, che ha una lunghezza maggiore delle molecole di gas, le scavalcherà continuando la sua corsa, ma la luce blu, che ha una lunghezza d’onda minore, vi sbatterà contro e quindi sarà riflessa, solo la blu, in tutte le direzioni e fino a noi. Ecco perché il cielo ci apparirà blu.

Ancora una curiosità che riguarda le nuvole, che infatti ci appariranno bianche. Esse sono infatti costituite da particelle tutte più grandi delle lunghezze d’onda della luce e quindi diffonderanno tutte le sue componenti allo stesso modo e la somma dei colori essenziali, come sappiamo, è appunto il bianco. Ed ora non ci resta che augurarci di vivere una bella giornata primaverile con il cielo blu e tante nuvolette bianche che ci portino un poco di serenità





sabato, marzo 03, 2012

Il concetto d'entropia






Oggi voglio provare a parlare di entropia in modo semplice ed accessibile a tutti e lo farò partendo da semplici esempi:

1)Se mettiamo in contatto un corpo caldo con uno freddo, ci accorgeremo che, dopo un certo tempo, i due corpi avranno la stessa temperatura. Pensate alla borsa d’acqua calda che si raffredda mano a mano che cede calore al nostro corpo.

2) Se apriamo una boccetta contenente profumo e dimentichiamo di chiuderla, dopo un certo tempo, il profumo avrà invaso tutta la stanza e l’esperienza c’insegna che non è assolutamente possibile far rientrare il profumo nella boccetta, come non sarà stato possibile, una volta che la borsa d’acqua calda si sia raffreddata, ridonarle il calore che abbiamo incamerato durante il suo raffreddamento.

Cerchiamo di vedere che cosa è successo in ognuno dei due casi che ci serviranno a spiegare appunto cos’è l’entropia. Nel caso del profumo, sarà successo che le molecole che costituiscono il profumo, non più contenute nella boccetta, si saranno espanse per tutta la stanza, nel secondo non le molecole o gli atomi ma l’energia contenuta nel corpo più caldo, si sarà trasmessa a quello più freddo. In pratica quando il corpo è più caldo, gli atomi che lo costituiscono si muoveranno molto più velocemente di quelli del corpo più freddo ma, venendo in contatto con gli atomi più freddi, li urteranno facendo così aumentare la loro velocità a scapito della propria finché i movimenti e quindi le temperature dei due corpi non si saranno bilanciate.

Notate che in tutti e due i casi i sistemi tenderanno a diventare più disordinati. Infatti, nel caso del profumo, esso non sarà più contenuto ordinatamente in una boccetta ma occuperà tutto lo spazio a sua disposizione e, nel caso del corpo caldo , sarà l’energia contenuta in esso a trasferirsi disordinatamente nei corpi più freddi.

Da notare ancora che questi due fenomeni sono avvenuti in perfetto accordo col “Primo principio della termodinamica” il quale recita che la temperatura finale rimane invariata essendoci stato solo un trasferimento di energia da un corpo all’altro anche nel caso del profumo che, espandendosi, avrà urtato con le sue molecole quelle dell’aria uniformandone la velocità.

Se si verificasse il processo inverso e cioè se fosse possibile che il profumo rientrasse nella boccetta e il calore nella borsa d’acqua calda, il primo principio della termodinamica sarebbe comunque salvo perché si tratterebbe ancora del trasferimento della STESSA energia, ma l’esperienza ci dimostra che questo non è possibile. Allora dobbiamo chiedercene il  perché ma, prima di andare avanti, dobbiamo ricordarci che la Scienza esplora i fenomeni della Natura cercando di spiegare come e non perché essi avvengono. In questo caso abbiamo visto che è possibile passare da un sistema ordinato ad uno disordinato e non viceversa e vi sarà facile capire che il maggiore disordine che si è ottenuto  è irreversibile. Questo  è proprio il concetto di entropia che si può definire come la misura del disordine presente in un sistema fisico, incluso, come caso limite,  il disordine dell’intero Universo. Questo ci fa ipotizzare che il mondo viaggia verso un costante e continuo aumento dell’entropia, verso il disordine universale. Le leggi che regolano questo fenomeno che si potrebbe definire la "freccia del tempo"sono racchiuse nel “Secondo principio della termodinamica”che, semplificando al massimo potremmo sintetizzare in questo assioma: “È impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo”

Faccio un altro esempio per chiarire il concetto: quando mettiamo del cibo caldo in frigorifero, esso si raffredda il che potrebbe indurci a pensare che ci sia  stato un trasferimento dal corpo più freddo al più caldo che in effetti si raffredda, ma non abbiamo considerato che, se siamo riusciti a diminuire il disordine nel moto degli atomi che compongono il corpo caldo ( l’oggetto posto nel frigorifero),  nel contempo abbiamo aumentato quello delle molecole dell’aria nella cucina e questo aumento è ben superiore alla diminuzione all’interno del frigorifero in conformità col secondo principio della termodinamica.

p.s. Io sono un biologo molto curioso e appassionato di astronomia come di storia o filosofia, ma naturalmente non sarei in grado di sviscerare appieno il  concetto  di entropia come potrebbe farlo un fisico o un matematico. Il compito che mi sono prefisso è di “regalare” a chi  ne è proprio digiuno, delle pillole di sapere che poi ognuno, se vuole, può approfondire come spesso faccio io, facendomi venire dei feroci mal di testa. Buona giornata a tutti  . Dino






venerdì, marzo 02, 2012

Fantasia

Mi sento Apollo intento qui a cantare

Con la chitarra invece che la lira,

O forse Orfeo che perse sua Euridice

Oppur Catullo che Lesbia fe’ soffrire!


Mentre lei dorme ignara del tormento,

Io sogno di viaggiare in firmamento,

Di visitar le stelle ad una ad una

Di cavalcar comete e pur la luna.


Fra galassie, pianeti e buchi neri,

Vola veloce la mia fantasia.

La via lattea mi serve per sciare,

Con le lune di Giove fò il giullare!


E mentre mi diverto coi neutrini

Incontro Eudosso, Ipparco e Tolomeo,

Copernico che parla con Keplero

E in mezzo a tutti assiso Galileo.


C’è un’ ombra che silente s’avvicina

Mi sfiora lieve, piange e poi scompare.

Sarà mio padre, sarà la madre mia?

Quella che immantinente volò via?


Mi sento come ubriaco di dolcezza,

Dolore e gioia, affanno e fantasia

E provo pena e grande struggimento

Ma suono e canto: la vita torni mia!!!

Campa cavallo

sabato, febbraio 25, 2012

Torni la gioia nei nostri cuori




Il mio vecchio cuore si è stancato di andare al passo. Come un cavallo impazzito, si è liberato delle redini e del morso e si è messo a galoppare disordinatamente come in una folle corsa verso l’inferno,  il paradiso o, più probabilmente, verso il nulla eterno. Vedevo camici bianchi e verdi che si alternavano nella gara contro la nera signora, li vedevo tra gli effluvi di ossigeno che inondavano il mio volto pallido  mentre tubi e aghi di ogni genere  foravano la mia pelle, monitoravano ogni battito, ogni respiro del mio corpo stanco. Pensavo incredibilmente agli uccelletti che popolano il mio cortile, mi chiedevo se mia moglie si fosse ricordata di  lasciare loro la solita manciata di briciole. C’è un pettirosso che litiga con tutti gli altri: difende il suo terreno, la sua briciola di pane,  come tanti uomini  accecati dal dio denaro, dalla fallace illusione di un potere caduco e fatalmente precario. Come mi sono sembrate simili le nostre umane storie a quelle degli uccelletti  svolazzanti e piacevolmente chiassosi, loro che, come noi,  lottano per la vita in un gioco infinito e misterioso, cui alcuni, sposando fedi diverse, credono di dare un senso  compiuto. Ma ormai sono tornato a casa e, quasi fosse un segnale trascendente, dopo tanti giorni di pioggia e gelo,  è tornato il Sole. Il Sole che scalda  i cuori, un assaggio della vicina primavera che rinnova e rigenera il mondo. Il bosco ha offerto la chioma  alle piogge nuziali e gli uccelli, gli insetti, tutte le creature del creato, si accoppiano felici mentre dalle onde del mare, biancheggianti di una spuma divina,  riemerge ancora Venere e comanda amore. Le gemme dei fiori si gonfiano a dismisura  ancora intrise della rugiada della notte, i mandorli si vestono a festa mentre l’instancabile Cupido lancia le sue frecce dorate in ogni direzione. Le ninfe dei boschi aprono le danze nuziali, i satiri fremono il loro bisogno d’amore, Pan suona il suo flauto  e gli fa eco Orfeo e Apollo con la sua lira. Il tempo e lo spazio si annullano: è tempo di sognare, è tempo di rubare alla vita quanto di bello ci regala, è tempo di rubare gli istanti : è primavera ed io, forte di una nuova esperienza, auguro a tutti voi di trascorrere una bella giornata piena di sole e di speranza e di Amore.