Informazioni personali

La mia foto
Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, settembre 24, 2006

Madonna con bambino


                          Dino Licci-Madonna con bambino- acrilico su tela 90X130

Santi Medici La devozione popolare


                                  Dino Licci-acrilico su tavola-20X30 SS.Medici Cosma e Damiano

venerdì, settembre 22, 2006

Lo svago




Posso invitarvi a cena questo fine settimana?
Vi offrirò
Pesce.......
melagrane............
ed Uva!

Tsunami


Senza parole

Il pittore


Il pittore

E dipingere il mondo coi colori del vento
E le strade d’asfalto con l’azzurro del mare,
salvare verdi campi e bianche cattedrali
nel deserto dei cuori come lieti gabbiani.

E poi dare ai miei quadri un sapore d’amore
Scaldare col colore questa terra che muore
Coperta di cemento laddove c’era il sole
E il ruscello che andava tra quei rovi di more!

E gridare ai potenti di fermarsi a guardare
E imbrattarsi di terra e di sabbia di mare,
lasciare ancora il gusto dell’antico animale
a quest’Uomo che geme il suo infinito andare !!

Dino

La sfida


La vita è risolvere problemi -dice Popper-
La vita è una sfida replico io sommessamente!

Il dolore


4 Giugno 1989

I ragazzi di Pechino sono morti a migliaia
Nella notte del sangue!

E mescolano odore di morte
Al profumo dei fiori.

E spengono le loro primavere
Nella piazza della pace!

I ragazzi di Pechino volano gli spazi
E varcano le soglie delle case

E le loro immagini graffiano i cuori
E sconvolgono menti…….a milioni!

I ragazzi muoiono inermi e ……..disperati
E le nostre coscienze tremano

Straziate dal dolore ,incredule ed attonite,
costernate e avvilite!

Che cosa c’è nelle nostre menti
Fatte a somiglianza di Dio?

Dino

giovedì, settembre 21, 2006

Bacco (Dioniso) e l'Orfismo




Molte religioni attuali,persino il nostro cattolicesimo hanno una genesi leggendaria che si perde nella notte dei tempi. Molti vedono in Artemide cacciatrice che si aggirava nei boschi accompagnata dal figlioletto, la prima immagine della Madonna . Non credo che esista proprio una figura cristiana che riporti a Dioniso, ma vaghe similitudini si : antichi ricordi, riti purificatori che riportano a lui in forme attenuate e raffinate dalla comparsa dell’orfismo che attenua le brutture e le crudeltà delle più antiche danze tribali. A Dioniso, contornato da Arianna, Pan ma soprattutto Sileno, (il suo tutore sempre ubriaco che io mi son divertito a dipingere col suo asino pure ubriaco e che si disseta col vino che sgorga da una conchiglia), subentra infatti Orfeo.
Con l’avvento di Orfeo, i riti bacchici si colorano di spiritualità: i riti purificatori portano l’uomo ad identificarsi con lo stesso Bacco proprio come il nirvana ti porta a diventare Budda nelle moderne dottrine. Inoltre, se alcune leggende vogliono Dioniso figlio di Zeus e Semele, altri lo vogliono generato da Zeus e Persefone e fatto a pezzi dai Titani che, mangiandone la carne, acquistano una scintilla di divinità. Questo culto, insieme con quella del vino che con l’orfismo diventa simbolo, ricorda molto la nostra eucaristia e l’isegnamento orfico influenza già i primi filosofi greci come Pitagora e Platone. L’orfismo infatti crede alla trasmigrazione delle anime, all’eterno tormento o all’eterna felicità, alla purificazione della carne come in molti culti contemporanei. Una curiosità :
Tra le tavolette orfiche ritrovate dagli archeologi la più famosa,la tavoletta Petelia, consiglia alle anime di non abbeverarsi alla sorgente Lete che porta all’oblio ma alla sorgente Mnemosine ,che dona eterna felicità ed una memoria ben superiore a quella dei mortali

Orfeo ed Euridice


Io ho dipinto l'Acheronte che vi propongo come descritto da Dante ma c'è un altro fiume infernale, lo Stige, che portò Orfeo a cercare la sua Euridice in una leggenda romantica e triste:
Orfeo ed Euridice .

Ricordate lo sfortunato amore di Apollo per Dafne? Ricordate che la ninfa fu trasformata in alloro dal padre Peneo? E Apollo che adorna la sua lira dei rametti di lauro strappati alla pianta che altri non era che il suo perduto amore? Bene, seguiamolo adesso in un’altra avventura che lo porterà ad invaghirsi di Calliope, la musa della poesia. Questa volta gli va bene. L’oggetto del suo desiderio,il cui nome significa bella voce, cede alle lusinghe del dio della vaticinio e della divinazione, forse stregata dal suono della lira, forse intimidita dalla possanza del dio o irresistibilmente attratta dalla sua straordinaria bellezza. Calliope cede, si offre, si dona e dall’unione dei due chi altri poteva nascere se non Orfeo, il più grande musicista di tutti i tempi? Quando egli cantava accompagnandosi con la lira tutte le creature detta terra si fermavano estasiate ad ascoltarlo e perfino gli alberi ed i sassi rimanevano incantati nell’udire la sua voce. Quando Giasone intraprese il viaggio nella Colchide alla conquista del Vello d’oro, lo portò con sé e gli altri Argonauti perché il suono della sua lira calmava le onde del mare consentendo un viaggio tranquillo. E quando le sirene tentarono di sedurre gli Argonauti coi loro canti, fu lui a incantarle impedendo che distogliessero gli eroi dalla loro missione.Tornato in Tracia Orfeo si innamorò di una bella Naiade, Euridice e la sposò amandola appassionatamente e colmandola di canti a di suoni. Tutto preludeva ad un eterno amore ma il destino aveva deciso diversamente: Euridice, un giorno che passeggiava vicino al fiume, cullata dalle ombre di una folta vegetazione, fu importunata da Aristeo che tentò di usarle violenza e la ninfa, nel fuggire, incappò nel morso di un serpente velenoso e così morì.
Orfeo, sopraffatto dal dolore, incapace di reagire ai voleri del Fato crudele, smise anche di suonare e di cantare e si aggirava, inconsolato nei pressi dello Stige, il fiume che portava all’oltretomba dove la sua Euridice riposava in pace. Ma gli venne un’idea, prese la sua lira e cominciò a cantare. Cerbero il guardiano dei cancelli, lo lasciò passare e persino Caronte lo accompagnò, stregato, da Ade e Persefone che gli consentirono, mentre le ombre dei morti si univano al coro godendo di questo evento straordinario, di portar via la sua Euridice ma ad una condizione: egli doveva precederla e non voltarsi indietro per nessun motivo finchè non avessero guadagnato la terra dei vivi.
Orfeo s’incamminò lentamente, dietro la moglie vogliosa d’abbracciarlo, sentiva i suoi passi,il suo odore, l’ansito del suo respiro e procedeva attento a non voltarsi a non rompere l’incantesimo creato dalla sua musica, dal suo canto. Ma ……ma, giunto al fine della strada, quando il primo raggio di sole colpì la radiosa bellezza del volto dell’amata, un attimo di smarrimento o forse distrazione, un desiderio troppo grande per essere represso o forse, il dispetto di un dio nemico, chissà…Orfeo si voltò rapito, vide soltanto per un attimo il volto illuminato della cara Euridice e poi ………..poi più nulla,i l vuoto, l’angoscia, il silenzio, l’eterno tormento.
Nelle notti d’inverno,quando il vento vi sembra che ululi tra i rami degli alberi del vostro giardino, tendete bene l’orecchio:è lui, è Orfeo, con la sua lira che piange e si dispera per quell’errore fatale, è lui, credetemi:
è il suo eterno lamento!
Dino

mercoledì, settembre 20, 2006

Malinconia



Che sia dolore o lacerante amore,
che sia struggente anelito di pace,
quanta malinconia nella mia vita,
quanti rimpianti e ancor non è finita!

Fiori non colti,ormai sono appassiti
amori giovanili, vani sogni,
la gioventù sciupata nel dilemma,
l’ambiziosa ricerca di uno stemma.

Tutto si tace ormai come le notti
tranquille e silenziose finalmente,
tristi e fide compagne della mente,
lontane dalle grida della gente!



martedì, settembre 19, 2006

Primavera malinconica

Spuntano i fiori già nel mio giardino,
giacinti,tulipani e gelsomini
e il salice piangente qui vicino
sovrasta ombroso chiari ciclamini.

Si rivolge alla rosa rigogliosa
Che gli sta accanto ritta e un po’ superba,
le chiede il suo profumo,un po’ d’amore……
E la rosa ch’è bella e appena schiusa….

“io ho la vita davanti,da regina!
Vuoi che venga con te che piangi sempre?
Vuoi che muoia per te che sei meschino?”
E il salice un po’ timido e impacciato

Cerca,lui grande, d’apparir piccino…..
E la rosa che è bella vien recisa,
allontanata da quel poverino!!!
E mentre se ne va per la sua via,

la rugiada ch’è in lei cade per terra,
pare che pianga anch’essa per amore
e,mentre piange,piano piano muore!
E il salice piangente che ha veduto,

alza i suoi rami al cielo verso il sole
come per darle l’ultimo saluto…….
”guarda la rosa mia ch’è già finita
Sembrava così bella,è già appassita!!!”

Quasi una magia

Quando nel cuore infuria l’uragano,
prendo una tela bianca e i miei pennelli,
poi scelgo tra i colori solo quelli
che possano lenire l’afflizione….
E disegno di case e invento un fiore.

Il cruccio s’addormenta, la mia angoscia
svanisce per l’incanto del colore,
ascolto nel mistero della notte
lontani suoni che la vita vuole:

il latrato d’un cane solitario,
il miagolio d’un gatto innamorato,
il messaggio del vento ch’è passato
tra mille fronde del giardino in fiore!

E sento Dio e annega la Ragione!!!

Pervigilium Veneris in soffitta

domenica, settembre 17, 2006

Il padre

La ricerca di Dio

L’agnostico

Ti sento,Cristo Dio nel tuo Creato,
Ti sento nella vita che m’hai dato,
e nelle canne al vento,nel Tuo Sole
e guardo a Te con infinito amore.

Ma sei Gesù,sei Buddha,sei Mandè?
che dubbi per un uomo come me!
Son polvere di stelle,sono nato

Come ogni altra cosa del Creato
Dallo scoppio iniziale ,dal Big Bang
Perché ti cerco e gli altri cercan Te?

Ti cerca il pesciolino che ho allevato
Nell’acqua dolce della mia cucina
E ti cercava il ragno che ho schiacciato?
Ti cerca la bertuccia,mia cugina?

Nel mezzo degli spazi siderali,
tra miliardi di astri e nuovi soli,
il mio pensiero scruta ,s’arrovella,

mi stanno per scoppiare le cervella.
Aristarco,Platone e voi di Samo,
ora voi lo sapete chi noi siamo?

Conoscete il mistero,l’Esistenza?
Perché nell’animale c’è Coscienza?
Uomo scimmione,uomo troglodita,
quant’era più felice la tua vita!

Uomo di Grecia,uomo d’Afrodite,
voi ora che pensate ,che ne dite?
La via lattea non è latte di Era

E siamo imprigionati in questa sfera
Più del passato,molto più di prima
Perché s’è fatta avanti la Regina.


La dea Ragione non ammette errori,
ne fa brandelli dei tuoi vecchi voli.
Anche Tu sulla croce sei cascato,
Lei t’ha falciato,t’ha disintegrato.

Così la vita è angoscia ,è un gran tormento,
però ,Signore Iddio,io ancor Ti sento:
Ti sento nel profumo d’un bel fiore,

Ti sento negli abeti e nelle viole.
Ma Tu lo senti il grido,il nostro pianto?
E dì,lo senti ,senti il nostro canto?

Dino

sabato, settembre 16, 2006

Come gabbiani

E mentre il vento carico d’ozono
insaporiva l’aria dardeggiata,
il tuo profilo si levava al cielo
e gli occhi tuoi specchiavano saette!

Sul cristallo dell’auto una lumaca
Traccia strade d’argento…………..
e nel bagliore dei lampi accecanti
e nel frastuono dei tuoni….

è dolce averti accanto e carezzarti,
per poi librarsi ,come due gabbiani,
nei cieli immensi,gravidi d’amore!!!

L'amica del vento

L'amica del vento non ha nome
o forma
o volto.....
L'amica del vento
è pura fantasia!
Ed io la sento
carica d'affetto
accanto a me nella notte silente
che m’ abbraccia e consola,
in un vortice d'affetto
e amorosa poesia!
Dino

La strage

Ed ora ….ora dove sono le idee?
Dove corrono le idee di quegli uomini,
delle donne ,degli artisti,dei bambini
Falciati nel crollo voluto dai folli?

Dove sono le speranze,le passioni,
le gelosie,le ambizioni,gli amori
Di quei corpi fumanti,contorti
Nello spasmo dei loro ultimi istanti?

Si perdono nell’Etere supremo?
sublimano gli spazi?saziano finalmente
la loro eterna ricerca di Dio?
O restano qui ,nelle nostre menti

Impresse col fuoco come pietre miliari
a sancire per sempre l’ umana follia?

Dino

Primavera malinconica


                                                   Dino Licci- La primavera-acrilico su tela.50X70




Spuntano i fiori già nel mio giardino,
giacinti, tulipani e gelsomini
e il salice piangente qui vicino
sovrasta ombroso chiari ciclamini.

Si rivolge alla rosa rigogliosa
che gli sta accanto ritta e un po’ superba,
le chiede il suo profumo, un po’ d’amore...
E la rosa ch’è bella e appena schiusa:


“io ho la vita davanti,da regina!
vuoi che venga con te che piangi sempre?
vuoi che muoia per te che sei meschino?”
E il salice un po’ timido e impacciato

cerca, lui grande, d’apparir piccino.
E la rosa che è bella vien recisa,
allontanata da quel poverino!!!
E mentre se ne va per la sua via,

la rugiada ch’è in lei cade per terra,
pare che pianga anch’essa per amore
e,mentre piange,piano piano muore!
E il salice piangente che ha veduto,

alza i suoi rami al cielo verso il sole
come per darle l’ultimo saluto:
"guarda la rosa mia ch’è già finita
Sembrava così bella,è già appassita!!!"

La luce

La luce
L'interruttore scatta..................una scintilla
e la luce si perde all'improvviso
e sei nel buio a domandarti dove sta proiettando,
rubate agli occhi tuoi,
le immagini ed il tepore che ora devi provare a ricordare!
E non sai come e perchè e dove
vagano per lo spazio con furore
volti che ritenevi tuoi,
cose d'amore
che forse incontreranno altre scintille,
si fonderanno,correranno insieme
tra mille stelleo torneranno al Sole!!!

Dino