Informazioni personali

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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

martedì, ottobre 31, 2006

L'immenso



Sete d’immenso
Nella mia gola riarsa !
E tremuli bagliori,
Come fuochi lontani.
Stelle vibranti
Che saziano i cieli
Come lacrime calde
Dell’infinito andare!

venerdì, ottobre 27, 2006

Il dottor Fileno


Con questo racconto ho vinto, qualche anno fa, un premio letterario. Me lo hanno ispirato un episodio realmente accaduto,uno scritto di Pirandello (La filosofia del lontano) ed un quadro di Vincent Van Gogh (ritratto del dottor Gachet ). Riporto qui di seguito il racconto,la comunicazione del premio ed un mio lavoro attinente al tema:











Dino Licci -Omaggio a Vincent_acrilico su tela 50X70

Questa figura del dottor Fileno proprio non riesce ad abbandonare i miei pensieri!ve ne ho già parlato giorni fa a proposito di una novella di Pirandello, ”La tragedia di un personaggio”,il dottore che voleva a tutti i costi trovare un autore che amplificasse l’importanza della sua scoperta.”Il cannocchiale del dolore” l’ho battezzata io:un cannocchiale che usato a rovescio,proiettasse indietro ,indietro nella memoria dolori vivi,reali in modo tale da farli apparire più piccoli,sbiaditi dal tempo ,sfocati ed ingialliti da una patina pietosa che offusca la mente ,annebbia,appanna,confonde ristora !Me lo immagino nervoso ed inquieto il dottor Fileno ! come una zanzara!,come il “seccatore “di Orazio che ti opprime di gentilezze e ti parla da vicino magari toccandoti un po’ dappresso,stimolando un leggero senso di fastidio e d’antipatia!Ma la sua invenzione mi piaceva ,mi ha fatto pensare,mi ha invogliato ad usarla,l’ho quasi provata qui sul naso,ho anche aggiunto una lente accessoria che mi provocasse un ulteriore ottundimento,una visone ancora più lontana,remota, quasi immaginaria della realtà.Ho visto mio padre,mia madre morire in un silenzio ovattato d’oblio,lasciare la terra ,soli ,mesti e dubbiosi nella mia indifferenza totale ,tanto lontani e diafani da volare verso il nulla,il vuoto,l’eterno abbandono accompagnati solo dal livido lamento di un mesto violino..Ma devo aver dimenticato il cannocchiale qui nel mio studio ,sulla mia scrivania.Non ci avevo pensato ,non avevo neppure sospettato che qualcuno potesse sbagliarsi ,impossessarsene ed usarlo in senso inverso.Ma deve essere accaduto proprio così. E qui la fantasia diventa dura ,fredda ,gelida,agghiacciante realtà:
Avrà avuto sessant’anni ,settanta non lo so. I capelli grigi tirati all’indietro,magra ,emaciata,longilinea,dignitosamente mesta.Le solite frasi,la misurazione della pressione,il prelievo di sangue.”Ha sentito dolore signora?””Dolore?”E gli occhi improvvisamente luccicano di pianto silenzioso e abbondante.”Fossero questi i dolori,professore!”Parla sillabando,scandendo ogni parola come ritmata da un singhiozzo represso e parla come fosse sola ,parla ,parla con le bocca,con le mani ,con le lacrime che condiscono un racconto già mesto e crudo e irrimediabilmente vero! Ci fa entrare nella sua casa ,nella sua cucina dove sta preparando un caffè fumante per il figlio trentenne che si avvia al lavoro.”Aspetta, aspetta che ti faccio un caffè.”E lo vedi il figlio impaziente sulla soglia di casa ,alto forte,giovane ,vitale e la madre che insiste ,che lo coccola ,che vuole fargli un caffè come fosse un abbraccio,un augurio,un caldo sincero buon giorno!”Un attimo professore,un attimo ,il tempo di un caffè,vado in cucina e……..Arresto cardiaco ,professore”E un fazzoletto bianco già zuppo di lacrime corre verso quegli occhi rossi,consunti ,gonfi,vivi,veri,parlanti .”Un solo figlio ,professore,un solo figlio ed io che vivo ancora !No non si muore di dolore,professore,non si muore”. E se ne va barcollando verso l’uscio socchiuso.Un altro paziente varca la soglia,il nostro sorriso stereotipato lo accoglie con la solita gentilezza ma con un attimo di ritardo.Il tempo di prendere il cannocchiale,quello del dottor Fileno ,che mi aveva accostato sapientemente al “nirvana”ma che la vecchia signora ha ridotto in frantumi.Il tempo di prenderne i cocci e…….. depositarli delicatamente nel cestino.

sabato, ottobre 21, 2006

Il violinista folle

E' la copertina del mio primo libro che sta per uscire!Si chiamerà:Il violinista folle

sabato, ottobre 14, 2006

Peghiera d'agnostico




Ti sento,Cristo Dio nel tuo Creato,
Ti sento nella vita che m’hai dato,
e nelle canne al vento,nel Tuo Sole
e guardo a Te con infinito amore.

Ma sei Gesù,sei Buddha,sei Mandè?
che dubbi per un uomo come me!
Son polvere di stelle,sono nato

come ogni altra cosa del Creato,
dallo scoppio iniziale, dal Big Bang.
Perché ti cerco e gli altri cercan Te?

Ti cerca il pesciolino che ho allevato
nell’acqua dolce della mia cucina.
E ti cercava il ragno che ho schiacciato?
Ti cerca la bertuccia,mia cugina?

Nel mezzo degli spazi siderali,
tra miliardi di astri e nuovi soli,
il mio pensiero scruta, s’arrovella,

mi stanno per scoppiare le cervella.
Aristarco, Platone e voi di Samo,
ora voi lo sapete chi noi siamo?

Conoscete il mistero, l’Esistenza?
perché nell’animale c’è Coscienza?
Uomo scimmione, uomo troglodita,
quant’era più felice la tua vita!

Uomo di Grecia, uomo d’Afrodite,
voi ora che pensate, che ne dite?
La via lattea non è latte di Era

e siamo imprigionati in questa sfera
più del passato, molto più di prima
perché s’è fatta avanti la Regina.


La dea Ragione non ammette errori,
ne fa brandelli dei tuoi vecchi voli.
Anche Tu sulla croce sei cascato,
Lei t’ha falciato, t’ha disintegrato.

Così la vita è angoscia, è un gran tormento,
però, Signore Iddio, io ancor Ti sento:
Ti sento nel profumo d’un bel fiore,

Ti sento negli abeti e nelle viole.
Ma Tu lo senti il grido, il nostro pianto?
E dì, lo senti, senti il nostro canto?

lunedì, ottobre 02, 2006

Speranza


Sogno

Un tripudio d’amore
Ruota veloce al Sole!
voglia di libertà
Nel frusciante candore!