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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, dicembre 30, 2007

L'alba dell'Uomo


C’è un periodo storico della nostra esistenza che si definisce poeticamente “l’alba dell’uomo”ma ancora più strabiliane è il fatto che, a rendere poetico questo momento, è una disciplina che di poetico ha ben poco, anzi nulla, essendo tra le più difficili ed ostiche con cui l’intelligenza dell’uomo si può misurare. Parlo dell’astronomia che di colpo ci ha proiettati in una dimensione nuova, quasi sconcertante, dove spazio e tempo sono legati indissolubilmente ed il concetto di Universo sguscia fuori dalla miope ottica della cosmogonia biblica, per proiettarci fuori dal sistema solare, fuori dalla nostra via lattea, in un Universo in espansione gravido di tante galassie e di tante sorprese. Ma questo è un altro discorso. Tornando all’alba dell’uomo quando i nostri antenati evolsero i loro cervelli fino alla conquista del pollice opponibile e quindi alla scoperta degli organi accessori tipici dell’età della pietra, le immagini che li vedono come ominidi sparpagliati in una fascia longitudinale che si estende dall’Etiopia alla Tanzania ed alla Repubblica Sudafricana, non sono scomparse per sempre ma viaggiano alla velocità della luce verso gli spazi infiniti e soltanto adesso stanno raggiungendo la galassia di Andromeda che dista da noi tanto quanto lo spazio che la luce percorre in 2.300.000 anni. Questo vuol dire ancora che, capovolgendo del tutto il punto d’osservazione, noi vediamo Andromeda tale come era 2.300.000 anni fa ed il ragionamento vale anche per gli altri infiniti corpi celesti la cui luce ci istruisce sulla sua distanza da noi e sul fatto che la stella che la emana si allontani (se rossastra) o si avvicini (se azzurrognola) a noi.
Ma non voglio certo tediarvi parlandovi delle Cefeidi che rendono possibili tante difficili misurazioni o della relatività generale di Einstein che ci affascina e sgomenta nello stesso tempo. Voglio rimandarvi alla mia poesia “la Luce” che interpreta questo  affascinante fenomeno da un punto di vista prettamente poetico:

La Luce

L’interruttore scatta,

una scintilla…

e la luce si perde all’improvviso

e sei nel buio

a domandarti

dove sta proiettando,

rubate agli occhi tuoi,

le immagini ed il tepore

che ora devi provare a ricordare.

E non sai come

e perché

e dove

vagano per lo spazio con furore

volti che ritenevi tuoi,

cose d’amore,

che forse incontreranno altre scintille,

si fonderanno,

correranno insieme

tra mille stelle

o torneranno al Sole!!!



martedì, dicembre 25, 2007

Il vecchio Ulivo


Quanti ricordi , vecchio ,caro ulivo,
e il vento che filtrava le tue fronde
e il tronco che cresceva qui muschiato
dall’altra parte secco ed assolato!

Eri un fuscello quando t’han piantato
Ora sei forte, grande, imperituro!
Rugoso certo e curvo e già solcato
Da forze avverse e pure tormentato.

Ma ancora svetta alta la tua chioma
E il vento la carezza con amore!
Fruscian le foglie, sembrano pregare
Lontano giunge un suono di campane!

domenica, dicembre 16, 2007

Speranza


Il Dio delle nuvole

IL Dio delle nuvole non ha volto o forma o corpo.
Il Dio delle nuvole è puro pensiero.
Vaga tra le nuvole quando viene a visitare la terra
ed il Sole si veste di rosso
ed il vento è il suo mantello
che, improvviso, s’indora
e ci scalda
e consola.
Che fa quella donna sola sulla barca insabbiata?
piange sconsolata ?
o piena di speranza aspetta qualcuno che la sostenga
e protegga
e consoli?
C’è un gabbiano nel cielo iridato, un auspicio di pace
o soltanto lusinga
una fallace chimera?
Volteggia silenzioso e ruota misterioso………….
Poi punta verso il Sole
e scompare nel cielo scarlatto .
Un puntino lontano
come l’ultima Speranza!!!

Dino

venerdì, dicembre 14, 2007

Il mistero


Milioni, miliardi di stelle, di novae, supernovae, buchi neri, galassie, nebulose, comete, pianeti, satelliti e dubbi, pensieri, riflessioni, paure, sgomento, sublimi voli verso l'ignoto, verso l'impossibile , verso Dio così misterioso e così grande che ridurlo ad assiomatico emblema di una fede terrena, una qualunque, lo offende ed impoverisce. Io preferisco immaginarlo volare nel cielo, alla velocità del pensiero, tra una galassia e l'altra in un vorticoso turbinio di stelle, uno scintillio di luci, riverberi di antichi mondi gravidi d’amore, con tante forme di vita che si evolvono, trasformano, esplodono e seminano germi vitali in un tempo che a noi appare infinito, noi destinati a strisciare sulla terra scaldati da una sola tra le miriadi di stelle che ogni momento nascono, crescono e muoiono nell'immensità di un mistero che ci sovrasta e sconcerta. Dino

Armonia di sguardi


domenica, dicembre 02, 2007

Il papa boccia l'illuminismo

Secondo Popper, perché una teoria sia veramente scientifica, occorre che possa essere falsificata. La corretta interpretazione della frase, è un invito opposto al messaggio del papa che boccia il relativismo, la crescita, l’evoluzione, il progresso. Unificare nella condanna illuminismo e marxismo è di per sé un errore concettuale perché il primo rientra nell’ambito della razionalità essendo verificabile e falsificabile per definizione, il secondo nella folta schiera delle verità teoriche con sapore vagamente trascendente, motivo per il quale forse ha meritato, da parte del depositario assoluto del Vero, una condanna più mite. Nella vita tutto è relativo, sia nella vita quotidiana, sia nella formulazione delle teorie. Senza il confronto, la dialettica, il dialogo e la verifica, cammineremmo ancora a quattro zampe e cureremmo i nostri mali con l’esorcismo e la magia, condannando la medicina che è figlia della biologia che a sua volta deve molto al genio di Darwin che ha illuminato il cammino della conoscenza. “Sapere aude” diceva Orazio gia 2000 anni fa e prima della nascita di Cristo. ”Sapere aude “ gli fa eco Kant mentre proietta l’uomo nella modernità e nell’illuminismo. Ed ora qualcuno che predica la povertà di Cristo, mentre ci accostiamo al Natale che è la festa della rappacificazione e della fratellanza, questo Pontefice che dovrebbe guidarci secondo il messaggio evangelico verso la concordia e la tolleranza, la povertà e l’umiltà, si erge a giudice supremo, boccia la ragione che, secondo la sua stessa dottrina, dovrebbe essere un dono di Dio, boccia la comunione con le altri fedi parallele, ed avvolto da mantelli dorati tempestati di gemme, assiso su troni impreziositi dalle offerte di un’umanità speranzosa di riscatto e di pace, grida la sua intransigenza tra cori di pecoroni impauriti che gli belano attorno l’assenza completa del libero pensiero.

giovedì, novembre 08, 2007

I misteri della ragione

Il cielo

In questa distesa immensa
di luci senza fine….
Sconcertata e stupita
Vaga la mia mente
Nell’oscuro splendore!!!
E ruotano le stelle infinite
gareggiando
L’un l’altra,
e disegnando spirali!
E girano,
girano,
girano,
instancabilmente girano!
E tu,
io,
noi
Giriamo con loro in questa giostra
Immortale
Senza senso ,senza fine ,
senza una ragione……….
E c’inventiamo Dio
E lottiamo per vivere,
Per non affogare
Desolati ed ignari
Nell’immenso sconforto
Che nascondiamo nei cuori!!!

Dino Licci

domenica, novembre 04, 2007

I misteri della fede


Un altro quadro di carattere religioso anche se sono agnostico, quasi a simboleggiare la coesistenza nell'Umanità di bellezza fisica e spirituale.

domenica, ottobre 28, 2007

Eva


                                                    Dino Licci-Eva-acrilico su tela 50X70

sabato, ottobre 27, 2007

Natura morta con pesce e limoni


Per rinfrancare lo spirito tra una considerazione ed un'altra un quadro mangereccio 50X90 acrilico su tela:

martedì, ottobre 23, 2007

Sgomento

Siamo nell’era del PRAGMATISMO ESISTENZALE laddove la causalità ed il determinismo cadono sotto i colpi della logica moderna. Oggi l’uomo, lo scienziato moderno è in grado di asserire che negli universi infiniti che ci sovrastano, non esiste neanche uno spazio dove gli astri galleggiano, non esiste neanche un tempo assoluto, ma spazio e tempo in tanto esistono in quanto sono espressione del nostro modo di vedere i corpi disposti nel cosmo se parliamo di spazio e nel modo in cui ordiniamo gli avvenimenti se parliamo di tempo. Non esiste neanche un etere come si era ipotizzato: spazio e tempo in senso assoluto non esistono. Non esiste un punto di riferimento, un “locus” che ci faccia orientare , un “primo motore da cui parta il tutto, ma negli spazi infiniti tutto è relativo , relativo al suo punto di riferimento, relativo alla velocità con cui una cosa si muove. Non soltanto cade la visione del mondo sublunare di Aristotele che la Chiesa aveva preso come esempio e che Dante ci descrive nella sua Divina Commedia , non soltanto cade la teoria di Tolomeo che voleva il sole girare intorno alla terra,non soltanto cade il concetto delle stesse fisse che sono solo un fenomeno di parallasse, ma persino il fatto che luna giri intorno alla terra risulta un errore perché in effetti tutte e due girano intorno al loro centro di massa.Perfino la materia apparentemente inerte perde le sue prerogative, perché la famosa equazione di Einstein dimostra come essa sia convertibile in energia e viceversa e la dimostrazione lampante che non si tratti di una semplice relazione matematica ce la fornisce quella notte del 16 luglio 1945 quando ad Alamogordo esplose la prima bomba atomica ossia avvenne la trasformazione della materia inerte in un’enorme quantità di energia. Ma più che l’arma nucleare che pure sconvolge e sovverte il destino dell’umanità intera, quello che più impressiona di questa meravigliosa scoperta è l’inquietante realtà di un mondo che ci appare nebuloso ed inconsistente come un fiocco di neve che si scioglie al tatto di un cieco che volesse studiarne la forma e la consistenza. I fenomeni a noi noti, la nascita della vita, l’evoluzione delle specie, la fisica tradizionale, le credenze e le tradizioni perdono di significato ovvero ne acquistano un altro forse molto più desolante. Non si hanno più punti di riferimento, tutto è sospeso, vuoto, inconsistente. Forse per questo l’irrazionale e l’esoterico si stanno imponendo nella società odierna , essi sono forse un espediente inconscio , l’inconsapevole tentativo di rifuggire dalla realtà, da quella realtà delle enormi distese siderali laddove il tempo e lo spazio perdono di significato e diventano sensazioni astratte e soggettive come l’odorato, l’olfatto o la vista. L’uomo sapiens sapiens sembra rimanere schiacciato dalle sue stesse scoperte, annichilito e sgomento, sospeso in un mondo immenso dove tutto gira, gira inesorabilmente, facendolo apparire così piccolo e insignificante e vuoto! Il principio d’indeterminazione di Heisemberg, la casualità che prende il posto della causalità indispettiscono lo stesso Einstein che urla:”Dio non gioca a dadi” pur conscio che le sue stesse leggi descrivono un mondo governato proprio dal caso .“Dio è morto” dice Nietzsche ucciso dalla ragione, annichilito dalla conoscenza, ma con Dio muore lo scopo, il fine ultimo cui l’uomo sottende. Se non c’è Dio, tutto perde di significato e l’uomo rimane davvero solo, diviene quel contenitore ipotizzato da Dawkins dove il gene si annida per perpetuare se stesso sfruttando la capacità di adattamento all’ambiente del suo intelligente ospite . Ma dove esso tenda ancora nessuno lo sa.

Dino Licci

domenica, ottobre 07, 2007

Frutta secca , uva e pane genuino


La domenica ci piace fare il pane in casa. Un profumo di serenità che ci rende più lieti, un ritorno all'antico, un sapore d'amore!

sabato, ottobre 06, 2007

Mare


Per rinfrancarci lo spirito

Gli inermi

4 Giugno 1989
I ragazzi di Pechino sono morti a migliaia
Nella notte del sangue!
E mescolano odore di morte
Al profumo dei fiori.
E spengono le loro primavere
Nella piazza della pace!
I ragazzi di Pechino volano gli spazi
E varcano le soglie delle case
E le loro immagini graffiano i cuori
E sconvolgono menti…….a milioni!
I ragazzi muoiono inermi e ……..disperati
E le nostre coscienze tremano
Straziate dal dolore,
incredule ed attonite,
costernate ed avvilite!
Che cosa c’è nelle nostre menti
Fatte a somiglianza di Dio?

Dalla Sindone


Questo è il Cristo che ho tratto dalla Sindone alla cui autenticità io non credo, ma ho voluto comparare il Cristo come appare all'uomo quando lo vede sofferente e attonito e più vicino a lui, al Cristo giudicante , maestoso e regale , un'icona divina, sospesa nel tempo e nello spazio come espressione tangibile del bisogno di spiritualità che da sempre aleggia intorno a noi a soddisfare il nostro bisogno di spiritualità.

venerdì, ottobre 05, 2007

Cristo


La storia è fatta di corsi e ricorsi come diceva Giovan Battista Vico. Ci sono periodi storici in cui prevale il raziocinio, altri in cui prevalgono la spiritualità o addirittura il misticismo. Dopo il lungo periodo medioevale, l’illuminismo dette la stura a tante speranze dell’uomo compresse dall’oscurantismo clericale, dall’inquisizione, dai roghi, dalle persecuzioni e cominciarono ad emergere la Scienza, la Cultura, la tecnologia. Ma già il romanticismo era alle porte, e l’uomo, stanco di obbedire alla fredda ragione, si tuffò nelle braccia del sentimento, nello "Sturm und Drang", ( tempesta ed impeto) con l’esplosione delle passioni e del soggettivismo. Si esaltarono l’amor di patria, la lealtà, l’amicizia, mentre la malinconia ed il dolore divennero compagni inseparabili dell’uomo. Si esaltarono la morte, l’angoscia ed il terrore, mentre i sepolcri ispiravano i poeti di questa età romantica. Il positivismo, col primato della biologia e col ritorno della scienza, iniettò nuovo ottimismo, nuovo entusiasmo all’uomo tecnologico che presto precipitò di nuovo nel decadentismo dove ancora una volta l’uomo venne avvolto da un senso di languore, di smarrimento, di angoscia mentre l’immagine della morte tornò a dominare la scena. Forse sono prolisso e tutto questo ragionamento è superfluo, ma io ritengo che l’uomo singolo racchiuda in se stesso, la stessa evoluzione dell’Umanità, esaltando la sua ragione o rifugiandosi nella fede, ultimo baluardo che lo riscatti dal terrore di essere annichilito ed inglobato nel grande mistero che lo sovrasta. Ho letto attentamente Odifreddi che analizza lucidamente tutta la Bibbia. Egli dimostra l’assurdità dei tempi, dei costumi, della morale di cui essa è pervasa, ma non mi ha convinto del tutto. Sono passato ad assaporare la più sottile analisi del costume che fa Comte Sponville ne “Lo spirito dell’ateismo” dove si dimostra che non essere credenti non significa ripudiare la propria cultura, le proprie origini cristiane. Ho riletto poi Hawking che mi ha trascinato nell’infinito mondo di un Universo in espansione, in uno spazio-tempo che diventa un' opinione od una sensazione come un sapore, un odore, un colore. Ho capito che tutto è relativo, mi ritrovo alla fine del viaggio più frastornato di prima ma ho compiuto il percorso, tutto quello che il sapere degli altri mi può trasmettere ed almeno, prima di buttarmi nelle braccia della fede, ho voluto sfamare la mia ragione che mi fa gridare con Nietzsche : “Dio è morto, Dio è morto” ucciso si dalla ragione e dalla scienza, ma anche dall’ipocrisia di chi predica dagli altari povertà e bontà con i salmi e le parabole, mentre nuota nel lusso, nella magnificenza, nell’agiatezza e nell’arroganza. A noi resta l’immagine di Cristo, da me interpretata, in questo lavoro, come espressione silente di un’ Umanità carica di dolore, di stupore, di angoscia ma anche di timida speranza.
Dino Licci

venerdì, settembre 28, 2007

Solo per chi ama approfondire

La luce mi affascina, mi sconvolge e m’inebria. Nulla di certo si sa sulla composizione della luce e , per quanto la scienza moderna ascriva ad essa proprietà corpuscolari ed ondulatorie insieme , nessuno sa con esattezza che cosa essa sia. Da quando Plank elaborò la sua teoria giungendo con un puro ragionamento matematico a formulare l’esistenza dei ”quanti” a quando Einstein potenziò questa teoria fino a definire i “fotoni”, fiori di scienziati si sono logorati i cervelli per sciogliere l’enigma . Divertente quindi che io mi butti nella mischia prima come appassionato studioso poi come poeta e pittore. Nel primo caso cercando una definizione di luce che qui riporto e che tenga conto sia degli studi matematici che degli esperimenti fisici che ne sono seguiti, nel secondo caso seguendo la mia intuizione artistica, soddisfacendo così le esigenze dei miei due lobi corticali,il destro ed il sinistro o, se vogliamo, la mia parte spirituale e quella razionale che coesistono in me come in ogni altro uomo e paiono affondare e riemergere nei vari corsi storici della vita che stigmatizza ritmicamente la nostra stessa esistenza:
1)come studioso ritengo che la luce non sia nient’altro che la concretizzazione della trasformazione della materia in energia. Mi spingo a pensare che un corpo riscaldato o comunque in movimento cominci ad emettere energia sotto forma di corpuscoli (fotoni) secondo la legge di Plank ma che, durante il percorso, perda le sue proprietà corpuscolari per acquistare le sue proprietà ondulatorie, si muova cioè dall’infrarosso all’ultravioletto perdendo materia (i corpuscoli) ed aumentando l’energia(le onde). Man mano che le onde si liberano dei corpuscoli , aumenta la loro frequenza e di pari passo l’ energia contenuta nello stesso pacchetto sarà maggiore quante più onde e meno corpuscoli contiene. La verifica alla mia teoria si può fare illuminando uno spillo con un fascio di luce violetta prima , rossa poi. Se il mio ragionamento è esatto , l’effetto di diffrazione e d’interferenza sarà molto maggiore quando useremo il raggio di luce violetta che non quando useremo la luce rossa..
2)come artista ritengo che la luce sia instancabile vettore d’immagini e su questo si può poetare. Le stelle che noi oggi osserviamo nel nostro cielo, sono in realtà a volte immagini che appartengono al nostro passato. Dico nostro passato perché è ormai noto che il tempo non è che una sensazione come gli odori e i sapori ma, restando nelle convenzioni tradizionali, dobbiamo pur chiederci dove finiscono le immagini che un attimo prima che noi spegnessimo una lampadina c’erano ed ora non ci sono più. Ebbene esse viaggiano negli spazi siderali come le luce delle stelle ormai estinte e che noi vediamo adesso perché sono talmente lontane da noi che, pur viaggiando a 300.000 Km al secondo ci raggiungono dopo milioni di anni! Ora ,se consideriamo che esistono dei tunnel spazio temporali (Einstein-Nathan Rosen)che possono forare il tempo come scorciatoie (lo spazio ed il tempo sono ricurvi), noi potremmo poeticamente ipotizzare di rivedere le immagini dei nostri cari scomparsi o le battaglie di Napoleone o la nascita di Cristo. Per questo la poesia “La luce” che ho qui postato va letta con attenzione : perché ingloba in sé nozioni scientifiche ed aspirazioni epistemologiche stigmatizzando l’essenza stessa dell’uomo, i suoi dubbi, i suoi dolori, la sua sete di ricerca

Dino Licci

sabato, settembre 22, 2007


La musica mi trascina nelle Chiese. Non c’è teatro al mondo che possa eguagliare la sensazione di comunione tra uomini, di concordia e spiritualità pari a quella che stasera aleggiava nella Cattedrale di Otranto. I coristi si spostavano a turno nei punti strategici della Basilica facendoci volteggiare nelle note che ci raggiungevano da tutti i lati della grande navata centrale. Il pavimento arricchisce  l’importante serata con quel famosissimo mosaico che il monaco Pantaleone dell’abbazia di San Nicola di Casole realizzò fra il 1163 ed 1165. Da Pierluigi da Palestrina a Orlando Di Lasso, da Girolamo Frescobaldi a Giovanni Gabrieli, tutta la serata è stato un crescendo di suoni, emozioni, sensazioni che ti fanno sentire partecipe di una vera comunione tra simili. E’ proprio il caso di dire con Comte Sponville che la spiritualità non è solo prerogativa dei credenti perché stasera anche un laico come me si è lasciato trascinare dallo "Juabilate Deo" al “Laudate Dominun”,dal “benedictus es Domine”al “Laudans exsultet” in un esplosione di gioia e partecipazione. Lodi quindi al relatore Giuseppe Pastore, al musicologo Lassus Chor Munchen, all’organista Luigi Celeghin, al direttore Bernward Beyerle. Dino Licci

Inquisizione


                                               Dino Licci- Strega- acrilico su tela 50X70

Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
tra croci e preci e monaci impietosi:
curasti gli ammalati tra i lamenti,
dissero ch’eri strega quei potenti.

Torturata, straziata e condannata,
fosti legata a un palo e poi bruciata
per il tuo bene, per la tua salvezza
da questi santi, mistici vegliata.

Questa è la fede, questa la speranza,
e ti gettavan acqua a ritardare
che tu esalassi l’ultimo respiro,
ma te ne andasti con un gran sospiro.

Accanto a te squartato un gatto nero
condivideva il tuo destino infame:
una croce, una tiara, un tribunale.
Tal la pietà di chi combatte il male!

lunedì, settembre 10, 2007

Considerazioni



L’arte, la scienza, la poesia, la musica cos’altro sono se non l’angoscia dell’Uomo, la proiezione palpabile delle sue paure,del suo sgomento, delle sue speranze? E ci sono degli autori che si prestano più di altri a rappresentare la condizione umana ed i suoi aneliti di conoscenza. De Chirico, per esempio, che nasce col futurismo, si presta bene a definire questa condizione metafisica. Avete visto i suoi paesaggi statici, immobili, severi, irreali? Solo apparentemente riproducono la nostra realtà, quella che vediamo con i nostri occhi, che tocchiamo con mano, che aggrediamo con tutti i nostri sensi. I colori sono irreali, le figure sono dilatate, statiche, vuote, silenziose, lontane. Intuiamo la loro Verità ma siamo nel surrealismo, quello in cui è maestro Dalì che scava nel profondo dell'animo, più di quanto facesse l'espressionismo perchè intanto Freud ha scoperto l'inconscio e, con l'inconscio, il sogno, il trascendente, la follia, l'alienazione che completa l'immagine dell'Uomo. Noi cresciamo con la Scienza e la tecnologia. La Scienza è conoscenza, è progresso, è evoluzione. Ma la stessa scienza con la relatività di Einstein o con la meccanica quantistica, pone dei limiti invalicabili alle nostre capacità del Sapere. Non tutto ciò che è, è aggredibile dai nostri sensi. C'è qualcosa che intuiamo debba esserci ma non possiamo, non sappiamo vedere, toccare,valutare, soppesare. E' proprio il campo della metafisica, quello che Kant chiama Noumeno contrapponendolo al Fenomeno che la scienza ed i nostri sensi possono studiare. Dio non si può vedere, non si può studiare, non si può misurare e così l'anima, lo spirito, il divenire, l'immortalità…se ci sono! Così interviene la fede a colmare gli spazi vuoti ma tra la Scienza e la Fede ci sarebbe un abisso. A far da tramite c'è la Filosofia che raccorda, cementa, congloba e rende possibile quelle lunghe discussioni che ci caratterizzano come Uomini, esseri in continua evoluzione, esseri pensanti che s'interrogano sul loro misterioso cammino, tutti costretti a strisciare sulla terra ed a sognare di volare oltre lo spazio e il tempo. E il filosofo, il poeta, il pittore, colgono questo sconcerto e ritraggono, raffigurano, stigmatizzano il nostro dolore e lo sublimano sulla tela, sulla carta o sul pentagramma di uno spartito musicale. E’ quello che, nel mio piccolo, cerco di fare anch’io, aprendo la mia anima ai visitatori di questo blog.

martedì, settembre 04, 2007

Un tuffo nel medioevo


Mi piace dipingere i vicoli antichi. Mi sembra di far rivivere vecchie emozioni , un tuffo nel passato alla ricerca della nostra essenza primordiale.

martedì, agosto 21, 2007

Ulivi del salento


L'amore per il mio Salento lo esprimo dipigendo gli ulivi o le coste di un mare generoso che spero la disattenzione dell' uomo non debba mai contaminare.

sabato, luglio 14, 2007

Titire


Omaggio a Virgilio:

Titire tu patulae recubans sub tegmine fagis..........

venerdì, giugno 08, 2007

Lesbia


                                           Dino Licci-Lesbia.acrilico su tavola 20X30

Catullo e Lesbia:


Piacevole rileggere Catullo oggi dopo aver sudato, da fanciullo, per le sue traduzioni. Scoprire il poeta che sembrava superficiale nel suo intenso dramma esistenziale quando scopre che la sua Lesbia, proprio lei, frequenta gli angiporti ed i vicoli di Roma...........................



Caeli, Lesbia nostra, Lesbia illa.illa Lesbia, quam Catullus unamplus quam se atque suos amavit omnes,nunc in quadriviis et angiportisglubit magnanimi Remi nepotes.


Celio, la nostra Lesbia, la bella Lesbia.La bella Lesbia, che lei sola Catullo amòpiù che se stesso e tutti i suoi,ora nei vicoli e nei quadrivispella i nipoti del magnanimo Remo.

lunedì, aprile 30, 2007

Il posto delle more



Un mucchio di rovi coperti di more
t'ha strappato il vestito nuovo
e t'ha ferito il volto!
Ed io ho schiacciato le more
e ti ho imbrattato il seno
e le natiche bianche!
Ed ho lambito il dolce succo
mescolato al tuo sapore,
e ti ho inondato del seme della vita
e ti ho sentita gridare
e fremere.........
E siamo rimasti inermi al sole
che asciugava i nostri corpi
sporchi
e abbandonati
e sazi!
ed ho sentito il gusto della terra
nelle mani infangate
ed ho sentitoil gusto del cielo
nel mistero del tuo volto
abbandonatoe tenero!

sabato, marzo 10, 2007

L'albero




Volteggiando e danzando,

Trascinata dal vento,

un’ultima sua foglia

soavemente sen va!

E l’albero ormai nudo,

finemente adornato

dai suoi rami contorti,

sta fermo a ricordare:

il frusciare del vento

un dolce cinguettare,

la sua stagione lieta

e resta a meditare!


martedì, marzo 06, 2007

Trinità


Questo è il mio ultimo quadro che, nel mondo cattolico, simboleggia la “Trinità”. Seppur fortemente condizionato dall’imprinting che ci plasma in età adolescenziale, io sono troppo razionale per leggerla come vorrebbe la Fede.
Io ho voluto dipingere il DOLORE dell’umanità, l’umile speranza di un riscatto, la lusinga di credere in un domani che non sia un’estenuante vagare alla ricerca di noi stessi. Ed anche se tutto ciò non è che un vago sogno, resti pure un sogno, ma ritempri la nostra povera mente sperduta tra quei lampi e quei tuoni che ci fanno avvertire tutta la nostra debolezza, il nostro bisogno di rifugiarci nelle braccia di un Dio che ci consoli e ci aiuti. Dino

sabato, febbraio 10, 2007

grazie Bonnie

..circa quattro ore fà,un Babbo Natale con il furgone,mi ha consegnato un pacchettino..
..solitamente,quando un libro mi colpisce,copio quì una frase un anedoto,beh.. questa volta no
Dino,leggendoti tutto di un fiato,si percepisce,naturalmente parlo di sensazioni mie,un 'gomitolo' ma non aggrovigliato come lo definisci tu,
un gomitolo dove non vedi il cuore o la fine di esso,sembra anzi.. infinito
ma non è un limite anzi il contrario,
un cuore morbido fatto di ricordi legati alla tua infanzia,gelosamente custoditi ma non nascosti..
sono proprio li.. in quella dolcezza del 'cala la pasta'
(non voglio specifi.care,mi sembrerebbe di rovinarne la magicità,e anche la riservatezza)
o.. negli occhi dell' orango.. solo una frase,un accenno che però.. arriva come una fitta al cuore di chi ti legge,e io mi sono pure commossa
..e l'asino,e.. il biancospino,mammamia.. è bellissimo!
anzi.. io lo definirei RICCO!
in pochissime pagine sei riuscito a far vedere quei paesaggi,farne sentirne i profumi,captarne le angosce,
ma anche l'ironia..
eheheheheh il letto pieghevole o..
l'insetto nella frittura di calamari
ma cos'era poi??? dai.. almeno le 'caratteristiche della specie' eheheheheh
caspita Dino,ti è proprio..venuto bene!
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X ICA (Ica fidati.. ti piacerà sicuramente!!! è come se Dino ti parlasse davanti a un caffè,e ascoltandolo,non ti accorgessi di..aver già chiuso gli occhi,solo che non dormi.. sogni)
Bonnie

domenica, febbraio 04, 2007

L'Angoscia


Siamo spirito o materia?Veniamo dal Nulla eterno ? e dove porta il nostro cammino? Sgomento e paura:ecco l’Uomo!!!

La verità è che l’uomo è infarcito di spiritualità e razionalità. Io credo che anche la sua parte “spirituale” sia un coacervo di complesse reazioni chimiche che avvengono nel suo cervello, altri ascrivono ad un creatore, ad un essere trascendente, la parte di noi che esplora i campi non verificabili col calcolo e l’esperienza.
Che l’umanità, il pianeta che la ospita o l’universo intero siano in continua evoluzione, mi pare indubbio e negarlo significa negare la nostra stessa esistenza,  ma che ciò avvenga per opera di un demiurgo o per puro Caso, esula, mi pare, dalla nostra possibilità di conoscenza. Generazione dopo generazione, ci avviciniamo lentamente, laboriosamente alla verità ma,come singoli individui,siamo costretti a brancolare nel buio e dibatterci inquieti tra mille dilemmi.