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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, settembre 28, 2007

Solo per chi ama approfondire

La luce mi affascina, mi sconvolge e m’inebria. Nulla di certo si sa sulla composizione della luce e , per quanto la scienza moderna ascriva ad essa proprietà corpuscolari ed ondulatorie insieme , nessuno sa con esattezza che cosa essa sia. Da quando Plank elaborò la sua teoria giungendo con un puro ragionamento matematico a formulare l’esistenza dei ”quanti” a quando Einstein potenziò questa teoria fino a definire i “fotoni”, fiori di scienziati si sono logorati i cervelli per sciogliere l’enigma . Divertente quindi che io mi butti nella mischia prima come appassionato studioso poi come poeta e pittore. Nel primo caso cercando una definizione di luce che qui riporto e che tenga conto sia degli studi matematici che degli esperimenti fisici che ne sono seguiti, nel secondo caso seguendo la mia intuizione artistica, soddisfacendo così le esigenze dei miei due lobi corticali,il destro ed il sinistro o, se vogliamo, la mia parte spirituale e quella razionale che coesistono in me come in ogni altro uomo e paiono affondare e riemergere nei vari corsi storici della vita che stigmatizza ritmicamente la nostra stessa esistenza:
1)come studioso ritengo che la luce non sia nient’altro che la concretizzazione della trasformazione della materia in energia. Mi spingo a pensare che un corpo riscaldato o comunque in movimento cominci ad emettere energia sotto forma di corpuscoli (fotoni) secondo la legge di Plank ma che, durante il percorso, perda le sue proprietà corpuscolari per acquistare le sue proprietà ondulatorie, si muova cioè dall’infrarosso all’ultravioletto perdendo materia (i corpuscoli) ed aumentando l’energia(le onde). Man mano che le onde si liberano dei corpuscoli , aumenta la loro frequenza e di pari passo l’ energia contenuta nello stesso pacchetto sarà maggiore quante più onde e meno corpuscoli contiene. La verifica alla mia teoria si può fare illuminando uno spillo con un fascio di luce violetta prima , rossa poi. Se il mio ragionamento è esatto , l’effetto di diffrazione e d’interferenza sarà molto maggiore quando useremo il raggio di luce violetta che non quando useremo la luce rossa..
2)come artista ritengo che la luce sia instancabile vettore d’immagini e su questo si può poetare. Le stelle che noi oggi osserviamo nel nostro cielo, sono in realtà a volte immagini che appartengono al nostro passato. Dico nostro passato perché è ormai noto che il tempo non è che una sensazione come gli odori e i sapori ma, restando nelle convenzioni tradizionali, dobbiamo pur chiederci dove finiscono le immagini che un attimo prima che noi spegnessimo una lampadina c’erano ed ora non ci sono più. Ebbene esse viaggiano negli spazi siderali come le luce delle stelle ormai estinte e che noi vediamo adesso perché sono talmente lontane da noi che, pur viaggiando a 300.000 Km al secondo ci raggiungono dopo milioni di anni! Ora ,se consideriamo che esistono dei tunnel spazio temporali (Einstein-Nathan Rosen)che possono forare il tempo come scorciatoie (lo spazio ed il tempo sono ricurvi), noi potremmo poeticamente ipotizzare di rivedere le immagini dei nostri cari scomparsi o le battaglie di Napoleone o la nascita di Cristo. Per questo la poesia “La luce” che ho qui postato va letta con attenzione : perché ingloba in sé nozioni scientifiche ed aspirazioni epistemologiche stigmatizzando l’essenza stessa dell’uomo, i suoi dubbi, i suoi dolori, la sua sete di ricerca

Dino Licci

sabato, settembre 22, 2007


La musica mi trascina nelle Chiese. Non c’è teatro al mondo che possa eguagliare la sensazione di comunione tra uomini, di concordia e spiritualità pari a quella che stasera aleggiava nella Cattedrale di Otranto. I coristi si spostavano a turno nei punti strategici della Basilica facendoci volteggiare nelle note che ci raggiungevano da tutti i lati della grande navata centrale. Il pavimento arricchisce  l’importante serata con quel famosissimo mosaico che il monaco Pantaleone dell’abbazia di San Nicola di Casole realizzò fra il 1163 ed 1165. Da Pierluigi da Palestrina a Orlando Di Lasso, da Girolamo Frescobaldi a Giovanni Gabrieli, tutta la serata è stato un crescendo di suoni, emozioni, sensazioni che ti fanno sentire partecipe di una vera comunione tra simili. E’ proprio il caso di dire con Comte Sponville che la spiritualità non è solo prerogativa dei credenti perché stasera anche un laico come me si è lasciato trascinare dallo "Juabilate Deo" al “Laudate Dominun”,dal “benedictus es Domine”al “Laudans exsultet” in un esplosione di gioia e partecipazione. Lodi quindi al relatore Giuseppe Pastore, al musicologo Lassus Chor Munchen, all’organista Luigi Celeghin, al direttore Bernward Beyerle. Dino Licci

Inquisizione


                                               Dino Licci- Strega- acrilico su tela 50X70

Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
tra croci e preci e monaci impietosi:
curasti gli ammalati tra i lamenti,
dissero ch’eri strega quei potenti.

Torturata, straziata e condannata,
fosti legata a un palo e poi bruciata
per il tuo bene, per la tua salvezza
da questi santi, mistici vegliata.

Questa è la fede, questa la speranza,
e ti gettavan acqua a ritardare
che tu esalassi l’ultimo respiro,
ma te ne andasti con un gran sospiro.

Accanto a te squartato un gatto nero
condivideva il tuo destino infame:
una croce, una tiara, un tribunale.
Tal la pietà di chi combatte il male!

lunedì, settembre 10, 2007

Considerazioni



L’arte, la scienza, la poesia, la musica cos’altro sono se non l’angoscia dell’Uomo, la proiezione palpabile delle sue paure,del suo sgomento, delle sue speranze? E ci sono degli autori che si prestano più di altri a rappresentare la condizione umana ed i suoi aneliti di conoscenza. De Chirico, per esempio, che nasce col futurismo, si presta bene a definire questa condizione metafisica. Avete visto i suoi paesaggi statici, immobili, severi, irreali? Solo apparentemente riproducono la nostra realtà, quella che vediamo con i nostri occhi, che tocchiamo con mano, che aggrediamo con tutti i nostri sensi. I colori sono irreali, le figure sono dilatate, statiche, vuote, silenziose, lontane. Intuiamo la loro Verità ma siamo nel surrealismo, quello in cui è maestro Dalì che scava nel profondo dell'animo, più di quanto facesse l'espressionismo perchè intanto Freud ha scoperto l'inconscio e, con l'inconscio, il sogno, il trascendente, la follia, l'alienazione che completa l'immagine dell'Uomo. Noi cresciamo con la Scienza e la tecnologia. La Scienza è conoscenza, è progresso, è evoluzione. Ma la stessa scienza con la relatività di Einstein o con la meccanica quantistica, pone dei limiti invalicabili alle nostre capacità del Sapere. Non tutto ciò che è, è aggredibile dai nostri sensi. C'è qualcosa che intuiamo debba esserci ma non possiamo, non sappiamo vedere, toccare,valutare, soppesare. E' proprio il campo della metafisica, quello che Kant chiama Noumeno contrapponendolo al Fenomeno che la scienza ed i nostri sensi possono studiare. Dio non si può vedere, non si può studiare, non si può misurare e così l'anima, lo spirito, il divenire, l'immortalità…se ci sono! Così interviene la fede a colmare gli spazi vuoti ma tra la Scienza e la Fede ci sarebbe un abisso. A far da tramite c'è la Filosofia che raccorda, cementa, congloba e rende possibile quelle lunghe discussioni che ci caratterizzano come Uomini, esseri in continua evoluzione, esseri pensanti che s'interrogano sul loro misterioso cammino, tutti costretti a strisciare sulla terra ed a sognare di volare oltre lo spazio e il tempo. E il filosofo, il poeta, il pittore, colgono questo sconcerto e ritraggono, raffigurano, stigmatizzano il nostro dolore e lo sublimano sulla tela, sulla carta o sul pentagramma di uno spartito musicale. E’ quello che, nel mio piccolo, cerco di fare anch’io, aprendo la mia anima ai visitatori di questo blog.

martedì, settembre 04, 2007

Un tuffo nel medioevo


Mi piace dipingere i vicoli antichi. Mi sembra di far rivivere vecchie emozioni , un tuffo nel passato alla ricerca della nostra essenza primordiale.