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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

lunedì, settembre 10, 2007

Considerazioni



L’arte, la scienza, la poesia, la musica cos’altro sono se non l’angoscia dell’Uomo, la proiezione palpabile delle sue paure,del suo sgomento, delle sue speranze? E ci sono degli autori che si prestano più di altri a rappresentare la condizione umana ed i suoi aneliti di conoscenza. De Chirico, per esempio, che nasce col futurismo, si presta bene a definire questa condizione metafisica. Avete visto i suoi paesaggi statici, immobili, severi, irreali? Solo apparentemente riproducono la nostra realtà, quella che vediamo con i nostri occhi, che tocchiamo con mano, che aggrediamo con tutti i nostri sensi. I colori sono irreali, le figure sono dilatate, statiche, vuote, silenziose, lontane. Intuiamo la loro Verità ma siamo nel surrealismo, quello in cui è maestro Dalì che scava nel profondo dell'animo, più di quanto facesse l'espressionismo perchè intanto Freud ha scoperto l'inconscio e, con l'inconscio, il sogno, il trascendente, la follia, l'alienazione che completa l'immagine dell'Uomo. Noi cresciamo con la Scienza e la tecnologia. La Scienza è conoscenza, è progresso, è evoluzione. Ma la stessa scienza con la relatività di Einstein o con la meccanica quantistica, pone dei limiti invalicabili alle nostre capacità del Sapere. Non tutto ciò che è, è aggredibile dai nostri sensi. C'è qualcosa che intuiamo debba esserci ma non possiamo, non sappiamo vedere, toccare,valutare, soppesare. E' proprio il campo della metafisica, quello che Kant chiama Noumeno contrapponendolo al Fenomeno che la scienza ed i nostri sensi possono studiare. Dio non si può vedere, non si può studiare, non si può misurare e così l'anima, lo spirito, il divenire, l'immortalità…se ci sono! Così interviene la fede a colmare gli spazi vuoti ma tra la Scienza e la Fede ci sarebbe un abisso. A far da tramite c'è la Filosofia che raccorda, cementa, congloba e rende possibile quelle lunghe discussioni che ci caratterizzano come Uomini, esseri in continua evoluzione, esseri pensanti che s'interrogano sul loro misterioso cammino, tutti costretti a strisciare sulla terra ed a sognare di volare oltre lo spazio e il tempo. E il filosofo, il poeta, il pittore, colgono questo sconcerto e ritraggono, raffigurano, stigmatizzano il nostro dolore e lo sublimano sulla tela, sulla carta o sul pentagramma di uno spartito musicale. E’ quello che, nel mio piccolo, cerco di fare anch’io, aprendo la mia anima ai visitatori di questo blog.

2 commenti:

  1. Caro Dino,
    come ben sai alla base di ogni vera costruzione scientifica c'e` sempre l'intuizione. Essa si libera costruendo ed inventando novita`. L'intuizione e` naturalmente alla base della poesia.
    La poesia, pittura, musica, l'arte, la scienza sono tutte forme creative.
    Nella Genesi puoi leggere che.... " Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona" (Genesi 1,31).
    Dio e` stato il piu` grande artista.
    Alla fine si e` molto compiaciuto della sua creazione.
    Credo che e` proprio questo (umilmente parlando) si sente un uomo/donna alla fine di una sua creazione....... poesia, sinfonia, dipinto che sia.
    E` come mi ci sento io quando scrivo un pensiero, una poesia o anche solo "creando" una pizza favolosa :-) mi sento compiaciuta, ma anche "libera".
    Ci vuole solo molto fiducia in quello che vuoi esprimere con la tua abilita`, un po` come la luce con le piante.... aiuta la creativita` a crescere, anche se questa passa attraverso numerose prove ed errori.
    Io penso che la capacita` di esercitare il libero pensiero e` l'unica vera grande liberta`.

    Ciao :-)

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  2. De Chirico rappresenta il tormento degli anni trenta, il titanismo ricondotto nella psicanalisi, nella dimensione fisica. Si parla di metafisica costruita. Ma De Chirico è umano, troppo umano. Un ponte tra nichilismo e razionalismo, figura dell'idealismo pittorico in cui non conta il reale, ma l'idea che del reale si ha. Un po' come Strawinski nella musica.
    Non si pone direttamente il problema dell'esistenza, lo fa intuire, ne accende però lo stimolo. Non ha l'appagamento di Sironi, in cui l'Idea si riconduce al reale. Sta lì, nelle sue architetture piacentiniane, a dimostrarci la condizione umana.
    Oggi sarebbe improponibile. Altro secolo. Altri problemi.
    Il più bel quadro sono le Muse inquietanti, quei manichini dai quali tutto promana.
    Più studio la storia della nostra famiglia, più comprendo quanto più autentico e degno è il portare da parte tua questo cognome.

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