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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, dicembre 30, 2007

L'alba dell'Uomo


C’è un periodo storico della nostra esistenza che si definisce poeticamente “l’alba dell’uomo”ma ancora più strabiliane è il fatto che, a rendere poetico questo momento, è una disciplina che di poetico ha ben poco, anzi nulla, essendo tra le più difficili ed ostiche con cui l’intelligenza dell’uomo si può misurare. Parlo dell’astronomia che di colpo ci ha proiettati in una dimensione nuova, quasi sconcertante, dove spazio e tempo sono legati indissolubilmente ed il concetto di Universo sguscia fuori dalla miope ottica della cosmogonia biblica, per proiettarci fuori dal sistema solare, fuori dalla nostra via lattea, in un Universo in espansione gravido di tante galassie e di tante sorprese. Ma questo è un altro discorso. Tornando all’alba dell’uomo quando i nostri antenati evolsero i loro cervelli fino alla conquista del pollice opponibile e quindi alla scoperta degli organi accessori tipici dell’età della pietra, le immagini che li vedono come ominidi sparpagliati in una fascia longitudinale che si estende dall’Etiopia alla Tanzania ed alla Repubblica Sudafricana, non sono scomparse per sempre ma viaggiano alla velocità della luce verso gli spazi infiniti e soltanto adesso stanno raggiungendo la galassia di Andromeda che dista da noi tanto quanto lo spazio che la luce percorre in 2.300.000 anni. Questo vuol dire ancora che, capovolgendo del tutto il punto d’osservazione, noi vediamo Andromeda tale come era 2.300.000 anni fa ed il ragionamento vale anche per gli altri infiniti corpi celesti la cui luce ci istruisce sulla sua distanza da noi e sul fatto che la stella che la emana si allontani (se rossastra) o si avvicini (se azzurrognola) a noi.
Ma non voglio certo tediarvi parlandovi delle Cefeidi che rendono possibili tante difficili misurazioni o della relatività generale di Einstein che ci affascina e sgomenta nello stesso tempo. Voglio rimandarvi alla mia poesia “la Luce” che interpreta questo  affascinante fenomeno da un punto di vista prettamente poetico:

La Luce

L’interruttore scatta,

una scintilla…

e la luce si perde all’improvviso

e sei nel buio

a domandarti

dove sta proiettando,

rubate agli occhi tuoi,

le immagini ed il tepore

che ora devi provare a ricordare.

E non sai come

e perché

e dove

vagano per lo spazio con furore

volti che ritenevi tuoi,

cose d’amore,

che forse incontreranno altre scintille,

si fonderanno,

correranno insieme

tra mille stelle

o torneranno al Sole!!!



martedì, dicembre 25, 2007

Il vecchio Ulivo


Quanti ricordi , vecchio ,caro ulivo,
e il vento che filtrava le tue fronde
e il tronco che cresceva qui muschiato
dall’altra parte secco ed assolato!

Eri un fuscello quando t’han piantato
Ora sei forte, grande, imperituro!
Rugoso certo e curvo e già solcato
Da forze avverse e pure tormentato.

Ma ancora svetta alta la tua chioma
E il vento la carezza con amore!
Fruscian le foglie, sembrano pregare
Lontano giunge un suono di campane!

domenica, dicembre 16, 2007

Speranza


Il Dio delle nuvole

IL Dio delle nuvole non ha volto o forma o corpo.
Il Dio delle nuvole è puro pensiero.
Vaga tra le nuvole quando viene a visitare la terra
ed il Sole si veste di rosso
ed il vento è il suo mantello
che, improvviso, s’indora
e ci scalda
e consola.
Che fa quella donna sola sulla barca insabbiata?
piange sconsolata ?
o piena di speranza aspetta qualcuno che la sostenga
e protegga
e consoli?
C’è un gabbiano nel cielo iridato, un auspicio di pace
o soltanto lusinga
una fallace chimera?
Volteggia silenzioso e ruota misterioso………….
Poi punta verso il Sole
e scompare nel cielo scarlatto .
Un puntino lontano
come l’ultima Speranza!!!

Dino

venerdì, dicembre 14, 2007

Il mistero


Milioni, miliardi di stelle, di novae, supernovae, buchi neri, galassie, nebulose, comete, pianeti, satelliti e dubbi, pensieri, riflessioni, paure, sgomento, sublimi voli verso l'ignoto, verso l'impossibile , verso Dio così misterioso e così grande che ridurlo ad assiomatico emblema di una fede terrena, una qualunque, lo offende ed impoverisce. Io preferisco immaginarlo volare nel cielo, alla velocità del pensiero, tra una galassia e l'altra in un vorticoso turbinio di stelle, uno scintillio di luci, riverberi di antichi mondi gravidi d’amore, con tante forme di vita che si evolvono, trasformano, esplodono e seminano germi vitali in un tempo che a noi appare infinito, noi destinati a strisciare sulla terra scaldati da una sola tra le miriadi di stelle che ogni momento nascono, crescono e muoiono nell'immensità di un mistero che ci sovrasta e sconcerta. Dino

Armonia di sguardi


domenica, dicembre 02, 2007

Il papa boccia l'illuminismo

Secondo Popper, perché una teoria sia veramente scientifica, occorre che possa essere falsificata. La corretta interpretazione della frase, è un invito opposto al messaggio del papa che boccia il relativismo, la crescita, l’evoluzione, il progresso. Unificare nella condanna illuminismo e marxismo è di per sé un errore concettuale perché il primo rientra nell’ambito della razionalità essendo verificabile e falsificabile per definizione, il secondo nella folta schiera delle verità teoriche con sapore vagamente trascendente, motivo per il quale forse ha meritato, da parte del depositario assoluto del Vero, una condanna più mite. Nella vita tutto è relativo, sia nella vita quotidiana, sia nella formulazione delle teorie. Senza il confronto, la dialettica, il dialogo e la verifica, cammineremmo ancora a quattro zampe e cureremmo i nostri mali con l’esorcismo e la magia, condannando la medicina che è figlia della biologia che a sua volta deve molto al genio di Darwin che ha illuminato il cammino della conoscenza. “Sapere aude” diceva Orazio gia 2000 anni fa e prima della nascita di Cristo. ”Sapere aude “ gli fa eco Kant mentre proietta l’uomo nella modernità e nell’illuminismo. Ed ora qualcuno che predica la povertà di Cristo, mentre ci accostiamo al Natale che è la festa della rappacificazione e della fratellanza, questo Pontefice che dovrebbe guidarci secondo il messaggio evangelico verso la concordia e la tolleranza, la povertà e l’umiltà, si erge a giudice supremo, boccia la ragione che, secondo la sua stessa dottrina, dovrebbe essere un dono di Dio, boccia la comunione con le altri fedi parallele, ed avvolto da mantelli dorati tempestati di gemme, assiso su troni impreziositi dalle offerte di un’umanità speranzosa di riscatto e di pace, grida la sua intransigenza tra cori di pecoroni impauriti che gli belano attorno l’assenza completa del libero pensiero.