Informazioni personali

La mia foto
Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, dicembre 12, 2008

NATALE


Vorrei passar Natale in armonia,
coi nipotini e i figli e le sorelle,
ma tutto è complicato in vita mia
e accanto a me c’è gran malinconia.

Cosi esorcizzo il male coi pennelli
E disegno di santi ed animali.
Coloro le mie angosce coi pastelli
E nascondo il dolor coi quadri belli!

lunedì, dicembre 08, 2008

Leoni


L'immagine di una traquilla famiglia: le "belve" che c'insegnano a vivere!!!

martedì, novembre 11, 2008

Malinconia


Sembrano tetri oggi
I violini!
Una cantilena antica
Ritmata dal pianto!
Orbite gonfie ,
sguardi senza speranza!
Vagano nel vento
Note spettrali.
E cadono,
E graffiano l’anima,
e ti segnano !
Tu già segnato
Indelebilmente
Dall’eterno sconforto!

lunedì, novembre 03, 2008

La navicella


Basterebbe
Sognare di volare
E sollevarsi in alto, tanto in alto
Da vedere la terra ed il sole
Ed i pianeti piccoli come puntini,
Girare vorticosamente
Nell’immenso mare di stelle!
Basterebbe guardare dall’alto
la nostra galassia
Scorrere come un mare infuocato
Tra tanti fiumi ardenti
e perdersi negli spazi infiniti.
Basterebbe
Veder nascere una stella
Ed un’altra morire, esplodere
E contrarsi e vivere
Ingoiando la luce
Imbrigliandola
Nelle sue spire !
Basterebbe sognare
O forse soltanto
Pensare,
meditare……..
e saremmo tutti fratelli
uniti su questa fragile navicella
che continua a girare,
girare,
girare,
girare!

giovedì, ottobre 30, 2008

Pensieri da spaventapasseri


Con la testa di paglia e un gran cappello,
m’hanno lasciato solo in mezzo al grano.
Il vento già mi sferza tutto il volto,
volteggia molto in alto un gran gabbiano!

Devo tener lontani gli uccelletti
che rubano le spighe: son guardiano
con un fuscello al posto del fucile,
la giacca rattoppata ed un badile!

Mentre gli uccelli scappano impauriti,
una gazza gagliarda s’è posata
sul braccio teso dove son finiti
vecchi bottoni d’oro arrugginiti.

Li becca, poi li strappa, forse vuole
rubarne uno perché ancor sfavilla!
Ma il suo coraggio ancora mi commuove.
Anche la paglia cerca un po’ d’amore !!!

sabato, ottobre 25, 2008

La Strega e l’inquisizione

                                                         Dino Licci-La Strega-acrilico su tela 50X70



Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
tra croci e preci e monaci impietosi.
Curasti gli ammalati tra i lamenti,
dissero ch’eri strega quei potenti!

Torturata, straziata e condannata,
fosti legata a un palo e poi bruciata
per il tuo bene, per la tua salvezza
da questi santi, mistici vegliata!

Questa è la fede, questa la speranza,
e ti gettavan acqua a ritardare
che tu esalassi l’ultimo respiro,
ma te ne andasti con un gran sospiro!

Accanto a te squartato un gatto nero
condivideva il tuo destino infame.
Una croce, una tiara, un tribunale:
Tal la pietà di chi combatte il male!







lunedì, ottobre 20, 2008

Filastrocca


Il lago

Nuotando tranquillo sul placido lago,
vi scorgo un ruscello qui proprio di lato:
le acque cristalli di roccia e argentato
m’invitano a entrare; rimango stregato !

ma l’acqua s’ingrossa,diventa torrente
io cerco di oppormi a quella corrente………
e corro ormai preso fin verso quel fiume
che ingrossa , straripa, mi toglie ogni lume!

Ed eccomi andare fin verso la foce
Annaspo tra i flutti , mi manca la voce……
Poi alfine sgomento mi trovo già in mare
Cavalli di spuma mi fanno affogare.

Potrei dire:”Aiuto “ e farmi salvare
Da quella barchetta che vedo passare;
potrei farmi forza ,cercar di approdare ….
La riva è vicina ed io so nuotare.

Ma resto tra l’ onde, mi lascio cullare
Dal dolce tepore che viene dal mare:
riverberi d’oro lanciati dal sole
scavalcan le onde, colpiscono il cuore!!!



domenica, ottobre 12, 2008

lunedì, ottobre 06, 2008

L'amante del vento






L'amante del vento non ha nome



o forma



o volto.....



L'amante del vento



è pura poesia!



Ed io la sento



carica d'affetto



accanto a me nella notte silente!



Ed un lungo abbraccio m'avviluppa



e consola,



in un vortice d'amore



e crescente passione!

martedì, settembre 30, 2008

La "matrix divina"

Sto leggendo un libro, la” Matrix divina “ nei pochi momenti liberi che la vita mi concede. Forse per il relativo isolamento cui recenti accadimenti mi hanno relegato, forse per quel bisogno di spiritualità represso dai cattivi esempi dei “tenutari del divino”, ma questa lettura mi sazia lo spirito di un’appagante astrattezza e di una profonda emozione. O forse è l’inizio della decadenza senile che mi proietta in un mondo improbabile dove tutto si annulla in un coacervo di conoscenze che paradossalmente aumentano le mie non conoscenze. Mi trovo a naufragare dentro un “ mare magnum “ di teorie, supposizioni, calcoli, formule che mi mostrano un “Universo elegante” formato da “stringhe”le cui vibrazioni, come il suono di un violino, producono energia, materia, vita. Mi trovo avviluppato nello stesso lenzuolo cosmico formato dal binomio spazio-temporale che avvolge gli astri, le galassie ed i buchi neri e che s’increspa impercettibilmente per ogni essere, animale, pianta, minerale che vaghi come noi, trascinato da un vento misterioso che ci sostenta e travolge. Mi sento parte integrante di questo concerto infinito che prevarica qualsiasi forma di terrena religiosità . Mi sento sempre più solo ancorché più unito ai miei simili che danzano con me questa misteriosa quadriglia, dove una lunga teoria di basi azotate si scambiano continuamente il cavaliere dando luogo all’elica della vita, il nucleo vitale del prodigioso DNA. Non è senza sconcerto che apprendo come tutto ciò che ci appare intorno, potrebbe essere accaduto in tempi remoti o paradossalmente potrebbe non essere ancora accaduto e guardo con estremo interesse all’infinitamente piccolo dominato dalle leggi della meccanica quantistica che mi coinvolgono e conglobano. Considero che procedendo a ritroso nei costituenti essenziali della mia corporeità, passo dai sistemi agli organi e dalle molecole agli atomi, ai nuclei, ai protoni, ai quark, alle stringhe e m’inebrio d’angoscia e sgomento pensando che i miei costituenti essenziali potrebbero essere in ogni luogo contemporaneamente. Gli elettroni che girano vorticosamente in obbedienza a quelle leggi che non sono in grado di comprendere, potrebbero ingannare i miei sensi e farmi vedere accadimenti diversi da quelli reali o farmi vivere due vite parallele in una di quelle undici dimensioni ipotizzate dai fisici moderni e che smantellano ogni mia supponenza del sapere. Il progresso frantuma ogni ottimismo scientifico riportando in auge antiche, ammuffite teorie e bislacchi pensatori che fino a ieri deridevo senza pietà, spuntano ancora come tetri fantasmi beffeggiandomi ironici dall’alto delle loro ataviche credenze!. Tutto ritorna in discussione . Si ricomincia, si riparte, si riattacca. L’elettricità sposa il magnetismo e si fonde con esso, il tempo e lo spazio creano insieme la quarta dimensione, nuove forze sinora ignote, cambiano le nostre conoscenze sulla struttura dell’atomo mentre si disgregano solidi punti di riferimento ed un desolante solipsismo s’impossessa di noi. Guardiamo al cielo con crescente sconcerto mentre crollano antiche certezze che pure hanno sostenuto l’evoluzione scientifica e tecnologica degli ultimi secoli. E se la gravitazione stessa non è che la conseguenza di una deformazione del mantello spazio-temporale, che senso ha dire che la terra gira intorno al Sole o viceversa? Non dipende forse tutto ciò che ci appare dal nostro punto di osservazione? Il tempo assoluto non esiste, lo spazio assoluto non esiste, l’etere stesso non esiste. Ignoriamo la stessa natura della gravitazione universale le cui leggi per contro, in un Universo meccanicistico descrittoci dettagliatamente dalle leggi di Newton, hanno caratterizzato la nostra esistenza e la conquista degli spazi siderali. E la terra si decentra, il sistema solare si decentra,la nostra galassia non è che un piccolo agglomerato di migliaia di stelle che ruotano l’infinito andare e, ruotando, esplodono, s’inglobano, si riannodano su se stesse forse anelando a concentrarsi tutte insieme in un unico buco nero che aspetta di esplodere ancora in un nuovo Big Bang per ricomparire ancora in una meravigliosa ed inesauribile esplosione vitale.

venerdì, agosto 01, 2008

Vola, cavallo, sul mare!


Galoppa,galoppa cavallo,
sull’onda spumosa del mare,
e vola lontano nel tempo
sospinto da un’aura soave.

Trascina la mia fantasia,
i sogni, gli amori, la speme!
Mie mani ti han reso reale,
ma già nella mente sostavi….

a darmi la forza, il vigore
di battermi come un guerriero
assiso sul nero destriero
nascosto nel fondo del cuore!

domenica, luglio 20, 2008

Tempesta


Arcano pensiero

Fra i tanti stili che nutron la poesia
Oggi si sposa spesso l’ermetismo:
e l’ossimòro ed anche il neologismo
tanto da generare il cretinismo.

Per una volta senza rinunciare
Alle mie strofe antiche e ritmate,
Voglio parlar con rime più offuscate
Celate, oscure o forse inconfessate.

Stanotte ancora prima d’incontrare
Come dono del cielo ad un artista,
Un angelo nascosto alla mia vista
Che leniva la mia parola trista,

mi crogiolavo in un dolore nuovo
qualcosa che mi dava grande duolo
tanto che per poterlo esorcizzare,
devo parlarne senza confessare!

Prendevo la chitarra, poi i pennelli
Scrivevo versi senza esitazione
Poi rileggevo lettere sbiadite
E foto e stralci e frasi inaridite.

Starò impazzendo? mi chiedevo nero
Sarò capace di dimenticare?
Di cosa parlo lo sa solo il mare
Sennò perde l’ arcano il mio poetare.

Mi conviene lasciare carta e penna
E tracciare su tela coi pennelli
Le angosce che il mio cuor non può celare
ma forse coi colori esorcizzare!

Aspettando Godot




Ci sono accadimenti nella vita, sensazioni, emozioni, turbamenti che la rendono vera, palpitante o struggente. Il romanzo di Samuel Beckett ne è la sintesi o forse l’antitesi. La scena è statica ,ripetitiva ,ossessionante. Ma incredibilmente vera. Aspettare Godot è l’essenza dell’uomo e nessuno sa esattamente chi egli sia : forse l’Amore, forse la Serenità, forse la Spiegazione.
Una sintesi di tutta un’esistenza quando il tempo imbianca le tempie e sai che la meta è vicina. Ma ancora non sai qual è e forse t’illudi o forse intuisci oppure temi ma aspetti, aspetti e aspetti.

Si, aspetti!

Ho sognato di me! Ho aspettato che quella nuvola informe, quel sogno agognato, quella speranza di vita, prendesse forma , si concretizzasse, parlasse con la voce del vento e mi sono lasciato carezzare da uno zefiro leggero, sinuoso, suadente. L’ho avvertito sulla pelle , su ogni centimetro del corpo avvilupparmi in un vortice di piacere, una passione antica , sferzate di energia, scariche d’adrenalina che irrorano come un torrente in piena il mio corpo stanco che si contorce e vomita decenni d’attesa , erutta come un vulcano improvvisamente risvegliatosi, tutta la vibrante energia che gli covava dentro, che aspettava di erompere tumultuosamente dalla sua prigione di dolore.

Ho sognato di te. Ti ho vista bella , carezzevole , odorosa. Le tue lunghe mani disegnavano vortici di passione in un cielo buio ed improvvisamente splendente. Faville incandescenti si trasformavano in stelle , novelle costellazioni ad affiancare Orione e le sue voglie d’amore! Con quanti nomi hanno chiamato il tuo amore? Quali pennelli hanno tracciato le forme sinuose che m’inebriano e stordiscono? quali mani sapienti hanno plasmato il tuo corpo statuario ed etereo , vero come una roccia ed evanescente come un fiocco di neve?

Volteggiando nell’aria una foglia già stanca, abbandona il suo ramo. “ E’ tardi,è tardi “ sembra sussurrare alle più verdi sorelle :”Quando arriva Godot ?”
Ma Godot è già arrivato. Non lo vedi correre col vento?Non lo vedi sparire all’orizzonte? Godot è già passato. E tu non te ne sei accorta. E la foglia si posa su un fiore e tu capisci che Godot è nel tuo cuore. La foglia si adagia sullo stelo di un fiore e tu resti pensoso a guardare l’orizzonte……………. il tramonto di Godot. Dino


domenica, giugno 29, 2008

Per te


L’AMORE IMMORTALE

Quando saremo là dove non v’è domani,
se e quando ci saremo,se non saremo vani,
cercami tra i sospiri dei corpi ormai diafani,
cercami nel ricordo,se sarà già domani!

T’aspetterò dovunque quando non ci saremo,
aspetterò l’essenza del tuo profumo vero,
m’aspetterò dolcezza dalle tue care mani,
ancora trepidante…………carezzami domani!

Dammi già un segno,un bacio che suggelli l’incanto,
promessa di riaverti nel mondo non più stanco!
Voglio carpir l’essenza del tuo labbro imbronciato,

del tuo seno accogliente,del tuo ventre infuocato!
Voglio darti la Vita come già nella vita
Io fondermi con te anche quand’è finita !!!!

sabato, giugno 14, 2008

Il mistero


Io sono notoriamente agnostico , termine spesso confuso con quello di ateo mentre invece io sono lontano dal pensiero ateistico almeno quanto lo sono dal pensiero del credente e più studio, più mi stupisco e sorprendo e meraviglio e sbalordisco per il mistero, la bellezza, la perfezione dell’Universo. E’ tale il mio stupore che a volte passo ore ed ore ad osservare le formiche o le api con le loro danze intelligenti o i messaggi d’amore che i miei cani, i miei gatti, persino i miei pesciolini tropicali, m’inviano fondendo il loro cammino con il mio in questa meravigliosa avventura che mi capita di vivere e che è cominciata con un atto d’amore di tanti anni fa. E vedo Dio persino nei parassiti, nei vermi che mi capita di osservare attraverso il mio microscopio. Vedo il mondo in un’altra dimensione ed il mistero mi affascina e coinvolge e comparo il mio cammino a quel brulicare di vita che è fatto di volvox, parameci e vorticelle. Poi la sera,quando lontano dal mondo, nell’oscurità più completa del mio “capanno”, levo lo sguardo al cielo, lo spettacolo delle stelle m’inebria e mi sconcerta. Migliaia, milioni, miliardi di mondi che si muovono, nascono,esplodono, muoiono, interagiscono tra loro, con noi, con altri mondi sconosciuti ed allora m’inebrio d’angoscia, ammirazione e sconcerto, mi tuffo nel sublime mistero e mi creo un’immagine di Cristo, lui sì, fatto a nostra somiglianza. E dipingo il suo volto emaciato come l’espressione più tangibile dell’umana sofferenza, mentre una musica divina mi accompagna nell’estasi e mi abbandono alla mia sorte di animale pensante, cosciente di una sorte senza speranza ma anche satura d’amore, trasporto e poesia ! Sto ascoltando Debussy.

venerdì, maggio 30, 2008

Pensieri (la teoria delle stringhe)

Pensieri


« L'uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna che pensa. [...] Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero.. [...] »

 
Lo disse Blaise Pascal che dedicò al “pensare” tutta la sua vita bocciando senza mezzi termini il ricorso ai divertissement, termine che bisogna tradurre come “distrazione dal tema dominante o “ "deviazione dalla pura meditazione" .Non mi trova d’accordo Pascal come non mi trova d’accordo la sua famosa scommessa, quella che, basandosi sulla legge delle probabilità, gli faceva scegliere la fede nell’al di là per puro calcolo, scadendo nel ridicolo ed abbassando l’anelito verso Dio a mero ragionamento matematico. Io boccio la sua tesi perché vivo di distrazioni: il lavoro, l’amore, la pittura, la poesia, la chitarra non sono che i mezzi che io uso per evitare di pensare, ma certamente tutte le distrazioni del mondo non bastano a sedare la mia “curiositas”, quella che mi trova insonne, curvo sui libri a rimuginare, analizzare, comparare il mio pensiero con quello dei grandi pensatori della storia: filosofi, biologi, teologi, tutti proiettati da millenni a chiedersi con angoscia chi siamo, da dove veniamo e soprattutto dove andiamo.


Ai primordi della vita pensante, quando l’uomo guadagnò la stazione eretta l’animale uomo non s’interrogava ed il suo obiettivo, il suo fine ultimo era solo la sopravvivenza. Poi venne la coscienza, un coacervo di reazioni chimiche che sfociarono nell’astrazione e l’uomo diventò: l’animale che sapeva di dover morire. Una certezza sconvolgente, inaccettabile, gravosa ed allora l’uomo s’inventò le religioni. Con le religioni la vita diventava solo un attimo della sua esistenza, mentre la sua anima sarebbe vissuta in eterno trasmigrata in altri corpi, relegata nell’inferno o innalzata verso i cieli infiniti a bearsi dell’eterna visione di Dio. Questo placò la sua anima illudendolo per secoli. Ma la cultura, la scienza, la tecnologia erano in agguato e la poesia delle vecchie credenze fu distrutta dalla ragione, dall’illuminismo prima, dal positivismo poi : “Dio è morto”-griderà Nietzche -_ “distrutto dalla ragione ”. Ma il mondo deterministico della scienza, la sequenza causa –effetto che giustificava ogni cosa, ben presto fu superato da due sconcertanti scoperte: la teoria della relatività generale da un lato, la meccanica quantistica dall’altro. Teorie affascinanti, verificate e calcolate sapientemente ma quasi in contrasto tra loro perché le leggi che valgono per l’infinitamente grande, non si possono applicare all’infinitamente piccolo.
Forse, si forse, perché oggi si fa strada la teoria delle stringhe.
Ed il mondo comincia a vibrare: vibra nei quark, che perdono la prerogativa di essere l’oggetto più piccolo della natura, vibrano nelle supernove, vibrano nei buchi neri e tutto è musica come se miriadi e miriadi e miriadi di corde di violino arrotolate in spazi milioni di volte più piccole della materia visibile, le stringhe appunto, suonassero una sinfonia infinita liberando, concretizzando energia che non è altro che materia trasformabile. L’uomo arranca dietro questi concetti. L’uomo è programmato per “vedere” con i suoi sensi uno spazio tridimensionale, forse quadridimensionale oggi che si sa che la spazio- tempo sono indissolubilmente legati, ma è quasi cieco perché la matematica e la teoria delle stringhe appunto, prevedono almeno undici dimensioni che egli può calcolare ma non vedere, neanche con l’aiuto della tecnologia. E chi conosce l’effetto fotoelettrico scoperto da Einstein, capirà perché Heisemberg coniò il suo famoso “principio d’indeterminazione” che fece crollare le speranze degli ottimisti come Laplace. E le nostre speranze, le nostre che pur rimaniamo estasiati dalla visione di Dio, non certo il Dio di Abramo dei cosiddetti teisti che si nutrono di favole e promesse, ma il Dio di Spinoza, il Dio della Natura che trascende le nostre conoscenze ma che c’inebria e c’illumina, facendoci sentire parte vivente in questo turbinio infinito che ci sovrasta e sgomenta.

I misteri dei cieli

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