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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, luglio 20, 2008

Tempesta


Arcano pensiero

Fra i tanti stili che nutron la poesia
Oggi si sposa spesso l’ermetismo:
e l’ossimòro ed anche il neologismo
tanto da generare il cretinismo.

Per una volta senza rinunciare
Alle mie strofe antiche e ritmate,
Voglio parlar con rime più offuscate
Celate, oscure o forse inconfessate.

Stanotte ancora prima d’incontrare
Come dono del cielo ad un artista,
Un angelo nascosto alla mia vista
Che leniva la mia parola trista,

mi crogiolavo in un dolore nuovo
qualcosa che mi dava grande duolo
tanto che per poterlo esorcizzare,
devo parlarne senza confessare!

Prendevo la chitarra, poi i pennelli
Scrivevo versi senza esitazione
Poi rileggevo lettere sbiadite
E foto e stralci e frasi inaridite.

Starò impazzendo? mi chiedevo nero
Sarò capace di dimenticare?
Di cosa parlo lo sa solo il mare
Sennò perde l’ arcano il mio poetare.

Mi conviene lasciare carta e penna
E tracciare su tela coi pennelli
Le angosce che il mio cuor non può celare
ma forse coi colori esorcizzare!

Aspettando Godot




Ci sono accadimenti nella vita, sensazioni, emozioni, turbamenti che la rendono vera, palpitante o struggente. Il romanzo di Samuel Beckett ne è la sintesi o forse l’antitesi. La scena è statica ,ripetitiva ,ossessionante. Ma incredibilmente vera. Aspettare Godot è l’essenza dell’uomo e nessuno sa esattamente chi egli sia : forse l’Amore, forse la Serenità, forse la Spiegazione.
Una sintesi di tutta un’esistenza quando il tempo imbianca le tempie e sai che la meta è vicina. Ma ancora non sai qual è e forse t’illudi o forse intuisci oppure temi ma aspetti, aspetti e aspetti.

Si, aspetti!

Ho sognato di me! Ho aspettato che quella nuvola informe, quel sogno agognato, quella speranza di vita, prendesse forma , si concretizzasse, parlasse con la voce del vento e mi sono lasciato carezzare da uno zefiro leggero, sinuoso, suadente. L’ho avvertito sulla pelle , su ogni centimetro del corpo avvilupparmi in un vortice di piacere, una passione antica , sferzate di energia, scariche d’adrenalina che irrorano come un torrente in piena il mio corpo stanco che si contorce e vomita decenni d’attesa , erutta come un vulcano improvvisamente risvegliatosi, tutta la vibrante energia che gli covava dentro, che aspettava di erompere tumultuosamente dalla sua prigione di dolore.

Ho sognato di te. Ti ho vista bella , carezzevole , odorosa. Le tue lunghe mani disegnavano vortici di passione in un cielo buio ed improvvisamente splendente. Faville incandescenti si trasformavano in stelle , novelle costellazioni ad affiancare Orione e le sue voglie d’amore! Con quanti nomi hanno chiamato il tuo amore? Quali pennelli hanno tracciato le forme sinuose che m’inebriano e stordiscono? quali mani sapienti hanno plasmato il tuo corpo statuario ed etereo , vero come una roccia ed evanescente come un fiocco di neve?

Volteggiando nell’aria una foglia già stanca, abbandona il suo ramo. “ E’ tardi,è tardi “ sembra sussurrare alle più verdi sorelle :”Quando arriva Godot ?”
Ma Godot è già arrivato. Non lo vedi correre col vento?Non lo vedi sparire all’orizzonte? Godot è già passato. E tu non te ne sei accorta. E la foglia si posa su un fiore e tu capisci che Godot è nel tuo cuore. La foglia si adagia sullo stelo di un fiore e tu resti pensoso a guardare l’orizzonte……………. il tramonto di Godot. Dino