Informazioni personali

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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

mercoledì, dicembre 01, 2010

Paolo e Francesca


                                   Dino Licci-Paolo e Francesca-acrilico su tela 50X70

giovedì, novembre 25, 2010

Novello Pigmalione




M’incantano i tuoi occhi, lo sguardo tuo rivolto
più lontano del sole a dar conforto al volto.
Ti carezzo i capelli mentre, tremante e stanco,
or ti guardo smarrito, innamorato e affranto.

Son qui disorientato, vorrei poterti amare
e sfiorarti le labbra e poi farti parlare.
Ti sfioro col mio fiato, con le mie sporche dita,
ora che t’ho creata, vorrei darti la vita.

Strano come l’amore possa produrre affanno
persino in una tela, in un palese inganno,
desiderare un bacio da un sogno, una chimera,
da una donna dipinta che un’ora fa non c’era.

Eppure più ti guardo e più ti sento mia
come se palpitassi, vibrassi in sintonia
col mio cuore che pulsa in perfetta armonia
con te che, pur beffarda, sei mia, sei la Poesia!!!






http://brandelli-di-vita.blogspot.com/

lunedì, ottobre 04, 2010

E' scoppiata la vita



E’ scoppiata la vita

Un Miliardo,
due miliardi,
tre miliardi,
tanti miliardi
di anni!
E’ scoppiata la vita
Così all’improvviso,
qui sulla terra,
un soffio di magia,
una briciola di tempo
nell’infinito andare.
E’ scoppiata la vita
e i venti, i venti giocano
giochi d’incanto
e increspano i mari.
Mari inebrianti,
mari festosi,
mari crepitanti.

E’ scoppiata la vita!
Volano gabbiani sibilanti, forano
Le nuvole,
le nuvole, le nuvole,
le nuvole dei bimbi
le nuvole dei semplici,
le fantasiose nuvole,
che navigano i cieli
nel loro eterno andare.

E’ scoppiata la vita,
ruttano i vulcani
tutta la loro rabbia,
la loro impotente rabbia:
tu non hai capito,
non hai apprezzato,
non ti sei fermato qui,
qui dove sei, in ogni luogo,
in ogni tempo
qui, proprio qui,
qui sulla terra
è scoppiata la vita.

Un ulivo maestoso,secolare,
Grida il suo pianto
Contorcendosi tutto, annodandosi intorno,
e ti chiama, ti chiama, ti chiama
con i suoi rami frondosi,
con le dita legnose:
Guarda, guarda, fermati, annusa,
inebriati del sapore della terra,
sporcati le mani,
per una volta, una volta sola,
sentiti animale,
sentiti fratello, non dominare.
Senti, senti la rugiada:
si scioglie lentamente,
svanisce per incanto
al primo raggio di sole
e porta via i segreti,
i segreti della notte,
la silenziosa notte,
la saggia notte,
quando fuochi lontani
nell’immenso Universo,
nel misterioso,eterno ruotare,
ti fanno sentire piccolo
ma piccolo, piccolo, piccolo
e annichilisci di sgomento
oppure ti esalti al pensare
che la tua piccola mente
contiene tutto quanto
questo immenso,eterno Mare.

E’ scoppiata la vita!
Ed ha tinto d’azzurro
La grande madre terra.
Fra tanti sassi ruotanti,
fra tanti astri ardenti,
qui è scoppiata la vita,
dove sei tu.
Sei tu l’azzurro,
sei qui con gli altri,
bianchi, neri, gialli, piante o animali.
Sei tu la vita, sei Tu,
non lo dimenticare!

venerdì, agosto 13, 2010

Bisogno d'amare


Ho bisogno d’amare
In questo mondo crudele!
Ho bisogno di gridare
La mia rabbia d’amore.
Piovono dolci note
Intorno alla mia stanza,
Una musica lieve
Mi trascina lontano.
C’è un tramonto dorato
Nel mondo dei miei sogni,
Un sorriso di bimbi
Il volo di un gabbiano.
Ho bisogno d’amare
E volare più in alto,
Ho bisogno di andare
Più lontano del Sole.
Vedo spuma d’argento
Sopra i mari incantati,
Vedo candide vele
Solcare gli orizzonti.
Ho bisogno d’amare
E canto la mia rabbia,
Ho bisogno d’amare
Per non spegnere il Sole!

sabato, maggio 08, 2010

invito

INVITO
Giovedì 13 Maggio p.v., alle ore 19,30, presso la libreria Universal, via Ospedale 28,Maglie, Silvia Famularo presenterà l’ultimo libro di Dino Licci: “Lettere a un’amica”, un breve saggio di divulgazione scientifica che ha il sapore di una chiacchierata tra amici. La prefazione è della destinataria delle “Lettere”, la scrittrice romana Leila Mascano Tadino. Le pareti della sala, decorate con alcune tele dello stesso autore, offriranno altri spunti di meditazione .
http://brandelli-di-vita.blogspot.com/
La tua presenza sarà particolarmente gradita.

sabato, aprile 03, 2010

Lettere a un'amica

INTRODUZIONE

Questo mio libro non ha un indice e non potrebbe averlo perché scaturisce da una raccolta di lettere (da pag. 15), che io ho veramente indirizzato a un’amica speciale, quella Leila Mascano Tadino, scrittrice romana di indiscussa bravura, che mi ha gratificato di una sua preziosa prefazione. Io non ho ancora conosciuto di persona Leila, ma ho imparato a stimarla e apprezzarla leggendo un suo libro, “Fammi ridere”, che mi ha regalato momenti di singolare emozione. Leila mi ha conosciuto leggendo un mio primo romanzo “Il violinista folle” e da questo scambio “letterario” è nata una di quelle amicizie solide e costruttive, dalla quale ho tratto grandi benefici culturali e un forte stimolo alla ricerca. Le lettere che le indirizzo trattano infatti della corsa verso la conoscenza, che congloba tutta l’umanità attraverso un iter che Hegel chiama eliodromico essendosi propagato da oriente verso occidente, con un andamento altalenante ma continuo e che forse continuerà riguadagnando le posizioni di partenza. Così, prima di riportare le numerose lettere che nel corso di un paio d’anni ho indirizzato alla mia amica, ho voluto tracciare una breve sintesi della storia evolutiva dell’occidente partendo da quella febbre per la verità che sembrò animare, intorno al VI secolo a.c., i grandi pensatori greci. Aletheia (non nascosto) ed episteme (che sta al di sopra) sono i termini greci che meglio definiscono questo importante periodo in cui si cominciò a ricercare la verità al di fuori del mito, evidenziandola con un paziente lavoro di ricerca e ponendola al di sopra della vita apparente. Nasce con loro la filosofia che affiancherà la teologia in questo anelito verso la conoscenza e, quando queste due discipline saranno affiancate dalla scienza, l’Uomo avrà a disposizione un’altra arma per raggiungere il suo ambito scopo. Dopo questo breve preambolo che va da pag. 7 a pag. 14, comincio a riportare le lettere contrassegnandole con la vera data in cui furono scritte e, per orientare il lettore in questa lunga “chiacchierata” che spazia dalla fisica alla biologia, alla storia, all’etologia senza rigidi schemi, evidenzierò ora le pagine che trattano più specificatamente una materia: così da pag. 37 a pag. 43 parlerò di filosofia politica, da pag. 44 a pag. 53 parlerò della nascita dell’Universo e quindi più in particolare della nostra cara terra fino ad arrivare a pag. 70 quando tratterò del nostro cervello e quindi di evoluzionismo darwiniano per finire con una necessaria analisi delle religioni degli altri. Finalmente a pag. 125 trarrò le mie conclusioni sperando di avervi stimolati allo studio e alla ricerca. Io, quando studio, amo ascoltare i grandi musicisti del passato che sembrano favorire e predisporre la mente a recepire tutte quelle verità che costituiscono i tasselli faticosamente eretti dai nostri progenitori, perché la conoscenza aumenti sempre illuminando di luce il nostro cammino e le nostre speranze.

Chi volesse leggere il libro, mi contatti su: eldi@email.it

Ho scritto un altro libro

mercoledì, marzo 10, 2010

L'anima

L’anima

La donna dal camice bianco si avvicinò premurosa. Gli sorrise come si sorride ai bambini, controllò i suoi valori pressori, i battiti cardiaci, il ritmo degli atti respiratori e gli carezzò dolcemente la testa. L’uomo era immobile, le mani legate al lettino ad impedirgli di staccare tutti quei fili che gli donavano gli ultimi sprazzi di vita. Vita? Così la chiamavano i “saggi” quell’infinita agonia, quei momenti di enorme sconforto, quando si è prigionieri del proprio corpo, incapaci di urlare tutta la propria rabbia per quella “pietas” decretata da altri, tenutari infallibili di dogmatiche verità. I suoi occhi rivelavano una sofferenza indicibile, un desiderio inesprimibile di farla finita con quella farsa che ben conosceva. Quante volte lui, medico, aveva discusso con me sul ricorso all’eutanasia? Quante volte avevamo fatto notte a comparare il complesso chimismo cerebrale col concetto di anima? Quante volte avevamo discusso sul concetto di morte? Sulla vita vegetativa, priva della primigenia facoltà dell’uomo di relazionarsi con gli altri?
“Avvicinati ti prego, non temere, prendimi. Ti vedo, sai, nascosta tra le ombre dei tendaggi. I tuoi capelli fluttuano come onde del mare. Sembrano enormi cavalloni sospinti da un vento benefico e ristoratore. Quanti gabbiani solcano il tuo mare! Sembrano garrire gioiosi per la nuova preda del tuo immenso cielo. Li sento volteggiare sopra di me, sempre più numerosi, sempre più vicini, in un vortice di luce che mi abbaglia e seduce. Accoglimi, ti scongiuro, nel tuo ventre pietoso, portami lontano, dove non possano raggiungermi le flebo, gli aghi, l’ossigeno, i pianti strazianti dei miei parenti esausti , che mi ruotano attorno come fantasmi inquieti.”
Finalmente arriva. Una quiete sovrumana s’impossessa di lui. Vede la grande madre accoglierlo delicatamente in un velo leggero come la sua anima diafana e delicata. E non ha più nessuna importanza che essa sia immortale o inesistente o eterea come un sospiro. La sua anima è la libertà finalmente acquistata e si libra alta nel cielo turchino, coi suoi amici gabbiani, con le foglie caduche trasportate dal vento. E canta, canta un inno di gioia e serenità e non ha importanza se la sua voce sia ascoltata da qualcuno, non ha più importanza neanche che voce ci sia, che qualcosa ci sia. Che un giudizio ci sia. La sua anima è lo zefiro leggero che ci sfiora al calar della sera, è la spuma del mare che si frange contro gli scogli, è il miagolio di un gatto lontano che canta al cielo la vita e il suo eterno ritorno in una girandola misteriosa e sublime!

venerdì, gennaio 08, 2010

Sgomento d'agnostico




M’immagino un Dio vagare beato
tra stelle, comete, sorretto da un fiato,
divino tepore, e correre alato,
cullato dai venti, da un mare infuocato.

Galassie, pianeti e nebule in fiore
si fondono, spandono il fuoco e l’amore
al tocco divino si forma il carbone,
poi l’elio, l’azoto risorge e poi muore.

Un gioco infinito, un’altra esplosione
si specchiano, corrono, e fondono il Sole
già cento milioni di sue consorelle,
milioni e miliardi di nuove facelle.

Perché tutto questo? E aver l’ illusione
Di essere il centro di tanta attenzione,
non è forse segno di gran confusione?
Non è irriverente riguardo al Signore?

Io resto estasiato, silente e sgomento
Mi perdo, sprofondo e poi mi spavento
La giostra infinita continua a girare,
coi mari, le nubi: mi vien da pregare!