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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

sabato, marzo 19, 2011

Nucleare

Niente di più attuale oggi, considerati gli eventi nefasti che si sono abbattuti sul Giappone, che parlare di energia nucleare cui anche l’Italia vorrebbe oggi ricorrere nonostante il referendum di tanti anni fa. Spesso si parla di nucleare senza aver le idee molto chiare su come esso funzioni, quali rischi comporti, quanti tipi di reazioni nucleari siano ad oggi conosciute. Si fa, per esempio, confusione tra FISSIONE e FUSIONE nucleare ed io cercherò di spiegarne la differenza.

Tutto parte dalla famosa equazione di Einstein E = mc2 dalla quale si evince come da una minima quantità di massa si possa generare un’enorme quantità di energia.. Ma vediamo di stigmatizzare la differenza tra la Fissione e la Fusione.



FUSIONE: Se due nuclei leggeri, per esempio deuterio e trizio sottoposti a forte pressione, si fondono insieme generando un nucleo più pesante,( in questo caso un nucleo di Elio), la massa di quest’ultimo risulterà inferiore alla somma delle masse dei nuclei iniziali, mentre la massa mancante si sarà trasformata in energia! E’ questa una forma di energia molto più pulita di quella prodotta dalla fissione tanto che qualcuno l’ha definita : Il Sole dell’avvenire, ma produrla comporta qualche difficoltà. I due nuclei che dovrebbero fondersi, hanno la stessa carica elettrica e quindi sono soggetti alla forte repulsione data dalla forza elettrostatica. Il modo più pratico di farli fondere, è aumentare enormemente la loro temperatura in modo che si urtino fra di loro così violentemente da fare entrare in gioco le “forze nucleari” . La fusione avviene normalmente nel sole e nelle stelle. Finora però l’unico modo che gli scienziati hanno trovato di utilizzare la fusione è stata la costruzione della bomba H, innescando un processo non gestibile e quindi inadatto, almeno per ora, a produrre energia per scopi pacifici. Sulla fusione da utilizzare per scopi civili, si sta ancora lavorando. Occupiamoci quindi della attualissima

FISSIONE: Se un nucleo pesante, per esempio di Uranio 235 (avremmo potuto usare come esempio anche il Plutonio) viene opportunamente bombardato da un neutrone, esso si spezzerà in due nuclei più leggeri (radioattivi) la cui massa totale risulterà più leggera della massa iniziale. La massa mancante si sarà trasformata in energia secondo questo schema che riporto per maggiore chiarezza:

1) Un nucleo di uranio 235 viene "bombardato" da un neutrone ;

2) avviene quindi la fissione che spezza il nucleo in due frammenti e libera tre neutroni e dell’energia.

3) dei 3 neutroni prodotti almeno uno bombarderà un altro nucleo di uranio 235 che si spezza in due frammenti liberando due neutroni e dell’energia.

4) I due neutroni liberati si scontrano con due nuclei di uranio 235 e ogni nucleo libera da uno a tre neutroni che servono a continuare la reazione.

In definitiva si sarà formata una gran massa di energia ma anche molta radioattività.



Ma perché abbiamo paura della radioattività?

Abbiamo ragione di temerla perché il suo assorbimento comporta rischi sia per l’individuo che ne venga in contatto, sia per il suo apparato riproduttore e quindi per la sua progenie. Ma cerchiamo di fare qualche esempio pratico.

Noi siamo quotidianamente bombardati da raggi cosmici e da radiazioni che provengono dalla crosta terrestre ma, in tutto l’anno, non assorbiamo più di 100 millirem di radioattività. Il rem è un’unità di misura della radioattività assorbita dal corpo umano in determinate circostanze che non viene più usata su scala internazionale, ma io la userò in modo comparativo e senza entrare nel linguaggio matematico per darvi un’idea abbastanza precisa dei rischi che si corrono col nucleare:

· Uno spettatore che guardi la televisione a colori assorbe 1 millirem ogni ora;

· Se facciamo una scintigrafia assorbiremo 5 rem

e dato che l’esposizione alla radiazioni comporta l’accumulo dei rem, è stata stabilita la dose massima accumulabile di radiazioni nel corso di tutta la vita (DMA).

Questa dose per un individuo in buona salute e di 50 anni è di 160 rem. Ma per darvi ancora un’idea dei rischi che si corrono, vi offro altri dati riguardo gli esami radiologici cui tutti ci sottoponiamo:



Su 1.000.000 di esami



· Una radiografia al cranio comporta un rischio di 4 tumori:

· Una TAC CEREBRALE " 70 "

· Una radiografia al torace " 1 "

· Una mammografia " 287 se la paziente è giovane

· " " 66 se è più anziana

· Una scintigrafia tiroidea " 5 se il paziente è adulto

· Una radiografia all’arcata dentaria " 3 e così via



( ho tratto i dati dalla rivista “ Tempo Medico” di qualche anno fa).



Per ultimo vi voglio elencare gli isotopi radioattivi che si liberano dopo un’esplosione nucleare.

Sono: lo iodio 131, il cesio 134, 135 e 137, il tellurio 132, il rutenio 103 , lo stronzio 90.

L’organo bersaglio dello iodio è la tiroide, mentre il cesio sostituisce il potassio nell’organismo interno e così fa lo stronzio con il calcio. La scomparsa di questi isotopi radioattivi dipende dal loro periodo di emivita ma, nel caso dello stronzio, il suo decadimento biologico dura 50 anni per cui, una volta entrato nell’organismo, esso ci resta per tutta la vita.

Vale la pena rischiare? Bisogna fare il conto tra rischio e beneficio.

A voi trarre una conclusione da quanto ho sintetizzato in questa paginetta.



Chiave Copyright© 6375508220327be354de6118cafa0302 del 19/03/2011

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il 19/03/2011 Sergio Mario Garagozzo ha scritto:
L'unica conclusione che mi viene in mente è che il Nucleare utilizzato come fonte di energia è una tecnologia obsoleta.Esattamente come il pertolio,in quanto non è rinnovabile ed è altamente inquinante. Io opterei per una rivisitazione e relativo sviluppo delle teorie di Tesla.Specialmente quelle sui raggi cosmici. Per assurdo,una centrale a raggi cosmici prenderebbe energia dallo spazio senza consumare un solo milligrammo di materiale terrestre.Le particelle che compongono la radiazione cosmica sono molto energetiche.Si stima che il flusso medio a livello del mare abbia un'energia media di 2 GeV (2 miliardi di Elettronvolt).Se si tovasse il modo di convogliare questi flussi anche in una sola centrale,si risolverebbe per sempre il problema del fabbisogno energetico del pianeta Terra senza provocare nessun tipo di inquinamento ambientale. Prima o poi i nostri governanti (cioè quelli che tirano fuori i soldi per la ricerca) lo capiranno. Bisognerà solo attendere qualche secolo e qualche decina di disastri ambientali di proporzioni apocalittiche come quello giapponese. Saluti. A.
il 19/03/2011 Osvaldo Dino Licci ha risposto:
Il problema sta tutto in quel "se si trovasse". Tu m'insegni che i raggi cosmisci, soprattutto quelli a più alto contenuto energetico, viaggiano a velocità prossime a quelle della luce, quindi credo che sia ancora in alto mare la possibilità di convertirli in energia utilizzabile. Se hai notizie diverse in merito, ti prego di parlarcene. Io stesso(e ti prego di non ridere perchè lo faccio già io con me stesso) ho brevettato un sistema di sfruttamento dell'energia che ci deriva dai fulmini, ma credo che L'ENEA non abbia neanche letto la mia comunicazione. Grazie del commento. Dino p.s. Ti sei firmato A e mi hai messo cusiosità. Da dove viene fuori A?

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