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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

mercoledì, luglio 13, 2011

Testamento biologico: una legge oscurantista

Una legge oscurantista spegne le speranze di crescita. E questa mia nota è l’addio al liberismo così come interpretato dagli attuali parlamentari di destra. Da decenni mi batto per il liberalismo filosofico che trova in Locke il suo massimo esponente. La sua dottrina somiglia in origine a quella di Hobbes, che riteneva che lo Stato dovesse controllare l’individuo in tutto il suo stato naturale, ma Locke asseriva che esistono tre beni inalienabili (VITA, LIBERTA, PROPRIETA’) insiti ragionevolmente in ciascun individuo e che cessano dove cominciano quelli degli altri, diritti questi, sui quali lo Stato non può intervenire. Egli diceva che quando il cittadino entra nel contesto di una società civile, l’unico diritto a cui rinuncia é quello di farsi giustizia da sé, dal momento che proprio la giustizia, ossia la difesa dei diritti individuali, costituisce il compito fondamentale dello Stato. Il liberalismo tratteggiato da Locke non avrebbe mai avallato l’ingerenza della Stato nelle decisioni del singolo cittadino in caso di cure mediche e non avrebbe mai interferito con la biologia e la medicina. L’accanimento terapeutico in un paziente non consenziente (anche nel caso abbia espresso la sua volontà prima di perdere le sue capacità decisionali), è, a mio avviso, la peggiore forma di tortura cui possa essere sottoposto un individuo. Altro che le condanne a morte di cui diciamo di scandalizzarci. Io preferirei un milione di volte la camera a gas all’essere tenuto in vita in stato semivegetativo, quando tutte le mie prerogative umane sono state annullate dalla malattia. Essere prigionieri nel proprio corpo è peggio che risvegliarsi vivi nella bara dopo essere stati sepolti erroneamente per una morte apparente. Ci sono dei casi in cui qualcuno la pensa diversamente ed io rispetto tale opinione e non mi sognerei mai di costringere codesto individuo a subire la mia decisione. Solo la Chiesa ritiene che le sofferenze siano la scorciatoia per il “Paradiso”. Ma anche in questo caso non mi sognerei mai di distogliere qualcuno dalla propria fede e la Chiesa, se parla ai suoi fedeli, può richiedere qualsiasi sacrificio. Ma uno Stato laico non può, non deve comportarsi come un regime dittatoriale. Nel corso dei secoli, la statolatria è stata sperimentata e scartata come il peggiore dei mali. Che democrazia sarà mai questa che ignora i principi fondamentali sanciti peraltro dalla nostra meravigliosa Costituzione e dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”? Che i parlamentari di destra ci ripensino, perché siamo in molti ad essere scandalizzati dalle loro assurde decisioni.

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