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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, agosto 14, 2011

L'ombelico del mondo

Quando si parla di ombelico, il mio pensiero corre al residuo del cordone che ci univa a nostra madre ma, se parliamo di ombelico del mondo, mi devo limitare a cercarlo pazientemente sui libri che parlano di mitologia. Vediamo:
"Chi la fa l'aspetti" sembrerebbe un detto coniato a pennello per Crono, personaggio mitologico nato dall'unione di Urano con Gea a loro volta generati da Caos, dio supremo e onnipotente che io paragonerei allo stato confusionale in cui versava l'universo prima che il demiurgo platonico vi mettesse ordine o addirittura al "Caso" dell'evoluzione biologica partorita dalla felice intuizione di Darwin. Il paragone non vi meravigli perché io spesso vado comparando eventi scientifici e verificabili, con intuizioni metafisiche e astratte come quelle degli sciamani che descrivono fra le loro "visioni" estatiche, serpenti attorcigliati come una doppia elica che si avvinghiano e copulano generando la vita a guisa del nostro Dna, che è forgiato proprio a forma di una coppia di serpenti.
Ma torniamo al nostro Crono. La storia non è esente da una certa crudezza, ma anche la nostra Bibbia contiene passi incestuosi e di violenza inaudita, come potrà verificare chi avrà l'accortezza di leggerla magari con l'aiuto di qualche studioso che abbia il dono dell’obiettività.
Dunque Crono, che aveva come sposa e sorella la titanessa Rea, fu re dei Titani e doveva avere una carica sessuale simile a quella del padre Urano, che pare avesse respinto nel ventre della moglie Gea, i Giganti e i Ciclopi, pur di continuare a esercitare il suo ruolo di maschio con instancabile fervore. Per vendicarsi di tanto affronto, Gea dette a Crono un falcetto pregandolo di evirare Urano, nonostante fosse suo padre, non appena questi avesse di nuovo voluto giacere con lei. Crono tagliò i genitali del padre (brrrrrrrrrrrrr) in un momento di estasi e dalle gocce del sangue versato, nacquero le Erinni, i Giganti e le Ninfe.
Così Crono governò al posto del padre in modo altrettanto dispotico ma gli fu predetto che uno dei suoi figli gli avrebbe fatto fare la stessa fine che lui aveva riservato al rude Urano, che poi sarebbe il Saturno romano. Intimorito da tale vaticinio, Crono ingoiò tutti i suoi figli alla nascita, tutti tranne Zeus che Rea riuscì a salvare sostituendolo con una grande pietra. Allevato sul monte Ida dalla capra Amaltea, Zeus cresciuto riuscì a far bere a Crono un emetico cosi che egli vomitò gli altri cinque figli: Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone.
E con i figli Crono vomitò anche la grande pietra che fu posta a Delfi a indicare lì l'ombelico del mondo.
Quale significato assiologico dare a questo mito crudele? Qualcuno erroneamente identifica Crono col tempo e l'etimo parrebbe dargli ragione e anche alcune raffigurazioni che ritraggono il tempo come un vecchio armato di falcetto.
Ma altri più opportunamente (non si dimentichi che persino Freud pesca con la sua psicanalisi nell'Edipo re di Sofocle), vedono in Crono il padre possessivo e despota, restio a far crescere i figli fino alla loro piena maturità, vittima e carnefice insieme della sua stessa crudeltà. Amante grossolano come il padre che crede di esternare la sua virilità usando il fallo come una clava, tratta la sua donna come una schiava. Insensibile alle sue esigente e bisogno di tenerezza, resta evirato anch'esso perché incapace di donare e capire e coniugare nell'amplesso generatore di vita, le qualità dell'Uomo vero, la forza e la generosità, la passione e la tenerezza, la bramosia e la devozione. Beh, oggi ho voluto essere tenero verso il gentil sesso. Buona notte. Dino


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