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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, settembre 11, 2011

Eppur si muove

Galileo lo asserì sfidando le ire della Chiesa ma, alla luce delle moderne conquiste della Scienza, che senso ha dire che è la terra a muoversi intorno al Sole e non viceversa? Non dipende forse tutto dal punto di osservazione? Oltre al fatto che entrambi i corpi celesti ruotano intorno al loro centro di massa che cade all’interno del Sole solo grazie alle enormi dimensioni di quest’ultimo, che senso ha, alla luce delle moderne conoscenze astronomiche, dare un centro all’Universo o al sistema solare? Le leggi di Tolomeo che dovevano fare ricorso agli epicicli, non erano forse in armonia con un osservatore posto sulla terra e la teoria copernicana non comporta uno spostamento mentale dell’osservatore dalla terra, dove si trova realmente, sul Sole al solo scopo di facilitarne i calcoli matematici? Se dovessimo comportarci in armonia con i nostri recettori sensoriali e prescindendo dall’evoluzione gnoseologica dell’umanità, dovremmo tornare all’idea della terra piatta, ma qual è il momento di demarcazione tra l’accettazione delle teorie scientifiche moderne e una vita di relazione compatibile con la realtà? Intendo dire che, se dovessimo, nel quotidiano, vivere secondo le leggi della quantistica o della relatività, tutto il nostro modo di vivere deterministico ne risulterebbe contaminato. E allora, fin dove possiamo consentire alla verità scientifica di correggere l’immagine che i nostri sensi inviano ai centri cerebrali? Per chi non fosse ferrato in fisica, chiarirò alcuni punti di quanto ho appena scritto. La legge gravitazionale prevede che “due punti materiali si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa” Ciò comporta, nel caso degli astri, che siano i corpi più piccoli a girare intorno ai più grandi anche se sulla forza di gravità la Scienza non è ancora riuscita a fare chiarezza. Insomma le leggi di Newton sono valide anche se la natura della forza gravitazionale risulta ancora oscura ed assoggettata, nella relatività generale, alla deformazione dello spazio-tempo. Ma, se non conoscessimo la fisica, noi vedremmo, basandoci sui nostri sensi, la terra ferma ed il sole girare, cosa che, se spostassimo il nostro punto di osservazione al di fuori dell’Universo, perderebbe quasi d’importanza perché l’Universo non ha nessun centro ed ogni corpo celeste potrebbe essere considerato il suo centro. Questi ragionamenti, mentre esaltano l’Uomo per le sue capacità di astrazione, contemporaneamente lo fanno sentire piccolo e sperduto nella trottola infinita dell’Universo. La stessa sensazione che noi uomini proviamo quando entriamo nei meandri della fisica quantistica che ci conduce nell’interno dell’atomo fino ai quark ed oltre, ipotizzando addirittura l’esistenza delle stringhe, molto più piccole perfino dei quark e tali da prevedere un mondo multidimensionale. Dobbiamo crederci basandoci su complesse equazioni matematiche e la verifica pratica che convalida la veridicità di queste conquiste teoriche, ma mai potremmo pensare di “vedere”, semplicemente con i nostri recettori sensoriali, neanche un elettrone per quanto della sua esistenza nessun fisico ormai dubiti. Insomma, nel corso dei secoli si è passati da una visione mistica ad una visone scientifica della vita, anche se molte conoscenze, sia pure in modo approssimativo, erano già presenti nella mente e nelle teorie di molti filosofi greci che abitavano la nostra terra intorno al VI secolo a.c. Durante quel periodo, Aristarco, Empledocle, lo stesso Talete si erano avvicinati moltissimo a verità scientifiche riscoperte soltanto quando gli eroi della Scienza quali Bruno, Vanini, Galileo, Copernico, Keplero, Newton, temerariamente sfidando i dettami della Chiesa arroccata nel mondo sublunare ipotizzato da Aristotele, ebbero il coraggio di renderle pubbliche a volte dopo decenni delle loro strabilianti scoperte. Ma queste scoperte, soprattutto la relatività e la fisica quantistica, ci costringono ad accettare ipotesi vere ma fortemente contro intuitive come la negazione del tempo assoluto o l’esistenza di Universi paralleli, facendo crollare molte nostre certezze e soprattutto l’idea di un mondo deterministico in cui il positivismo credeva.

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