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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

martedì, novembre 08, 2011

IN NIHILO AB NIHILO

Triste sarebbe vivere in eterno

nel bagliore accecante

di una mera illusione!

Meglio tornare nel nulla,

avvolti dalla nebbia

dei nostri dubbi,

che scavano,

sconfitti,

le nostre menti inquiete!


Accettare di essere creature in evoluzione sia dal punto di vista  biologico che gnoseologico, non significa essere nichilisti, ma  umilmente consci di essere i tasselli di un disegno molto più grande di noi.  Se accettassimo questa verità, forse ci sentiremmo più fratelli. Ce lo diceva già Seneca in “naturales  quaestines” : Hoc est illud punctum quod tot gentes ferro et igne dividitur? O quam ridiculi sunt mortalium termini!  Noi non siamo ancora in grado di spiegarci molti fenomeni naturali, ma  possiamo sperare che i nostri geni immortali si aggregheranno domani in creature molto più intelligenti (Richard Dawkins –Il gene egosita-).. La meccanica quantistica in quanto verificabile sperimentalmente, è una scienza  vera (Popper) e così la relatività generale. Eppure sono in evidente contrasto tra loro. Noi uomini siamo esattamente a metà tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo e siamo fatti di molecole e quindi di atomi e di quark, forse di stringhe quindi i nostri costituenti essenziali devono ubbidire alle leggi della quantistica compresa la bilocazione degli elettroni (http://www.youtube.com/watch?v=f-9eWTLO_Wg&feature=fvst). Ma viviamo in un Universo così grande che perfino la nostra galassia per non parlare del sistema solare non sono che uno dei tanti puntini di questa massa che si espande contro ogni logica gravitazionale. E della gravità  conosciamo in parte le leggi (Newton) ma non la natura . Anzi delle quattro forze che governano l’Universo, è l’unica sconosciuta. In questo contesto così grande, così  indecifrabile, così misterioso, non è forse un atto di protervia asserire di conoscere la Verità? Non è una mancanza di rispetto verso la Natura che ci ospita e sostenta? Rifugiarsi nel sogno, nell’astrazione, nel trascendente, è prerogativa umana certo, anzi si ipotizza la presenza del gene della religiosità, ma qualcuno asserisce (Hegel)  che ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale e si mette in dubbio, come ci confermano le attuali conquiste scientifiche,  perfino il principio di non contraddizione di Aristotele. In questo contesto così vario, così “colorato” che io non esito a definire sublime, è forse strano che io creda , come semplice individuo, di tornare nel nulla  considerando immortali i miei geni o forse le idee che rubo ai grandi della storia e che spero germoglieranno domani  rendendoci finalmente capaci di spiegarci il “Grande Mistero” dell’Universo?

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