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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

sabato, dicembre 17, 2011

Ebraismo

 
                                      Dino Licci-Mosè- acrilico su tavola 25X35

Per conoscere l’ebraismo dobbiamo tracciarne almeno sommariamente la storia del popolo ebraico poi parleremo della loro dottrina.

Inizialmente gli ebrei erano un popolo di pastori che migrarono nella terra di Canaan (Palestina) guidati da Abramo. Ad Abramo successe Giacobbe che come secondo nome aveva quello di Isra-el (forte davanti al signore) da cui Israeliti.

Quando uno dei figli di Giacobbe, Giuseppe, fu venduto ai mercanti egiziani, egli, giunto in Egitto, si fece tanto apprezzare per le sue virtù, da diventare ministro del re e, come tale, poté richiamare a sé i suoi 11 fratelli fondando le 12 tribù. Durante questo periodo che si estende dal 1600 al 1400 a.C., gli ebrei vissero indisturbati finché non cominciarono ad essere perseguitati dai faraoni. A questo punto un altro grande profeta, Mosè, che era ebreo ma era stato adattato da una nobildonna egiziana, ebbe una visione (siamo alle solite) durante la quale Dio gli comandò di salvare gli ebrei dalla schiavitù e di riportare sul giusto cammino quella parte di loro che aveva abbracciato religioni politeiste. Così Mosè guidò gli ebrei verso la terra promessa e, lungo il cammino, ricevette da Dio le tavole della legge, i dieci comandamenti, cui il popolo eletto, che aveva stipulato un patto privilegiato con Dio, doveva attenersi. Ad aiutare Mosè nella sua impresa c’era Giosuè che gli succedette e sotto la cui guida (pare in modo assai crudele e con l’aiuto di Dio) furono assoggettate le popolazioni dei territori raggiunti. Famosa la caduta di Gerico, prima conquista degli Israeliti. Il testo biblico racconta che le sue mura crollarono dopo che i sacerdoti girarono per sette volte intorno ad esse suonando lo Shofar, che è un piccolo corno di montone utilizzato appunto dagli israeliti come strumento musicale sacro. Dopo le conquiste e la morte di Giosuè, le 12 tribù tendevano ad unificarsi ma non potendo avere un re in quanto re poteva essere solo Dio, il governo centrale fu retto dai Giudici fra cui ricordiamo Sansone, il vincitore dei Filistei. Il periodo dei giudici finì con Samuele che incoronò re Saul cui successe il famoso re Davide e quindi il ricco e saggio Salomone, il quale fece costruire il grandissimo tempio nel quale sorgeva l’arca dell’alleanza, una sorta di grosso scrigno dov’erano custodite le tavole delle leggi e il bastone di Mosè.

Ma intorno al 930 a.c. questo periodo di splendore cessò e il popolo d’Israele si divise in due regni: quello di Israele al Nord e quello di Giuda al Sud. La fede in Dio si affievolì nonostante le esortazioni dei profeti del calibro di Elia, Isaia, Geremia ed infine i due regni, indebolitosi anche politicamente, caddero al Nord sotto gli Assiri (721 a.c.) ed al Sud sotto i Babilonesi (587 a.c.). In particolare dal Sud molti ebrei furono deportati in Babilonia e furono schiavi finché (nel 539 a.c.) Ciro, il grande,re di Persia, conquistata la Babilonia, non li rimandò in patria dove essi ricostruirono il tempio e iniziarono l’insegnamento della Torah, il cui termine indica o il giudaismo in generale o le leggi contenute nel Pentateuco.

Ma il popolo ebraico non avrebbe più avuto pace. Assoggettati prima da Alessandro Magno, poi dai re egiziani (Tolomei) e dai re di Siria (Seleucidi), avrebbe vissuto un periodo di libertà sotto la dinastia dei Maccabei per poi cadere definitivamente sotto le armi dell’esercito romano. Con l’editto di Costantino del (313) e con il successivo editto di Teodosio (380) che faceva del Cristianesimo la religione ufficiale su tutto l’impero romano, si fece strada il mito che bollò in eterno gli ebrei come gli uccisori di Gesù, figlio di Dio. Io amo molto un bel libro di Augusto Guerriero “Quaesivi et non inveni” scritto appunto per dimostrare l’assurdità di tale accusa, che pure ha emarginato e colpevolizzato per millenni un popolo intero.

Gli ebrei furono espulsi da molti paesi o emarginati nei ghetti, nonostante fossero degli ottimi economisti e spiace ancora una volta ricordare come la Chiesa cattolica in primis, si accanì contro di loro.

Così avvenne in Spagna, quando, con la scoperta dell’America e la conquista delle terre ricche d’oro, i re cattolici pensarono erroneamente di poter fare a meno dell’economia ebraica e così avvenne a Venezia imitata da Roma, città dove gli ebrei furono privati di tutti i loro averi e costretti a vivere ai margini della società. Ma il peggio doveva ancora arrivare: presto sarebbero state promulgate le leggi razziali, fenomeno che riguardò anche l’Italia, e infine l’apoteosi della pazzia con lo sterminio di marca nazista che decimò un’intera popolazione ad opera di Hitler, il famigerato leader e ideologo del nazionalsocialismo.

Se mi sto dilungando nel descriverti la storia del popolo ebraico, è perché è proprio da questa che derivano molti insegnamenti che furono adottati dai cristiani, i quali ultimi saranno poi la causa della millenaria persecuzione cui i giudei furono sottoposti col mito del deicidio che ancora li addita come assassini di Gesù.

La dottrina ebraica è radicalmente monoteista essendo stato stipulato, secondo la credenza, addirittura un patto tra il popolo ebraico e Jahweh, supremo signore e creatore dell’universo. Jahweh avrebbe consegnato al popolo eletto le leggi dettate a Mosè sul monte Sinai e inoltre lo avrebbe assistito con straordinari interventi come la liberazione della schiavitù e l’ingresso nella terra promessa. Se la terra promessa è l’attuale Stato di Israele istituito nel 1948 e se essere assistiti dal proprio Dio comporta persecuzioni di ogni genere, mi permetto di credere che sia meglio rinunciare a qualsiasi patto e vivere alla pari di tutti gli altri mortali. Ma forse le religioni vanno intese semplicemente come dottrine che regolano la vita pubblica prima dell’avvento delle leggi dello stato ed i dieci comandamenti ne sono una prova concreta. Essi infatti non fanno che compendiare due principi essenziali: il primo che obbliga ad adorare un solo Dio, il secondo, che troviamo in tutte le religioni moderne ed in tutte le democrazie, si può sintetizzare nella frase: “amerai il prossimo tuo come te stesso.” Tutto il resto è contorno.

Riguardo i riti che accompagnano la pratica della religione ebraica, molta importanza rivestono i Salmi che sono ben 150 tra inni e preghiere che i penitenti devono recitare a capo scoperto e forniti di filatteri con cui adornano la fronte e le braccia. Questi filatteri sono scatolette quadrate contenenti pergamene con incisi alcuni passi della bibbia così come prescritto nell’Esodo e nel Deuteronomio. Responsabili del culto, almeno nell’ebraismo patriarcale, erano i Sommi sacerdoti ma vi erano altre figure che rivestivano una certa importanza sociale come gli zeloti, i sicari ed i pubblicani che s’interessavano di riscuotere le tasse.

La legge imperante era quella del taglione (occhio per occhio, dente per dente) ma voglio credere che si dovesse intendere come una giusta condanna per chi si fosse macchiato di un delitto. Mentre non trovo giustificazione alcuna per la circoncisione che non risparmiò neppure Gesù e che ancora viene in parte praticata, mentre le limitazioni nel nutrimento per alcuni cibi sono veramente buffe come la proibizione di cibarsi di pesci privi di pinne (chissà perché) e l’abitudine di mondare le bestie da ogni residuo di sangue prima di essere consumate. Gli ebrei usano indossare sul capo la kippah, una sorta di copricapo , segno della presenza di Dio e, nelle occasioni solenni, il tallit, un mantello quadrangolare munito di fiocchi che ricopre le loro spalle.

I testi sacri cui si attengono gli ebrei sono :



1) la Torah o Pentateuco (Genesi,Esodo,Levitico, Numeri, Deuteronomio);

2) Neviim, libro dei profeti (anteriori e posteriori);

3)Ketuvim, (scritti sacri)

Tutti scritti in ebraico e talvolta in aramaico.

Simboli d’Israele sono il candelabro a sette braccia (menorah) e la stella di David .

Il popolo d’Israele attende ancora la venuta del MESSIA che comporterà la scomparsa del male e del dolore.











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