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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

martedì, dicembre 13, 2011

Il paradosso di Epimenide


Quando ero molto giovane, un giorno mi posero questo quesito: “Sai trovare la risposta giusta o, meglio ancora, la domanda giusta da suggerire ad un prigioniero per aiutarlo a riacquistare la libertà?

Il prigioniero si trova in una cella che ha due porte di cui una conduce sicuramente alla morte, l’altra sicuramente alla libertà. Il prigioniero può scegliere di uscire da una delle due porte e potrà essere aiutato nella scelta rivolgendo UNA SOLA domanda ad UNA SOLA di due guardie di cui una dice SEMPRE la verità, l’altra dice SEMPRE il falso. Naturalmente lui non sa chi dice la verità e chi mente."

Ci passai ore ed ore a pensarci, poi finalmente all’alba del giorno successivo, trovai la risposta al quesito. La domanda giusta era questa: “Secondo il tuo collega, qual è la porta che conduce alla salvezza?” La risposta sarà sempre menzognera e lui dovrà scegliere la porta opposta a quella indicata. Infatti se la domanda viene rivolta alla guardia sincera, questa riferirà esattamente la bugia detta dall’altra guardia e, se viene rivolta alla guardia bugiarda, questa varierà la risposta sincera del compagno. Carino no?

Avrei scoperto nel corso degli anni e grazie alla mia passione per la filosofia, che il quesito traeva spunto da un noto paradosso, quello di Epimenide e noto come il PARADOSSO DEL MENTITORE e che qui riporto. Si narra infatti che il filosofo Epimenide del VI secolo d.C., un giorno disse: “tutti i Cretesi sono bugiardi” ma, essendo egli stesso un cretese, sarebbe dovuto essere anch’egli un bugiardo per cui la frase non poteva essere vera perché proveniente da un bugiardo. E nel caso avesse detto la verità pure la frase avrebbe perso di valore perché se lui cretese avesse detto la verità, allora non poteva essere vero che TUTTI i cretesi erano bugiardi.

Più o meno la stessa cosa del PARADOSSO DEL BARBIERE che più che un paradosso è un’antinomia evidenziata da Bentrand Russell, filosofo, matematico e divulgatore scientifico la cui “Storia delle filosofia occidentale” è da decenni mia fedele compagna .

Il “paradosso” è questo:

"In un villaggio c’è un unico barbiere. Il barbiere rade TUTTI e SOLTANTO gli uomini che non si radono da sé. Chi rade il barbiere?". Si possono fare due ipotesi:

1) il barbiere si rade da solo, ma ciò non è possibile in quanto per definizione, il barbiere rade SOLO coloro che non si radono da sé;
2) il barbiere non si rade da solo, ma anche ciò è impossibile perché in contrasto con la definizione, dato che questa vuole che il barbiere rada TUTTI e solo quelli che non si radono da sé.

Insomma , perdeteci un po’ la testa entrando, divertendovi, nei meandri della logica matematica.

Ma attenti. Il discorso non è semplice come potreste credere ed il paradosso di Russell mise in crisi tutta l’insiemistica e, proprio grazie a questa antinomia, molte regole sulla definizione d’insieme dovettero essere riviste.




















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