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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

giovedì, dicembre 08, 2011

Il pianto dell'Uomo e l'elogio dell'arte

  Dino Licci-Volto di Cristo-acrilico su tela 50X70

E l’uomo va, cosciente dei suoi limiti, triste simulacro di se stesso!
Oppresso dai dubbi, aperto alla speranza, votato alla ricerca, alla preghiera, all’angoscia, egli pur va e non conosce la meta:
Migliaia d’ anni di progresso, di studio e verifica, le innumerevoli scoperte, la fantastica evoluzione del pensiero, non sono serviti ad aumentare le sue capacità cognitive di base, pur essendo aumentate enormemente le sue conoscenze scientifiche.
Platone che cerca nel mondo delle Idee quel quid che Aristotele individua nel “primo motore”, l’eterna polemica sugli “Universali” che ha appassionato generazioni di studiosi, filosofi di tutti i tempi e luoghi, non avrebbero neppur oggi elementi certi per risolvere l’annoso enigma.

Lo sguardo rivolto al cielo del grande ateniese quasi a chiedere illuminazione e conforto ad un misterioso demiurgo o la mente rivolta a terra del biologo stagirita quasi a cercare qui, con le proprie forze, una plausibile spiegazione di un viaggio misterioso, non sono altro che la proiezione retrospettiva nel mondo di ieri del mondo di oggi dove Scienza e Fede devono per forza di cose convenire ad un'unica, desolante Verità: l’impossibilità della Conoscenza, l’incapacità di definire l’Indefinibile.

Noi potremo ancora progredire enormemente, la sofisticata tecnologia di cui oggi disponiamo ci avvicinerà tanto al momento primo da poter “vedere”, senza possibilità di contestazioni, perfino il Big Bang iniziale eppure, da un punto di vista meramente escatologico, ci sarà sempre qualcosa al di là dell’Universo, sia in senso spaziale che temporale, in una desolante, angosciosa, disperata ricerca di comprensione dell’Idea d’Infinito. E’ questo il punto!! E’ questa l’angoscia, è questa la speranza ! E se da una parte il mistico, con le sue Verità rivelate, cerca di lenire l’affanno proiettando in un futuro non dimostrabile il fine ultimo del suo faticoso cammino, l’ateo dall’altra, con le sue Verità acquisite, concretizza in un breve arco di Vita tutte le sue aspirazioni.

Diciamoci la verità, almeno quella con la v minuscola. Noi non siamo in grado di autodefinirci. Noi non siamo in grado di comprendere l’Idea, la Cosa in sé, la nostra vera Essenza e l’angoscia che ci affligge altro non è che la consapevolezza che questa Cosa, che è indefinibile, pure ci deve essere al di là della Conoscenza, senza confini spaziali e temporali perché, se non è niente altro se non il nulla, è pur sempre il Nulla che la nostra mente contiene come concetto astratto ma sempre legato all’inquietante certezza dei propri limiti che c’incatenano alla terra, noi, proiettati atavicamente verso il Cielo. L’arte coglie questo anelito, questa aspirazione, l’arte come pittura, l’arte come musica, l’arte come poesia. E’ il grido dell’Uomo, la creatura pensante, l’animale che sa di dover morire che, pur consapevole della sua fine, vuole lasciare una traccia o tentare l’immortalità sublimando e forgiando la materia con la malta delle sue Idee.

1 commento:

  1. Io canto l’Uomo, solamente il fragile individuo
    nient’altro che l’odore di me stesso
    e il suono che si smorza a sera. Canto
    il folle desiderio di chi vola
    l’istante definito tra le cose
    ciò che non c’era, o quasi è in divenire.
    Io canto la parola che non disse
    il fiore che non colse, l’assassino
    di solitarie idee. Io canto Ulisse
    vascello luminoso di pensiero
    lanciato sulla rotta del mattino.
    Io canto ciò che vide il primo Uomo
    ciò che conosco appena. La metafora,
    l’ossimoro, l’immagine del verbo,
    il sangue che fluisce ancora. Canto
    il tempo che mi canta, le stagioni,
    la musica, le azioni, la preghiera
    che disilluso innalzo come un grido
    nel fraseggiare rapido e confuso.
    ------------------------------------

    un passaggio poetico e niente più!
    Ciao

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