Informazioni personali

La mia foto
Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, dicembre 16, 2011

L’ islamismo

Dino Licci-Islamismo-acrilico su tavola
Intorno al 600 dell’era volgare, lo stesso Dio che era noto agli ebrei e quindi ai cristiani, prese il nome di Allah e si manifestò, sempre attraverso l’arcangelo Gabriele, ad un giovane pastore volitivo ed estremamente onesto che, in età adolescenziale, convertì il suo lavoro in quello di commerciante al seguito di uno zio. Questo nuovo profeta si chiamava Maometto e, sulla scia appunto del dio abramitico che già rappresentava le fondamenta dell’ebraismo e del cristianesimo, fondò l’islamismo con un’opera di proselitismo che si espanse dall’Arabia in tutta l’Africa centrosettentrionale ed in Asia centrale e fino alle Maldive, la Malesia, l’Indonesia ed oggi è in grande espansione persino in Europa. Maometto operava in un contesto tribale che cominciava a trasformarsi in sedentario con la creazione di nuove città ed un’evoluzione spirituale tale da trasportare nel monoteismo, antiche credenze politeistiche che vedevano gli dei manifestarsi nelle rocce, nelle piante e negli animali. Ma Maometto, che intorno ai quarant’anni cominciò ad avere numerose visioni rivelatrici, prendendo spunto appunto dall’ebraismo e dal cristianesimo, pure sentì il dovere di profetizzare quanto il Signore Allah gli andava rivelando attraverso l’arcangelo Gabriele. Così cominciò a prendere forma il Corano, libro sacro diviso in capitoli dette Sure, che andavano aumentando di numero a mezzo di nuove visoni e rivelazione. Una di queste sure ci racconta come Dio creò l’uomo da una goccia di sangue e di come infuse nell’uomo i primordi del sapere, mentre altre promettevano un premio eterno (il paradiso) od un eterno castigo (l’inferno) a seconda del suo comportamento terreno.
Questo predicare castighi e punizioni eterne a chi non si fosse sottomesso alla nuova fede, urtò la suscettibilità della ricca aristocrazia politeista della Mecca, dove Maometto era nato ed operava, tanto che il profeta fu costretto a trasferirsi più a nord, nella piccola oasi di Yatrib (antico nome di Medina) e qui prese forma la prima comunità musulmana (Umma). Era questa una congrega che riuniva in sé gli adepti della nuova religione, ma ne faceva anche una sorta di esercito se, in scaramucce e battaglie varie svoltesi tra il 622 ed il 632, Maometto, operando da Medina, circondata da un fossato fatto scavare a difesa della città, riuscì a convertire tutte le tribù circostanti alla nuova fede. Conquistò quindi la Mecca, concesse un’amnistia e quindi, vittorioso e soddisfatto, poté abbandonare questa terra con la sua ultima egira (migrazione) l’8 di Giugno del 632 dell’era volgare.

Alla sua morte egli fu sostituito dai califfi, suoi vicari che continuarono la sua opera di espansione conquistando alla fede islamica numerose popolazioni della Siria, della Persia, dell’Egitto, dell’Iraq e dapprima ciò avvenne sotto la dinastia degli Omeiadi, più tardi sotto quella degli Abbasidi . Quindi, mentre Bagdad diventava la capitale di questo popolo in espansione, da una parte si assistette al fenomeno dell’osmosi di culti e credenze tra Arabi e popolazioni conquistate (abitanti della Persia, Siria, Grecia e persino India), dall’altro all’origine di piccoli conflitti interni con la nascita di principati locali. Ma cominciavano anche grossi conflitti esterni con l’impatto che presto l’Islamismo avrebbe avuto col mondo cristiano e che sfociò in continui scontri e grande spargimento di sangue.

La dottrina islamica è espressione di un monoteismo radicale che si basa su CINQUE PILASTRI:

• la professione di fede che si compendia in una formula che apre tutte le preghiere:

Non esiste altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta;

• la preghiera che va recitata cinque volte al giorno con il viso sempre rivolto verso la Mecca dove c’è la pietra nera, forse un semplice meteorite ma da loro venerata perché mandata dal cielo;

• l’elemosina che ai tempi di Maometto era un obolo volontario e che poi divenne una vera tassa;

• Il digiuno da praticarsi insieme con l’astinenza sessuale per tutto il mese sacro del Ramadan;

• il pellegrinaggio per cui tutti(tranne gli infermi), devono recarsi almeno un volta nella vita alla città santa : La Mecca,
C’è l’obbligo della circoncisione per gli uomini mentre l’infibulazione (la mutilazione dei genitali femminili) non è una pratica religiosa ma un fenomeno culturale di molte zone dell’Africa. E’ invece obbligatoria l’astinenza dalle bevande alcoliche e dalla carne di maiale.
Esiste il concetto del peccato ma anche quello del perdono concesso da Allah grande e giusto che prevede un Inferno ma anche un Paradiso allietato da pranzi succulenti e dalla presenza di incantevoli fanciulle. Esistono anche divinità minori scampate alla sparizione del politeismo tra cui Iblis che è del tutto paragonabile al nostro Satana.

I costumi sono quelli di una società teocratica retta da norme giuridiche compendiate in un codice comportamentale detto Shariah. Gli uomini possono sposare fino a quattro mogli che devono rispettare e proteggere ed è previsto il divorzio che però dipende soprattutto dalla volontà del marito. Le donne vengono confinate negli harem mentre in pubblico sono tenute ad indossare il chador, un vestito che copre tutto il corpo e gran parte del viso.

L’islamismo è tuttora diviso in due ramificazioni che vedono la loro genesi in una diatriba sorta alcuni decenni dopo la morte di Maometto. Al tempo una fazione Sciita considerava Alì, cugino del profeta e quarto califfo dell’Islam, come unico legittimo successore del profeta, mentre la fazione Sunnita considerava legittimi i tre califfi che avevano preceduto Alì. Inoltre, secondo la tradizione sciita l’accesso al califfato non può essere elettivo e le norme che regolano la ritualità religiosa per gli i sciiti, sono molto più rigide e lontane dalle contaminazioni occidentali. L’80 % dei musulmani segue la fazione sunnita mentre gli sciiti sono molto rappresentativi in Iran dove l’ayatoallah Khomeini riuscì nel 1979 a prendere il potere facendo del fondamentalismo islamico il cardine del contrasto con l’occidente. Alla stessa rigida ortodossia si ispirano i talebani che in Afganistan nel 1996 riuscirono a prendere il potere dopo che il territorio fu liberato dagli invasori sovietici. Sappiamo che tale potere fu rovesciato dall’intervento americano, ma come tuttora ci siano fermenti di guerra e come anche noi italiani contribuiamo al mantenimento coattivo della pace. Altri movimenti integralisti devono necessariamente essere ricordati a dimostrazione di una fusione, nel mondo islamico, della religione con la politica. Parlo soprattutto di Hamas, il movimento di resistenza islamico che si oppone ad una civile convivenza tra il popolo palestinese e lo Stato di Israele o del “partito di Dio” libanese, l’Hezbollah, dotato di un’ala militare creata con l’appoggio dell’Iran e che si basa sempre su contrasti politico militari con lo Stato di Israele.

A conclusione di questo breve excursus sull’Islamismo, credo sia interessante conoscere come esso veda in Mosè o in Gesù dei profeti che, al pari degli altri, hanno contribuito ala rivelazione divina condensata nella Torah ma come neghino a Gesù qualsiasi attributo divino. Egli sarebbe si nato da una vergine ed avrebbe anche operato con numerosi miracoli, ma non sarebbe stato crocefisso ed avrebbe guadagnato il Paradiso senza subire alcun tipo di supplizio. Degna di nota inoltre una certa rassomiglianza tra il racconto coranico e molti vangeli apocrifi giunti oralmente fino a noi.

Nessun commento:

Posta un commento