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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

giovedì, dicembre 08, 2011

La scommessa di Pascal ovvero le prove dell’esistenza di Dio

           Dino Licci-Il padre-particolare



Rispondo a chi mi ha cortesemente scritto in privato che apprezzo i suoi sforzi ma io sono fiero e felice di essere agnostico e, semmai qualcuno dovesse convincermi di abbracciare una fede, certamente non ci riuscirebbe con asserzioni assiomatiche, dogmatiche e puerili (non voglio offendere nessuno ma non sentivo parole simili da almeno 60 anni quando frequentavo le “cose di Dio” per prepararmi alla prima comunione).

Fior di cervelli si cimentano da millenni nella ricerca di una formula risolutiva della “ vexata questio” e credo di aver qui elencato le principali prove addotte da sottilissimi pensatori del calibro di San Tommaso, sant’Agostino, Sant’Anselmo e sono pronto a discutere con voi l’essenza della prova ontologica di quella cosmologica o di quella fisico teologica che hanno accompagnato il cammino dell’Umanità. Anzi voglio aggiungerne una meno nota che ha la pretesa di essere scientifica perché si basa sulle leggi della probabilità ed è firmata Blaise Pascal. Egli , sulle orme degli scrittori patristici da San Giustino a Clemente Alessandrino, da Sant’Agostino( che ammiro molto per l’acume filosofico) a Boezio, cerca di convincere gli atei con prove pseudoscientifiche. (la mania di convincere tutti al cattolicesimo, di fare proseliti è insita nei religiosi).

In parole povere Passcal dice : ci conviene credere perché, anche se le probabilità che Dio esista o meno sono uguali, se esiste, guadagneremo la salvezza eterna, se non esiste, avremo comunque vissuto lietamente credendo al premio eterno.

Io disprezzo un ragionamento del genere e, per quanto qualcuno gli attribuisca un grande valore apologetico, io sono in buona compagnia nel criticarlo pensandola esattamente come Voltaire o Diderot e soprattutto come un grande dimenticato che ha illuminato la mia mente: Augusto Guerriero che scriveva sul settimanale “Epoca” quando io ero giovane e che così si esprime: nel suo meraviglioso libro “Quasivi et non inveni”:

• La scommessa di Pascal. Io ho una mia idea «di dietro la testa», come dice in qualche punto Pascal. E la mia idea è che egli cercasse disperatamente di convincere se stesso. Non confessa mai il dubbio: forse, non ne ebbe coscienza. Così applica il calcolo delle probabilità, la valutazione economica della convenienza nientemeno che alla fede. […] Ho detto e ripeto: a mio modo di vedere, sarebbe difficile concepire un pensiero più irreligioso sulla religione. Si crede o non si crede, e si può credere per varie ragioni, di cui la migliore è che non ci sia alcuna ragione: la razòn de la sinrazòn. Ma certo non per scommessa. Non per calcolo o per convenienza. Meglio, infinitamente meglio non credere affatto (23).

Bene , non voglio insistere, ho scritto un saggio di 400 pagine sull’argomento e può darsi che sia tutto sbagliato ma non ho certo la pretesa ,io, di dire a chicchessia : stai sbagliando, se non la pensi come me la ritengo un’offesa. Io amo gli uomini, gli animali e le piane in egual misura e mi sono da tempo liberato, oltre che dal geocentrismo che ancora alberga chi considera le stelle lontane come se fossero cose al di fuori della realtà, anche dall’antropocentrismo di chi crede che gli animali e le piante siano stati creati per nostro uso e consumo. Io credo che siano invece nostri parenti stretti e che tutto si evolva secondo un disegno che non mi è dato conoscere perché non ho ancora i recettori adatti a carpire i segreti di un Universo che non posso ridurre alle mie dimensioni ma devo anelare a crescere per poterlo comprendere e per dare il giusto significato alla grandezza di DIO se esiste . Se LUI esiste, per il mio modo di vedere, non è cosa da favola o di convenienza ma molto, molto, molto di più. Dino

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