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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

giovedì, dicembre 22, 2011

Le religioni degli altri, l'animismo, il politeismo



                                                 Dino Licci-Le religioni-acrilico su tela 50X70

La storia dell’uomo parte da lontano e dal momento dello scoppio iniziale, l’ormai famigerato Big Bang, si dovranno aspettare molti milioni di anni perché compaia la vita sul pianeta e l’uomo in particolare è una creatura recentissima se paragonata ai tempi geologici che caratterizzano l’evoluzione della terra. L’evoluzione dell’uomo è lentissima come pure il suo sapere. Quando l’uomo credeva che il Sole fosse un Dio od immolava vittime agli dei impaurito dalle forze della natura, egli non sapeva ancora come si producesse un fulmine o cosa fosse una stella. La maggiore conoscenza lo portò ad abbandonare questa antiche divinità che costituivano l’essenza stessa dell’animismo, una delle forme più antiche di religiosità ancora presente in alcune sperdute tribù del nostro pianeta. Così l’uomo cominciò a ricercare altre forme di religione, altre credenze che si sarebbero evolute al pari della crescita della sua conoscenza. Ogni regione più sparuta del pianeta sviluppò un suo modo diverso di credere e dapprima queste credenze furono tramandate per via orale, poi furono invece trascritte, almeno in molti casi, in testi sacri da amanuensi che spesso sapevano scrivere senza saper leggere come ci ricorda Raffaele Gorgoni col suo libro “Lo scriba di Casole” .

Seguendone la collocazione geografica e la loro diffusione, si potrà facilmente arguire come anche per esse sia valsa la regola della selezione naturale, che ha oscurato quelle che non rispondevano ai dettami delle società sempre più evolute.

Ma ecco come si presenta oggi la distribuzione delle religioni nel mondo:

Musulmani: 1.188.240.000 pari al 19,6 %

Cattolici: 1.063.608.000 pari al 17,6 %

Protestanti: 720.829.000 pari all’ 11,8 %

Ortodossi : 215.129.000 pari al 3,6 %

Non credenti: 918.249.000 pari al 15,2 %

Induisti: 811.337.000 pari al 13,5 %

Buddisti : 359.982.000 pari al 5,9 %

Ebrei: 14.434.000 pari allo 0,2%

Religioni orientali* : 404.990.000 pari al 6,7 %

Religioni tribali: 228.367.000 pari al 3,8 %

Altre(nuove): 102.356.000 pari all’ 1,7 %

* taoisti, confuciani, scintoisti ecc;

(leggero arrotondamento delle percentuali.)

Occorrerà ora spendere qualche parola sulle peculiarità di ogni religione sia pure in forma superficiale ed approssimativa non avendo io competenza specifica di questo delicato settore della conoscenza umana:
                                    Dino Licci-animismo-acrilico su tavola

L’ANIMISMO
Come ci dice la stessa parola, l’animismo crede in esseri sovrumani che, sotto forma di ombre o demoni, vagano dai vivi ai morti, dalle piante agli animali o viceversa e si manifesta in eventi naturali più o meno terrificanti come i fulmini, i tuoni, le cascate, le meteore, le eclissi e quanto di più inspiegabile esista in natura. Per quanto sia una credenza tipica delle popolazioni più primitive, alcune delle quali ancora vivono in sperdute zone del pianeta, questa forma di religiosità mi affascina e coinvolge. Lodevole la sua modalità di partecipare agli eventi naturali come il sorgere del Sole o il mutare delle stagioni facendo sentire l’uomo parte integrante della natura stessa con un rispetto del mondo circostante che noi moderni dovremmo imparare a recuperare.



                                                                  Dino Licci - Politeismo-acrilico su tela  90X110

IL POLITEISMO



Il politeismo rappresenta la naturale evoluzione dell’animismo in un mondo divenuto più complesso e con un’organizzazione sociale più specializzata. Gli eventi naturali vengono declassati dal loro status di deità, mentre compaiono entità superiori che hanno creato il tutto e che sovrintendono alle varie attività umane. Gli dei costituiscono un pantheon con compiti specialistici ( esiste il dio della guerra, quello dell’amore, della sapienza e così via) e sono assoggettati ad una gerarchia che rispecchia quella delle società cui sovrintendono. Dall’alto dei cieli seguono le vicende umane nelle quali a volte si lasciano trascinare personalmente e spesso litigano tra di loro, essendo dotati di eterna giovinezza e immortalità ma anche delle stesse passioni che albergano nell’animo degli uomini. Il politeismo era diffuso in ogni parte del mondo prima di essere soppiantato dalle religioni monoteiste: dall’India alla Persia (prima dell’avvento di Zarathustra), dalla Mesopotania all’Egitto ed dall’antica Grecia fino a Roma ed ancora nelle popolazioni nordiche. I celti in particolare, credevano che queste divinità vivessero nel sottosuolo cui si poteva accedere attraverso stagni o comunque pozze e raccolte d’acqua. Ritrovamenti archeologici anche recenti ci mostrano pozzi contenenti alberi e resti umani ascrivibili a sacrifici che garantissero la fertilità del suolo. Pare che le cerimonie fossero presiedute dai druidi che, fra canti e balli, portavano in processione gli alberi fino a seppellirli nei pozzi come omaggio agli dei.

Pur essendo il politeismo una forma molto elementare di religiosità, essa, a mio avviso, espletava una funzione ansiolitica sulle vicende umane. Incolpando gli dei degli eventi nefasti che turbavano la vita dell’individuo, si allontanava il senso di colpa che oggi alberga nell’individuo moderno. Il Dio monoteista è per definizione buono e giusto per cui la colpa di un evento infausto ricade sempre su chi lo ha subito, che deve vestire i panni del penitente sempre in debito verso chi l’ha creato. Questo induce a sensi di colpa l’umanità e, negli individui più deboli, può addirittura scaturire in pericolose nevrosi e crisi di panico conclamate. Nel mondo greco antico invece spesso si riversavano le colpe delle azioni cattive sugli dei che si divertivano a danno dei mortali o, se li prendevano in simpatia, li proteggevano da ogni male. Vedremo come nel tempo anche il politeismo si sia trasformato in religiosità più evolute.

Tratto da "Lettere a un'amica" di Dino Licci



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