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lunedì, dicembre 19, 2011

Il Cristianesimo

                                            Dino Licci  Volto di Cristo-acrilico su tela 50X70.


Come ci dice la stessa parola, il cristianesimo ruota intorno alla figura di Cristo, il messia, l’unto del signore, il figlio stesso di Dio, Gesù di Nazareth, l’inviato del Signore che i Giudei ancora aspettano e che per i Cristiani invece rappresenta il cardine stesso della loro religione. Dio che parlava attraverso i profeti, ora comunica con gli uomini per mezzo di suo figlio sulla cui natura, se umana o divina, ci furono grandi scontri nei concili ecumenici del passato.

Gesù sarebbe stato inviato non per abolire, ma per completare la legge mosaica, elaborando concetti già presenti nell’ebraismo dal quale viene, per così dire, partorito il cristianesimo arricchendo il vecchio Testamento con il Nuovo che racchiude in sé:

I Vangeli;

Gli atti degli Apostoli;

Le epistole di San Paolo;

Le epistole cattoliche e

L’Apocalisse.

E’ nota a tutti la storia di Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, che da Nazareth raggiunsero Betlemme per farsi censire durante l’impero di Cesare Augusto, la predicazione evangelica, il tradimento di Giuda, la passione e morte di Cristo sotto Tiberio, la sua resurrezione, l’attività di proselitismo degli apostoli, la persecuzione cui i primi cristiani furono sottoposti e finalmente l’editto di Milano di Costantino e, nel 380, quello di Teodosio che promosse la religione cristiana al rango di religione di Stato.

Inutile anche che io ricordi san Pietro, san Giovanni e soprattutto la grandiosa opera di proselitismo effettuata da san Paolo che “aprì” ai gentili, cioè ai pagani, aumentando enormemente il numero dei suoi proseliti. Fu forse a questo numero che si devono ascrivere le decisioni di Costantino e Teodosio, numero che crebbe enormemente quando Carlo Magno, nella notte di Natale dell’800, fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero ad opera di Leone III che così permeò di un’indiscussa cristianità, lo strapotere imperiale.

Intorno alla cristianità sorsero nei secoli, istituti vari che in un profano come me generano enorme confusione. Ho sprecato una notte intera cercando di orientarmi tra i tanti acronimi che caratterizzano gli ordini (i monastici, canonici, chierici, mendicanti) e le congregazioni clericali o laicali, ma ho contato decine e decine di sigle tra le quali non riesco ad orientarmi. Ho solo capito quale grande importanza rivestì il monachesimo soprattutto tra il XII e XIII secolo nell’emancipazione e sottrazione della Chiesa dal potere imperiale. San Basilio in oriente e San Benedetto in occidente, sono figure esiziali di questa importante evoluzione.

Tra gli ordini cavallereschi, sorti soprattutto nel periodo delle crociate, vanno invece almeno ricordati i Templari, gli Ospedalieri, i Teutonici con particolare riguardo ai Templari se non altro per le torture atroci cui furono sottoposti ed alle quali non si sottrasse neanche il loro capo Jacques De Molay.

Infatti intorno al 1307 il re di Francia Filippo il bello, probabilmente per impossessarsi dell’enorme tesoro dei Templari, che tra l’altro erano degli ottimi banchieri, li accusò di eresia, sodomia, idolatria e, con la complicità più o meno volontaria di Clemente V, ne ordinò praticamente lo sterminio.

Ma prima ancora che questi avvenimenti si verificassero, la cristianità aveva subito una grande scissione che ancora divide la Chiesa in due grandi ramificazioni: gli ortodossi in Oriente, i cattolici in occidente. Le cause reali e politiche di questa importante divisione, vanno ricercate in avvenimenti storici complessi e controversi e io non ho certo il peso di uno storico per poterne sapientemente riassumere gli eventi. Posso solo accennare, forte delle attente letture da semplice appassionato di molti testi storici e, primo tra tutti, la “Storia d’Italia” di Montanelli, ad alcune peculiari differenze che già da secoli esistevano tra le due diverse Chiese, mentre, chi volesse orientarti in un groviglio di situazioni e nomi, potrà sempre consultare qualche testo specializzato.

                                     Dino Licci-trinità-acrilico su tela 50X70


Prima che il Grande Scisma separasse nel 1054 ufficialmente la Chiesa bizantina da quella latina, già c’erano screzi e incomprensioni tra le due Chiese, diverse perfino nella lingua parlata, avendo gli orientali dimenticato il latino e gli occidentali mai imparato il greco che si parlava in oriente. I preti d’occidente dovevano osservare il celibato e non si ornavano il volto con la barba al contrario degli orientali, il battesimo si praticava in occidente per aspersione, in oriente per immersione, in periodo pasquale gli occidentali potevano mangiare formaggi, cosa che faceva inorridire gli orientali ed altre cosucce del genere che fanno sorridere un laico come me. Molto più seriamente considero invece il lato teologico vero e proprio che fu preso a pretesto della divisione e che mette in enorme risalto le differenze sostanziali tra una mente votata alla scienza e una votata alla fede. Mi riferisco al mistero della trinità che già di per sé credo metta a dura prova anche il più osservante dei credenti se venga analizzato con l’ausilio della ragione. Col primo concilio di Nicea del 325 si condannata l’eresia cristologica di Ario ( che negava la natura divina di Cristo) e col concilio di Toledo del 589 gli occidentali ribadirono che lo Spirito santo procede dal padre e dal figlio (ex patre filioque procedit). I teologi orientali consideravano questa un’eresia che contrastava addirittura con l’essenza stessa del monoteismo.

Questa polemica meramente teologica fu presa a pretesto della grande scissione che però aveva risvolti molto più concreti nel tentativo di predominio del patriarca sul papa e viceversa. In oriente il patriarca subiva le decisioni dell’imperatore, ne era in pratica il cappellano, mentre in occidente il papa si sentiva la massima potenza universale e l’incoronazione di Carlo Magno che ricevette la corona imperiale dal papa, sta a significare la sottomissione dell’impero alla Chiesa. Il concilio che riguarda la maternità divina della Madonna è quello di Efeso, ma voglio elencarteli tutti perché arrivano fino ai nostri giorni:





•Nicea I (325)

•Costantinopoli I (381)

•Efeso (431)

•Calcedonia (451)

•Costantinopoili II (553)

•Costantinopoli III (680-681)

•Nicea II (787)

•Costantinopoi IV (869-870)

•Laterano I (1123)

•Laterano II (1139)

•Laterano III (1179)

•Laterano IV (1215)

•Lione I e II ( 1245-1274)

•Vienne ( 1311-1312)

•Costanza (1414-1418)

•Basilea Ferrara (1431-1437)

•Laterano V (1512.1517)

•Trento (1545-1563)

•Vaticano (1869-1870)

•Vaticano II (1962-1965)



Prima di addentrarci nei meandri delle varie fedi che si diramano dal cristianesimo, sarà bene stigmatizzare i cardini della dottrina cui esse fanno riferimento e pertanto dobbiamo accettare come fondamentale la figura di Gesù Cristo. Egli è considerato dai cristiani come il figlio stesso di Dio che muore in croce e risorge per la salvezza dell’uomo, che a sua volta diventa figlio di Dio nel momento in cui riceve il battesimo. Dio si rivela in forma trina come Padre, Figlio e Spirito santo il che prelude ad uno dei tanti misteri della fede cristiana. Ma accanto a queste astrusità, i concetti espressi dalla predicazione di Cristo costituiscono quella parte buona della Chiesa che poi sono il perno su cui si fonda l’etica della nostra società. Se io infatti boccio la curia romana e l’ordinamento plutocratico, verticistico, maschilista e fideistico che la caratterizza, non posso non apprezzare l’insegnamento di Cristo quand’Egli predica la carità, l’eguaglianza, la solidarietà, l’amore per il prossimo, la condanna della schiavitù. Molto meno quando predica l’inutile e deleteria mortificazione della carne.

Quest’ultimo concetto, in aperto contrasto con la filosofia epicurea che io apprezzo molto, è aberrante rispetto alla stessa natura dell’uomo, che deve poter soddisfare i suoi bisogni senza la paura del peccato. Se un’azione, qualsiasi essa sia, non produce danno di alcun genere al prossimo, non vedo perché debba essere vietata, ma questo è un altro discorso, molto attuale se pensiamo agli interventi dell’attuale pontefice, papa Benedetto XVI. Altri punti cardini della dottrina sono, ed ora mi riferisco ai cristiani cattolici, l’Eucarestia che richiama le parole pronunciate dal Signore nell’ultima cena: “mangiate, questo è il mio corpo, bevete, questo è il mio sangue.” Dalla presenza reale del corpo di Cristo nell’Ostia consacrata si discosteranno anche i protestanti che vedono, molto più realisticamente, in essa un simbolo della presenza di Cristo. Ma i cattolici insistono che quello che s’ingurgita, facendo la comunione è proprio il corpo di Cristo. C’è poi il mistero della reincarnazione dopo la morte ed il Giudizio Universale che sarebbe meglio limitarsi ad identificare con la grande opera pittorica di Michelangelo. L’immortalità dell’anima era già sostenuta da Platone e Pitagora pensava che essa trasmigrasse, col fenomeno della metempsicosi, da un essere ad un altro. I cristiani pensano invece che la carne, il corpo risorgerà non si capisce in quale stadio della vita terrena ( e se si risorge vecchi, bisogna portarsi dietro gli acciacchi per l’eternità?) per poter finalmente bearsi della Visione di Dio. Mah. Non voglio commentare siffatta evenienza se neanche il sommo poeta Dante ha saputo suscitare molto interesse nella stesura del suo Paradiso.

Comunque questi precetti che inizialmente venivano tramandati oralmente (pensiamo ai vangeli apocrifi), ora sono condensati in testi che furono scritti tra il 40 ed il 100 d.c. e sono:



•il vangelo di Marco scritto per i pagani di occidente;

•il vangelo di Matteo scritto per gli Ebrei;

•il vangelo di Luca scritto per i pagani d’oriente;

•il vangelo di Giovanni scritto in greco ed in maniera più accurata.



L’ordinamento gerarchico della Chiesa prevede essenzialmente Il Papa circondato dai Cardinali che sovrastano le diocesi rette da un Vescovo che, con l’aiuto dei diaconi, istruisce e guida i sacerdoti, pastori dell’anima.


                                                 Dino Licci- Santi-acrilico su tela 50X70


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