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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

mercoledì, gennaio 18, 2012

Io agnostico e il canto di San Francesco d'Assisi

                                           Dino Licci-San Francesco-acrilico su tavola 30X50
Ogni volta che ascolto i “Carmina burana” di Karl Orff invariabilmente il mio pensiero corre a Giordano Bruno, perché questa musica più di ogni altra si presta a farmi immaginare il frate filosofo ardere a “campo de’ fiori” bruciato vivo dall’intransigenza e dal dogmatismo degli inquisitori. Mi sembra di vederlo l’assertore della pluralità dei mondi, ardere tra i canti purificatori dei mistici credenti che gettavano acqua sul fuoco per prolungare il martirio dell’eretico e dar tempo alla sua anima di purificarsi dagli immondi sapori della scienza. Fortuna che la morte sopraggiunse per soffocamento molto prima che la loro diligenza facesse scempio dell’umana pietà. Per non parlare del mio conterraneo Giulio Cesare Vanini, cui furono tolti i denti e gli fu inchiodata la lingua per impedirgli di dire quelle che venivano considerate eresie e che oggi sappiamo essere verità scientifiche. E dopo la tortura, il rogo naturalmente. E tutto questo nel nome del Signore!!! Dispiace dirlo, ma la Storia è costellata di episodi simili, troppo eclatanti perché se ne possa tacere. Da Bruno a Galileo, da Copernico a Campanella, dalle crociate alla strage degli Ugonotti, alla strage dei Valdesi ed indietro ancora fino a vedere Ipazia scorticata viva dalle conchiglie taglienti ai tempi di San Cirillo, quasi a simboleggiare l’impossibilità di dialogo tra la Scienza e la Fede. So bene che la Chiesa non è solo questo. Conosco i suoi meriti almeno quanto le sue colpe. Quando il mio animo barcolla sotto i colpi avversi del destino, sono solito rifugiarmi nel silenzio di una chiesa deserta, una Chiesa evangelica e pura e così lontana dai giochi di potere della curia romana e tale da donarmi fiducia, speranza, tepore. E invece la Chiesa cattolica si ostina a oscurare la nostra vita col ricorso continuo e devastante all’idea di peccato. Fin dalla nascita, innocenti, dobbiamo pagare per il peccato di Eva essendo stati colpiti a priori dal “Peccato originale” e così via sempre a punire l’uomo per salvare il quale Cristo si sarebbe fatto crocifiggere. Certo, se neghiamo il peccato di Eva, tutto l’apparato crolla ed è per questo che ci si ostina a negare perfino l’evidente darwinismo, che finalmente ci ha fatto capire qualcosa sulle nostre origini. Si parla di errori del passato, si stende un velo pietoso su interpretazioni errate della verità, ma si continua tranquillamente a sbagliare. E invece si avrebbe tanto bisogno di conforto esistenziale in un mondo sconvolto dalle brutture del nazismo, dalla realtà delle foibe, dai campi di lavoro dello stalinismo, dalle leggi razziali, dal terrorismo mondiale. L’umanità ha bisogno di una guida, di regole sociali, morali, esistenziali che l’aiuti nell’impervio cammino e chi sta in alto non può permettersi di sbagliare. Non è certo mia intenzione ordire un processo contro la Chiesa che vedo invece, contro i suoi stessi insegnamenti, come conferma della doppia verità. Altro che lotta al relativismo!

C’è una Chiesa pastorale, umile, fattiva, caritatevole, filantropica e liberale, ma purtroppo anche una Chiesa superba, sprezzante, boriosa che si riconosce in una curia oligarchica, verticistica, maschilista e plutocratica. C’è la Chiesa di Francesco e Chiara e la Chiesa di Bernardo di Chiaravalle, che nascondeva il viso per non godere delle bellezze sprigionate da un lago inondato di sole! Lo stesso Bernardo che inventò il termine di “malicidio” per giustificare i più efferati delitti, se a cadere sotto i colpi della “croce” fossero stati i nemici della Chiesa perché, secondo lui, il santo, si ammazzava non il loro corpo, ma il male che esso conteneva. Quanto lontano il suo insegnamento dal Cristo evangelico, che predicava la pace tra gli uomini, l’umiltà, la fratellanza, la solidarietà e l’amore! Fin qui le mie opinioni già riportate nel mio saggio "Lettere a un’amica" ma oggi finalmente in Italia sta arrivando un libro che era stato sottratto alla nostra attenzione, il libro di un domenicano che fu espulso da Ratzinger, un libro sconosciuto in Italia nonostante sia un best seller nel resto del mondo dove le opere del suo autore, Matthew Fox, sono state tradotte in ben 42 lingue. In Italia sarà finalmente presentato da Vito Mancuso col titolo: “In principio era la gioia” ed il titolo la dice lunga sulla sua avversione all’oscurantismo clericale. Matthew Fox, prima della pubblicazione, era un padre domenicano, proprio come Giordano Bruno, ma dopo venne espulso dal suo ordine ad opera dell’allora cardinale Ratzinger in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, perché quanto aveva scritto, era considerato eretico. Tutto ruota ancora intorno al peccato originale, che il domenicano Fox considera in contrasto da quanto predicato da Gesù di Nazareth. Egli ci dice che Gesù predicava la gioia e l’amore per tutte le creature e ci fa l’esempio di tanti cattolici che vissero in letizia la loro santità: Ildegarda di Bingen, Francesco d’Assisi, Meister Eckhart, Giuliana di Norwich, Matilde di Magdeburgo, Teilhard de Chardin, Thomas Merton sono tra quelli che egli cita. Vito Mancuso che qualche giorno fa ho ascoltato su radio tre, nota delle analogie tra l’eretico Fox e Giordano Bruno, ambedue domenicani, contrari ad una Chiesa gerarchica, rispettosi della Scienza e delle Religioni degli altri. Il rispetto delle opinioni altrui è alla base del vivere civile e quando le religioni sfociano nel fondamentalismo, perdono di vista lo scopo principale della loro funzione

Gli “eretici” come il Bruno ed il Vanini non solo venivano arsi vivi ma si cercava di procurare loro le sofferenze più atroci e si disperdevano le loro ceneri perché “I loro corpi non si ricomponessero al momento del Giudizio Universale”. Sto scrivendo queste righe in armonia con il Fox, perché la penso come lui, mi piace esaltare quanto di bello e buono c’è sulla terra e tornare all’idea primitiva di Cristianesimo rispettando la liberta di gestire il proprio corpo e la propria spiritualità nell’assoluto rispetto delle opinioni degli altri, finché queste non cercano di imporsi come Verità assolute. Nessuno può dirsi depositario della Verità assoluta e nessuno può privarci del sapore della vita, opprimendoci con l’idea del peccato. La natura per chi sa apprezzarla dispensa gioia ed amore come c’insegna il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi. Rileggiamolo insieme:


Altissimu, onnipotente bon Signore,

Tue so’ le laude, la gloria et l’honore et omne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,

et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,

spetialmente messer lo frate Sole,

lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:

in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,

la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,

per lo quale ennallumini la nocte:

ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore

et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ’l sosterranno in pace,

ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,

da la quale nullu homo vivente po’ skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,

ka la morte secunda no ’l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate

e serviateli cum grande humilitate.













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