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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, gennaio 06, 2012

Le astrusità della meccanica quantistica



Io non ho certo la pretesa di spiegare in mezza paginetta fenomeni complessi ed incomprensibili come quelli legati alle leggi della meccanica quantistica, ma qualcosa posso fare: stimolarvi alla curiosità legata a due discipline che si sono affacciate sul proscenio della Scienza soltanto all’inizio del secolo appena trascorso, ma che hanno influenzato enormemente la nostra vita  e le nostre conoscenze.  Naturalmente parlo della relatività di Einstein  e della meccanica quantistica, discipline che non vanno d’accordo neanche tra di loro, ma che sono state abbondantemente studiate e sperimentate in modo tale da ritenerle veritiere entrambe. Molto fisici si dicono d’accordo nel ritenere  che nessuno è in grado di capire la meccanica quantistica e lo stesso Einstein, che pure ebbe un ruolo fondamentale nel formularne le leggi, stupito e mai soddisfatto dai risultati delle sue stesse ricerche, sbottò col dire: “Dio non gioca a dadi” e passò il resto della sua vita cercando una “legge del tutto” che mettesse d’accordo le leggi del macrocosmo con quelle del microcosmo, la relatività generale e la meccanica quantistica.  Non mi soffermerò certo ad illustrarvi le formule matematiche che regolano fenomeni a dir poco singolari e del tutto contro intuitivi, ma vorrei che pensaste che noi siamo costituiti da apparati che sono formati da organi, che a loro volta sono aggregati di molecole formate da atomi ed elettroni e, se gli esperimenti che si compiono sugli elettroni sono validi per l’infinitamente piccolo, pur non verificandosi nel macrocosmo, pure ci riguardano da vicino, essendo gli elettroni componenti essenziali del nostro corpo che, a ben pensarci è, in massima parte, costituito dal vuoto. Ora questo video che ho inserito e che vi prego di guardare attentamente, ci dice praticamente che la nostra osservazione muta il corso degli eventi. Il  fenomeno di diffrazione illustrato nel video, fu notato per la prima volta studiando la composizione della luce che si comporta a volte come un’onda, altre volte come una particella  e che portò i fisici ad accettare definitivamente che la luce non è né un’onda (teoria ondulatoria) né una particella (teoria corpuscolare) ma entrambe le cose. Ora, nel video si vede che anche gli elettroni si comportano come la luce, ma si vede molto di più: si nota come essi “decidano” di comportarsi in un modo piuttosto che in un altro, se vengono posti sotto osservazione. Io mi fermerei qui ma non posso esimermi dal dire che persino nello studio del nostro passato, anche quando riguarda eventi verificatosi miliardi di anni fa, la nostra osservazione  può variarne la dinamica e questo è talmente sorprendente che, ogni volta che ci penso,  vengo colto da qualcosa di molto simile alla sindrome di Stendhal. Se non credete a me, provate a leggere l’ultimo libro di Stephen Hawking “Il grande disegno” o cercate qualcuno dei tanti video sulla meccanica quantistica che troverete su “You tube”. Ma, se avete paura che vi venga  il mal di testa, lasciate perdere . Ci sono tante cose con cui riempire la nostra breve vita.

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