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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

lunedì, gennaio 23, 2012

Neoclassicismo


                                             Canova -Amore e Psiche


Mi ha sempre appassionato studiare quel particolare periodo storico in cui illuminismo, romanticismo, neoclassicismo si contendono il podio determinando grossi cambiamenti nei costumi della nostra società.

Se vogliamo fotografare appieno il periodo storico che segue la rivoluzione francese, non possiamo ignorare che esso procede  di pari passo col neoclassicismo, pur avendo contorni meno definiti rispetto alla contemporanea corrente romantica, che si affermerà intorno al 1830, quando il neoclassicismo avrà esaurito la sua vitalità.

L’epoca storica di cui stiamo parlando, produsse delle conseguenze importanti anche in ambiti diversi dalla rivoluzione vera e propria: essa era stata prodotta, come abbiamo visto, da un sovvertimento dei valori dovuto alla corrente illuministica sia nella versione elegante dei filosofi francesi, Voltaire in primis, che nell’appassionate retorica di Rousseau e produsse delle conseguenze anche nell’arte, nella musica, nella moda. Tra la seconda metà del settecento e la prima metà dell’ottocento, si sviluppò infatti in Europa un movimento artistico che toccò il suo acme nel periodo aureo delle fortune napoleoniche. In opposizione al gusto barocco e rococò al tempo imperante, il neoclassicismo, proprio sotto l’influsso del razionalismo illuministico, esaltò l’armonia, la sobrietà, la purezza delle linee, forme e colori, vagheggiando un ritorno alle forme di classicità greca e romana, prese a modello di perfezione estetica e morale. Si incrementarono gli scavi archeologici nell’antica Grecia come pure ad Ercolano e Pompei, per attingere ai rigori della classicità e tutto divenne più sobrio ed esteticamente più puro. Basti pensare al Canova se parliamo di scultura, al Piermarini o al Cagnola se parliamo di architettura o al Piranesi se parliamo d’incisione. Ma anche l’arredamento risentì di questa moda (stile impero) ed i giardini semplici e squadrati di fattura italiana si contrapponevano ai giardini inglesi, volutamente asimmetrici, disarmonici, perché influenzati dal romanticismo che si affacciava alle porte. E tutti sappiamo, ma forse è bene sottolinearlo, come quest’ultima corrente comportasse un rigurgito nazionalista che fece sì che ogni nazione avesse una sua “porzione”di romanticismo adattata all’ambiente che in alcuni casi sfociò in un rigurgito di patriottismo. Nella nostra Italia si sarebbe, per esempio, concretizzata nel risorgimento e nell’unificazione nazionale. Ma il Romanticismo, al contrario del neoclassicismo, non era uno stile ma una poetica che si ispirava soprattutto in una ricerca armonica dell’uomo nei riguardi della natura (e qui si sente l’influenza di Rousseau e in un ritrovato sentimento della religione di stampo medioevale con un’esacerbazione di un misticismo spesso intriso di enfasi e teatralità;

Ma tornando al neoclassicismo, non possiamo non evidenziare che riprodurre la realtà del mondo classico, non significasse per l’artista riprodurre semplicemente le opere del mondo ellenistico o romano dei tempi antichi, ma piuttosto un tentativo di entrare nella psicologia stessa dell’opera d’arte antica carpendone la sua più intima essenza con un’interpretazione originale e volutamente imitativa.

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