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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

martedì, gennaio 03, 2012

Paolo IV e i ghetti


Credo che la conoscenza di un poco di storia non faccia male a nessuno, ma anzi serva a chiarire molti concetti nebulosi che ci furono impartiti in età scolare. Ecco i motivi per i quali un agnostico come me, pervaso da un anelito religioso insospettabile in un biologo razionale e rigorosamente laico, si ostina a stigmatizzare momenti storici ignorati anche da gente colta, perché i programmi scolastici ed i testi di storia non sempre sono obiettivi, ma spesso sono asserviti al volere dei vincitori o semplicemente dei più forti. Non c’è alcuna contraddizione nel dirsi laici e profondamente religiosi, laddove non si confonda la religiosità, che è un anelito verso un Dio sia pure sconosciuto e misterioso, col dogmatismo della Chiesa curiale che sarebbe risultata profondamente riformata se soltanto si fosse dati seguito all’unico concilio pastorale della storia: il Concilio Vaticano Secondo. Esso contiene al suo interno la “Lumen gentium”, un documento che ci parla di ecumenismo, di fratellanza, di democrazia, di comunione d’intenti e che ci racconta una storia molto diversa da quella impartiteci con le dottrine tradizionali, oltre a rivalutare profondamente il ruolo dei laici e della donna nella “casa di Dio”: Ma io vado sempre ripetendo che esistono due Chiese: una pastorale ed evangelica, un’altra boriosa e totalitaria che bolla le minoranze e le ghettizza. Un esempio della seconda? Ecco la bolla con cui Paolo IV avallò la creazione dei ghetti, il 15 Luglio 1555, spiegando con queste parole la necessità delle misure antiebraiche:

« Cum nimis absurdum et inconveniens existat ut iudaei, quos propria culpa perpetuae servituti submisit, sub praetextu quod pietas christiana illos receptet et eorum cohabitationem sustineat, christianis adeo sint ingrati, ut, eis pro gratia, contumelian reddant, et in eos, pro servitute, quam illis debent, dominatum vendicare procurent: nos, ad quorum notitiam nuper devenit eosdem iudaeos in alma Urbe nostra e nonnullis S.R.E. civitatibus, terris et locis, in id insolentiae prorupisse, ut non solum mixtim cum christianis et prope eorum ecclesias, nulla intercedente habitus distincione, cohabitare, verum etiam domos in nobilioribus civitatum, terrarum et locorum, in quibus degunt, vicis et plateis conducere, et bona stabilia comparare et possidere, ac nutrices et ancillas aliosque servientes christianos mercenarios habere, et diversa alia in ignominiam et contemptum christiani nominis [...] »

Traduzione:

« Poiché è oltremodo assurdo e disdicevole che gli ebrei, che sono condannati per propria colpa alla schiavitù eterna, possano, con la scusa di esser protetti dall'amore cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo ai cristiani, mostrare tale ingratitudine verso di questi, da rendere loro ingiuria in cambio della misericordia ricevuta, e da pretendere di dominarli invece di servirli come debbano; Noi, avendo appreso che nella nostra alma Urbe e in altre città e paesi e terre sottoposte alla Sacra Romana Chiesa, l'insolenza di questi ebrei è giunta a tal punto che si arrogano non solo di vivere in mezzo ai cristiani, ma anche in prossimità delle chiese senza alcun distinzione nel vestire, e che anzi prendono in affitto case in vie e piazze principali, acquistano e posseggono immobili, assumono balie e donne di casa e altra servitù cristiana, e commettono altri misfatti a vergogna e disprezzo del nome cristiano [...] »



Il documento continua su questo tono. Ma è solo un piccolo esempio e non credo si debba essere teologi per interpretare uno scritto così chiaro.


1 commento:

  1. ...articolo che ho letto con molto interesse , come del resto tutti quelli che posti in rete.
    Fin che ci sono ti faccio gli auguri. ciao cocuma

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