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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, gennaio 22, 2012

Profumo di donna

                                              Dino Licci-l'altalena-acrilico su tela 50X70

Vorrei scrivere una lettera, una lettera d’amore. Vorrei scrivere una lettera ad un essere in estinzione. Fanno tanto discutere le foto dei mammiferi in estinzione e non ci accorgiamo che rischiamo di perdere il più bell’esemplare di mammifero che esista sulla terra. Mammifero vuol dire letteralmente “portatore di mammelle”. Ma quale animale conoscete in natura dotato di mammelle così evidenti, così protese in avanti da sembrare baluardi d’amore? Sembrano richiami sessuali creati apposta dalla natura per stregare gli occhi distratti di qualche incauto passante che ne sente l’attrazione violenta ed irresistibile come gli animali in calore sentono i feromoni. E proprio per sopperire alla loro mancanza, che la natura ha creato il pannicolo adiposo che non ha assolutamente funzioni secretorie ma solo esclusivamente estetiche. Quando la femmina d’uomo guadagnò la stazione eretta e la sua cloaca prima si trasformò, poi si ritrasse pudicamente a nascondersi dietro una foglia di fico, già aveva perduto la sua funzione evidentissima negli altri mammiferi di fortissimo richiamo sessuale e così la natura dovette inventarsi qualcos’altro. Coperta dai vestiti ormai dalla nascita, gli umori non erano più avvertiti se non da narici maschili sofisticate ed allenate a sentire anche da lontano il profumo di donna, il profumo più inebriante del mondo. Ed allora la natura, che forse non è acefala ma è retta da una mente pensante, s’inventò il seno per la nostra beatitudine e la nostra dannazione. Non si lamenti però la femmina che non ne sia abbondantemente fornita. Sulla terra ci sono i bosoman (gli amanti del seno) ma ci sono anche i bottoman che amano quell’altra meravigliosa curva che adorna le parti basse della splendida creatura e che i Greci antichi avevano già perfettamente individuato se ci hanno lasciato capolavori scultorei come la Venere callipigia. Tra queste montagnole elastiche, l’occhio può spaziare, se non visto e soffermarsi a lungo a catalogare, inventariare, schedare nel proprio cervello le rotondità nobili, quelle proletarie, quelle impertinenti o quelle popolari.

A che pro la dieta? Perché privare l’umanità di questi meravigliosi regali della natura, perché indossare i pantaloni da manager o la divisa da poliziotte e perdere gli attributi divini che furono di Venere, Minerva, Giunone? Femmine, date ascolto ad un vecchio pittore: voi siete l’apoteosi del sublime: non diventate troppo donne, restate ancora un poco femmine per la nostra gioia e la nostra commozione.

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