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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, febbraio 10, 2012

L'evoluzione della Chiesa

 
                                                                          

Vi ho più volte parlato del Concilio Vaticano II, il grande concilio ecumenico presieduto da Giovanni XXIII, che stava davvero modernizzando la Chiesa. Poi incredibilmente c’è stata una lenta ma continua recessione di questo processo evolutivo fino a poter riconoscere, proprio nella Chiesa dei nostri giorni, comportamenti delle alte sfere ecclesiastiche che furono tipici del periodo medievale. Vi ricordate che vi ho parlato di un libro “In principio era la gioia” che finalmente è stato tradotto in Italiano? Si tratta di un testo scritto circa vent’anni fa, da un domenicano, certo Mattew Fox, espulso dall’ordine dall’allora cardinale Ratzinger. Ratzinger era allora il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ex sant’Uffizio, quello fondato da Paolo III in sostituzione della Santa Inquisizione. La versione italiana è curata da una bella prefazione di Vito Mancuso, che ci fa notare come la vicenda di Fox ricalchi appieno le orme di un altro domenicano, Giordano Bruno, arso vivo a campo de’ fiori per eresia. La stessa sorte che rischiò di fare il più prudente Galileo che, come si sa, fu costretto ad abiurare.

Ora, nel 1992 ci fu la riabilitazione postuma di Galileo da parte della Chiesa cattolica. Oltre tre secoli dopo averlo condannato, il Vaticano riconosceva (ma come poteva non farlo) che lo scienziato pisano aveva ragione. Negli ultimi anni le gerarchie ecclesiastiche hanno addirittura organizzato alcuni eventi commemorativi in suo onore.

Ma oggi apprendiamo da Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano, che c’è stata una sorta di retromarcia da parte delle gerarchie ecclesiastiche, quasi un constatare che ci si era spinti troppo in là nell’accettare i progressi della Scienza. Apprendiamo che il gesuita Ennio Brovedani, nel 2009, aveva organizzato a Firenze un convegno su Galileo, al quale presenziò anche il presidente Napolitano. Una volta pubblicati gli atti, Civiltà cattolica chiese a Brovedani un articolo che evidentemente non piacque alle alte sfere ecclesiastiche perché fu dapprima modificato, poi definitivamente rifiutato dagli zelanti redattori di “Civiltà cattolica” che intervennero anche su un altro articolo, scritto dall’ex direttore della specola Vaticana, padre Coyne, a sua volta allontanato. Insomma Scienza si ma solo se, come ai tempi della scolastica di San Tommaso, non alteri, con le sue conquiste, le verità dogmatiche, che vogliono riprendersi il proscenio. Io mi chiedo come si possa, in un mondo globalizzato come l’attuale, desiderare di regredire ai tempi di Aristotele che, se fosse vissuto ai nostri giorni, avrebbe di buon grado accettato di capire come stavano effettivamente le cose e sarebbe stato  il primo a potenziare gli studi per una maggiore conoscenza razionale delle cose del mondo.
La Chiesa si dimostra "Povera" di spirito. Forse sono più ricchi loro:

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