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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

lunedì, marzo 26, 2012

Chiacchierata sulle crociate



Io sono agnostico e, come tale, mi accorgo che spesso questo termine viene frainteso. L’agnostico non è un ateo, ma un instancabile ricercatore della verità. In tutti noi esiste una certo grado di religiosità, che può andare dalla semplice ammirazione della natura, all’angoscia che ci genera l’osservazione dell’Universo infinito, il tutto pervaso dall’incapacità di dare un senso logico alla nostra esistenza, al viaggio misterioso che s’inizia con la nostra nascita e non si sa dove e quando possa finire. Per sedare la sua angoscia e le sue paure, l’uomo ha creato le religioni e spesso un Dio fatto a sua immagine e somiglianza ( e non viceversa). La religione ( da non confondersi con la religiosità) è certamente un bene perché dà un senso alla vita e la riempie di una speranza di riscatto per tutte le pene e le ingiustizie sofferte sulla terra, ma quando la si istituzionalizza facendola diventare una sorta di corporazione, una potenza economica e sociale, essa perde di vista il fine ultimo per cui fu creata e si scredita di quella sacralità che dovrebbe porla al di sopra degli interessi terreni. E’ quello che è avvenuto soprattutto nell’ambito delle tre grandi religioni monoteiste che da sempre si scontrano anche cruentamente rivendicando ognuna per sé, il proprio potere egemone. Così nascono le guerre di religione che hanno insanguinato l’Europa e il mondo intero nei secoli trascorsi, così nacquero le tristemente famose crociate caldeggiate fortemente dalla Chiesa cattolica del tempo, ma che nascondevano al loro interno anche altre matrici meno ideologiche:

1) la paura che l’islamismo e i suoi califfi scendessero ad occupare l’Europa cristiana;

2) la volontà della Chiesa Cattolica di meglio figurare rispetto a quella ortodossa, prendendosi tutto il merito di aver liberato i luoghi santi;

3) Gli ambiziosi progetti delle repubbliche marinare Pisa, Amalfi, Genova, Venezia, che ambivano a dominare anche i mari orientali distruggendo l’egemonia musulmana.

Per questo Urbano ebbe buon gioco quando, ancora prima d’indire il concilio di Clermont, predicò la crociata da tutti i pulpiti dell’Italia e della Francia ma, nei suoi progetti, certamente mancava l’effetto secondario di queste spedizioni e cioè le conseguenze culturali che tali missioni avrebbero comportato. L’occidente scoprì infatti di essere “ignorante”. L’uomo medioevale credeva alle tenebre eterne, alla costola di Adamo, al mistero divino, ma ignorava del tutto la matematica, la geometria, la medicina, la filosofia se non quella di stampo prettamente clericale. Se ne sarebbe accorto il grande Federico II , che, forse conscio di tale verità, avrebbe a lungo tentato di distrarre la Chiesa dal suo pervicace proposito di guerra santa. Ma se ne accorsero anche i crociati conquistati dal lusso e dalle agiatezze del “vicino oriente” che, contrariamente alle credenze occidentali, era molto più evoluto e civile della stessa Europa. Se ne accorsero fin dal 733 quando Carlo Martello  sconfisse gli islamici a Poitiers, e i nostri combattenti  attinsero molto alla cultura orientale anche se, per farlo, dovettero ricorrere all’aiuto degli ebrei, gli unici in grado di tradurre le opere islamiche. Bernardo da Chiaravalle, l’inventore del termine “malicidio” per giustificare le carneficine dei crociati, stigmatizza molto bene l’oscurantismo e l’ottusità medioevale soprattutto se pensiamo alla sua eterna polemica con Abelardo, una sorta di Voltaire ante litteram, che aveva attinto il suo “razionalismo” dal suo maestro Roscelin, anch’egli prete, ma il primo forse che mise in dubbio il mistero della trinità. Ancora oggi siamo lontani dal ritrovare nelle alte sfere delle Chiese quell’entusiasmo che invece aleggia intorno ai semplici credenti, che si accostano alle cerimonie religiose e ai loro sacramenti col l’ingenuità ed il candore che ritroviamo anche in questi giorni che precedono la Pasqua, festa di pace, fratellanza e serenità

2 commenti:

  1. Un'ampia trattazione con forti accenti personali. Quello che posso affermare è che esiste un qualcosa che trascende le singole religioni per sconfinare nella religiosità (anche se preferisco parlare di dimensione spirituale).

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  2. E' stato dimostrato che la religiosità è nei nostri geni e si può definire come la costante ricerca del trascendente per mezzo della ragione come fanno i Deisti. Le singole religioni sono invece immanenti, create dall'uomo e sono spesso tipiche dei Teisti che si affidano ad assiomi indimostrabili e a Verità rivelate come nelle tre grandi religioni abramitiche. Grazie per avermi letto e commentato.

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