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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, aprile 01, 2012

Il cielo (tratto in parte dal mio saggio “ Lettere a un’amica”)



L’atmosfera terrestre non è così semplice come potremmo pensare e non sarà male, ai fini di una corretta conoscenza del pianeta che ci ospita, capire come esso si sia preservato dagli “insulti” cosmici contornandosi da questo mantello protettivo che chiamiamo semplicemente atmosfera senza pensare alla complessità della sua natura, diversa a seconda degli strati che la compongono.

Più vicina a noi c’è la

TROPOSFERA che è spessa da un minimo di 8 Km ad un massimo di 17 km all’equatore. In essa si verificano tutti i fenomeni atmosferici che conosciamo e la sua temperatura varia a seconda dell’altitudine variando dai 15°C a livello del mare fino a -60°C negli strati più alti della tropopausa. Inoltre essa è costituita per il 78% circa di azoto ed il 21% di ossigeno mentre vi troviamo percentuali molto minori di elio, xeno, cripto, neon, idrogeno, metano ecc. E’ in questo strato che si verifica il pericoloso effetto serra che surriscalda il pianeta. Infatti l’eccessiva produzione di anidride carbonica che noi produciamo, ispessisce lo strato di gas che non consente più ai raggi infrarossi, prodottosi col riscaldamento del suolo terrestre, di abbandonare il nostro pianeta nella percentuale naturale e ciò comporta un innaturale aumento della temperatura come tutti ormai sappiamo. Mi spiego meglio: i raggi infrarossi hanno una lunghezza d’onda superiore a 750 nanometri e questa caratteristica, che acquistano riscaldandosi sulla terra, impedisce loro di attraversare la cappa dei gas che prima, al loro arrivo, avevano perforato avendo una lunghezza d’onda minore.

Al di sopra della troposfera c’è la

STRATOSFERA molto importante perché ricca di ozono, il gas che assorbe la maggior parte dei pericolosissimi raggi ultravioletti che danneggiano sia noi uomini dando luogo ai tumori della pelle, sia gli animali e le stesse piante. Questo strato si estende per circa 60-70 km e si sta assottigliando paurosamente nella zona artica dando luogo a quel pericoloso fenomeno del buco d’ozono dovuto in gran parte alla produzione di freon (CFC- cloro-fluoro carburi-) usati nell’industria freddo e nelle schiume d’imballaggio anche se finalmente se ne sta limitando l’uso per fortuna.

In questo strato assistiamo al fenomeno dell’inversione termica. Infatti mentre la troposfera viene riscaldata dalla terra e quindi si raffredda mentre si allontana da essa, nella stratosfera l’ozono, captando i raggi ultravioletti, si riscalda attraverso quest’altra fonte e risale fino a 0°C dai -60°C della tropopausa. Subito dopo incontriamo la



MESOSFERA fra i 50 e gli 80 Km di quota dove regna la calma assoluta non essendoci più né nubi, né venti né altri fenomeni atmosferici ma invece il fenomeno delle scie luminose dei piccoli meteoriti che bruciano per fortuna prima di raggiungere la terra e che la fantasia popolare vuole siano in grado di esaudire i nostri desideri. E salendo ancora più in alto troviamo la

IONOSFERA cosi detta perché contiene gas fortemente ionizzati essendo essi esposti direttamente alla luce solare che “strappa” gli elettroni agli atomi ionizzandoli ed elevando la temperatura di questo strato fino a 1700°C . E’ in questo strato che si verificano le aurore boreali mentre, allontanandoci ancora dalla terra, troviamo la

ESOSFERA che racchiude il tutto in un involucro costituito principalmente da elio ed idrogeno, particelle del vento solare catturate dal magnetismo terrestre.

Certo, visto così, il cielo perde molto della sua misteriosa essenza che nell’immaginario collettivo, dovrebbe essere la dimora di Dio, degli angeli e dei santi, ma spesso la fredda ragione viene occultata da credenze mistiche e forse è meglio che sia così.

Io uso più l’emisfero della ragione che quello della fede, ma tutti hanno bisogno di credere i qualcosa ed io non faccio certo eccezione. Anzi un bisogno imperioso di Dio pervade sempre la mia mente ma, per quanto mi sforzi di identificarmi con una delle tante dottrine che esistono nelle diverse culture, non riesco a trovarne una che soddisfi il mio altrettanto impellente bisogno di salvaguardare la mia razionalità.

Il bisogno di religiosità è dentro di me come se fosse legato al mio patrimonio genetico e sono convinto che nessun uomo, per quanto ateo e materialista possa definirsi, sia completamente esente da questo anelito di spiritualità, da questa speranza di immortalità e di riscatto in una vita ultraterrena, di tutte le sofferenze patite in questo faticoso viaggio così bene descritto dal celeberrimo “Canto notturno” del Leopardi.

Ma quand’è che l’uomo ha cominciato ad avere coscienza di sé? Quando è successo che l’uomo ha superato il semplice istinto di sopravvivenza cominciando a credere in qualcosa di soprannaturale?

Nella grotta di Skhul, in Palestina, è stato trovato lo scheletro di un uomo vissuto all’incirca 90.000 anni fa, che può considerarsi una delle prime sepolture dell’umanità. L’evento non è da sottovalutarsi perché prelude a quella religiosità, a quella speranza d’immortalità che è tipica dell’uomo. Se vogliamo aprire la nostra mente alla conoscenza, non possiamo prescindere dallo studio dell’evoluzione umana e da quelle leggi scaturite dalla ragione umana e che, se ben interpretate, favoriscono, non allontanano il bisogno di Dio. Ma naturalmente parlo del Dio dei Deisti non di quello abramitico dei Teisti.

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