Informazioni personali

La mia foto
Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

lunedì, luglio 09, 2012

Italia



L’Italia è una e unita da sempre . Ci sono differenze di costume tra Nord e Sud? Ebbene anche tra il mio paesino e quello che si trova ad appena un chilometro di distanza esistono differenze anche nel dialetto, ma non per questo mi sento diverso da loro. Ho riascoltato ultimamente con molta attenzione le parole del nostro inno nazionale e ho capito che non sono solo retorica ma una dimostrazione di come anche 150 anni fa l’Italia faceva riferimento alle sue origini più remote che hanno radici precedenti alla nascita di Cristo. Il Risorgimento, se inteso come liberazione dei popoli stranieri va esaltato, se caricato di retorica che nasconda l’invasione sabauda e la guerra civile che ne scaturì, va condannato e s’impone un solerte revisionismo storico. Ma l’Italia unita preesisteva al risorgimento, come si evince ascoltando attentamente il nostro inno nazionale. Ve lo ripropongo:



Fratelli d'Italia,

l'Italia s'è desta,

dell'elmo di Scipio

s'è cinta la testa.

Dov'è la Vittoria?

Le porga la chioma,

che schiava di Roma

Iddio la creò.


Questo riferimento all’elmo di Scipione ci fa capire come si senta l’Italia unita fin dal 202 a.c. quando Scipione l’africano, generale romano, sconfisse a Zama il cartaginese Annibale e c’è un’esortazione a riprendere le gloriose armi perché la Vittoria porga ancora la chioma a Roma . La Vittoria cioè, diventando schiava di una Roma vincitrice, dovrà porgere ad essa i suoi capelli perché vengano recisi come si usava fare con le schiave .

Stringiamci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò.

Stringiamci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò, sì!


Questo stringiamoci a coorte significa restiamo uniti nel nostro ideale di combattere per la libertà, uniti come nelle antiche coorti romane (queste coorti erano le parti che costituivano le legioni dell’ antico esercito).


Noi fummo da secoli

calpesti, derisi,

perché non siam popoli,

perché siam divisi.

Raccolgaci un'unica

bandiera, una speme:

di fonderci insieme

già l'ora suonò.

Stringiamoci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò, sì!


Qui il testo è più chiaro e c’è solo da notare come i termini siano tipici del tempo in cui furono scritti : raccolgaci sta per ci raccolga, speme per speranza, fonderci per unirci in uno Stato unico.

Uniamoci, uniamoci,

l'unione e l'amore

rivelano ai popoli

le vie del Signore.

Giuriamo far libero

il suolo natio:

uniti, per Dio,

chi vincer ci può?

Stringiamoci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò, sì!


Anche questa volta il testo è chiarissimo anche se ci sono polemiche su quel “Per Dio” che alcuni interpretano come un’imprecazione, altri come un francesismo che significherebbe con l’aiuto di Dio.


Dall'Alpe a Sicilia,

Dovunque è Legnano;

Ogn'uom di Ferruccio

Ha il core e la mano;

I bimbi d'Italia

Si chiaman Balilla;

Il suon d'ogni squilla

I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò, sì!


Dovunque è Legnano: ogni città italiana è Legnano: si riferisce alla battaglia di Legnano quando, nel 1176, i comuni lombardi sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa

Ferruccio: ogni uomo è come Francesco Ferrucci, questa volta il riferimento è all'uomo che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V.

Balilla: così chiamavano il bambino che con il lancio di una pietra, nel 1746, diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi

Vespri: è il famoso episodio del 1282 passato alla Storia col nome di “Vespri siciliani” quando i siciliani si ribellarono agli invasori francesi.

Son giunchi che piegano

Le spade vendute;

Già l'Aquila d'Austria

Le penne ha perdute.

Il sangue d'Italia

E il sangue Polacco

Bevé col Cosacco,

Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte,

siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,

l'Italia chiamò, sì!


Le spade vendute è un modo di indicare i soldati mercenari che si piegheranno come giunchi agli italiani mentre il simbolo austriaco, l’Aquila, sta perdendo le penne.

Poi l’inno ci ricorda che l’Austria alleatasi con la Russia (il Cosacco), bevve il sangue italiano e quello polacco(la Polonia invasa da Austria e Russia) ma quel sangue avvelenerà il cuore degli oppressori
.Ed ora cantiamolo insieme davanti ad una bandiera tricolore.



Nessun commento:

Posta un commento