Informazioni personali

La mia foto
Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, settembre 30, 2012

Il Relativismo



Mai come in questo periodo la Chiesa cattolica ha dichiarato guerra al “relativismo” difendendo a spada tratta, l’esistenza di Verità assolute, quelle cioè professate soprattutto dalle religioni cosiddette abramitiche o monoteiste, che hanno in comune la pretesa di essere depositarie dell’Unica Verità che si vorrebbe sia stata rivelata da Dio. Si potrebbe subito chiedersi perché Dio avrebbe dovuto manifestarsi come tale nella Bibbia e come Allah nel Corano, ma il punto saliente di questo accanimento verso il libero pensiero è che tale atteggiamento assolutista e prodomico di ogni fondamentalismo, conduce alla guerra, alle lotte di religioni, al terrorismo mondiale. Mi potreste elencare una qualsiasi strage voluta dal pensiero agnostico? Avete invece lontanamente idea di quanti milioni di individui siano stati sterminati nel nome di Dio? Se ve ne facessi un elenco completo, vi stanchereste a leggerlo, ma chi volesse documentarsi potrà andare su questo sito pubblicato da Uaar (unione atei e agnostici razionalisti):

http://youknow.altervista.org/upload/Il_Libro_Nero_Della_Chiesa_Cattolica-_Vaticano.pdf

Lotta al relativismo significa impedire la conoscenza, disconoscere il ruolo importantissimo della ragione, indispensabile per evoluzione gnoseologica dell’Umanità. Fin dal VI sec a.c. , per limitare l’indagine al nostro occidente, l’uomo greco cominciò ad indagare sui fenomeni naturali, liberandosi dal fascino del mito, per aprire la strada all’indagine scientifica. La storia della filosofia occidentale c’insegna che nei grandi pensatori del passato albergava una sete di conoscenza, un bisogno di ricerca che, pur fra enormi contraddizioni, ci fece evolvere e crescere culturalmente. Fu proprio la Chiesa ad arrestare, per tutta la durata del medioevo, l’evolversi di tale faticoso cammino, che avrebbe ripreso la sua marcia soltanto nel secolo dei lumi, quando l’uomo riscoprì il piacere della ricerca e dell’evoluzione. Così alla sofistica greca, allo scetticismo, al platonismo, all’aristotelismo, insomma a tutta quella pletora di fini pensatori dell’era precristiana, si aggiunsero molte altre posizioni relativistiche come il criticismo, l’empirismo, il pragmatismo, per non parlare delle posizioni estreme di Nietzsche per il quale “non esistono fatti ma soltanto interpretazioni”

Altre concezioni relativistiche sono sorte in tempi più recenti come il decostruttivismo o il post-strutturalismo, per citarne solo alcune, tutte accomunate dalla convinzione che una verità assoluta non esiste o, se esiste, non è conoscibile nella sua interezza, ma solo relativamente ai recettori sensoriali di cui l’uomo dispone. Anche la biologia ci aiuta a capire la limitatezza delle nostre percezioni sensoriali, così diverse da quelle delle altre specie viventi sul pianeta, tanto da poter parlare di “universi paralleli” perché quelle specie che vedono l’ultravioletto o l’infrarosso o captano gli ultrasuoni, avranno una visione della realtà che le circonda del tutto diversa da quella degli umani. E le riflessioni di Popper, il filosofo della scienza, ci portano a ritenere che una società democratica, libera e aperta, debba essere legata al relativismo inteso come rifiuto della pretesa di alcune dottrine, di essere in possesso di Verità assolute, quelle che inevitabilmente portano all’autoritarismo e alla dittatura. Neanche la Scienza può dirsi certa delle sue verità dovendo, per definizione, essere falsificabile oltre che verificabile sperimentalmente. Ecco cosa ci dice Popper: “tutta la conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione. Tuttavia, noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l'eliminazione di errori [...]. La scienza è fallibile perché la scienza è umana.”

Citando poi Marcello Pera potremmo con lui convenire :

“che le libertà civili e politiche, lungi dall'essere fondate sulla relatività delle nostre conoscenze, debbano ricondursi alla dignità intrinseca della persona umana, che permane quale che sia la verità o non verità delle idee e delle convinzioni di ciascuno e che assicura a tutti il diritto di far valere tali idee e convinzioni in ambito sociale e politico”

Insomma il relativismo è rispetto degli altri, rispetto delle altrui culture, rispetto che si rende indispensabile soprattutto oggi in un mondo globalizzato che, per sopravvivere deve cercare di capire le ragioni degli altri, in un’osmosi costruttiva e pacifica di convincimenti atavici che non caratterizzano una società ristretta, ma la condizionano e ne frenano lo sviluppo e la sua corsa verso la Conoscenza. Dino Licci

1 commento:

  1. Una mia carissima amica mi ha gentilmente contestato questo scritto su facebook. Poi il commento e la mai replica sono inspiegabilmente spariti, per cui riporto qui la mia risposta ad evitare che altri amici fraintendano il mio scritto:
    Mia carissima amica,
    ho riletto più volte la tua articolata lettera credendo di averla male interpretata, ma mi accorgo con stupore di non aver saputo esprimere appieno il mio pensiero. Mi adopererò nel difficile compito di sintetizzarlo ancora in queste brevi righe non potendoti obbligare a leggere il mio saggio che tratta più compiutamente di questo problema o di entrare nel mio blog dove più volte, nel corso degli ultimi anni, esamino questo tema a me caro. Dove hai letto che per me scienza e fede siano inconciliabili? Certo lo sono quando ci si arrocca in posizioni assiomatiche che per sopravvivere devono bocciare il progresso e l’evoluzione, ma non è certo il mio caso di instancabile ricercatore della verità, quella verità che i grandi pensatori greci chiamavano Aletheia (ἀλήθεια) o Epistème ( επιστήμη ) ritenendola così maestosamente grande e illuminante da porla in alto, come si evince dall’etimo greco, molto più in alto di qualsiasi credo oggi a me noto. Ma altra cosa della cieca fede in un qualsiasi credo prefabbricato e dogmatico, è il sentimento di religiosità che alberga in tutti noi. Esso è così forte che si ritiene ormai che esista proprio il gene della religiosità e lo studio della biologia, cui ho dedicato tutta la mia vita, mi ha insegnato che niente esiste per caso in natura, ma che anche il sentimento di religiosità deve esistere per uno scopo ben preciso. Oggi so anche che molto probabilmente esso risiede nel nostro emisfero destro che è quello dell’astrazione, della fantasia, dell’arte, ma il fatto stesso che esso comunichi attraverso il corpo calloso con l’emisfero sinistro che è quello del calcolo, della ragione, della logica, m’impedirebbe comunque di ritenere fede e ragione isolati in compartimenti stagno. Tutto sta a saper delineare con onestà intellettuale i limiti che sono insiti nei due campi. La Scienza lo fa per definizione essendo (e cito per questo Popper), suscettibile di falsificazione altrimenti non sarebbe scienza. Hai citato Marx: Bene, quella di Marx non è scienza ma un’ideologia del tutto e per tutto simile ad una religione e da me contestata nella stessa identica misura. Il marxismo, poi degenerato nel leninismo, è la trasposizione materialistica dell’ideologia hegeliana . Per Hegel infatti, in polemica con Kant, la ragione non è semplicemente una capacità della mente, non è pura astrazione, ma un principio metafisico che regola le leggi del mondo. Insomma per l’idealista tedesco la storia del mondo persegue un suo fine ultimo che non può essere caotico ma regolato appunto dalla razionalità (l’Assoluto). Se all’Assoluto, cioè a questo apparente misticismo, sostituiamo la Storia reale, l’idealismo hegeliano si trasformerà d’incanto nel materialismo di Marx, il Materialismo dialettico appunto, attraverso il quale la filosofia diventa impegno sociale. Io dissento profondamente anche da questa visione materialistica della vita essendo animato da profondo senso di religiosità che tu forse non hai colto neanche nei miei quadri e nelle mie poesie che partono proprio da un immenso bisogno di Dio. Ma il mio Dio è quello dei deisti, il Dio delle nuvole, delle stelle, delle galassie e della perfezione del creato, non certo quello dei teisti ingabbiato in puerili credenze e infarcito da crudeltà infinite. Mi fermo qui non volendoti turbare ulteriormente e promettendoti che, nel tuo bel sito, da oggi in poi “posterò” solo foto, quadri o amenità di altro genere che non offendano il vostro sentimento religioso. Non era questa la mia intenzione. Anzi ho creduto erroneamente di poterlo elevare al di sopra delle parti, in un relativismo appunto che abbracci davvero tutta l’umanità senza distinzioni di fede, etnia o colore perché, ribadisco, nessuno può dirsi depositario di verità assolute.

    RispondiElimina