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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, dicembre 28, 2012

La religione greca



                    Dino Licci-Apollo-Giove-Aurora-Ipnos.-Notte-acrilico su tela 120X80


Tutto si può dire tratte che gli antichi greci mancassero di fantasia e la loro cosmogonia non ha niente da invidiare a quella biblica.  Varie sono le leggende in proposito, ma tutte riportano alla paura di Urano prima e Crono poi di essere detronizzati dai loro figli. Urano li uccideva o ne impediva la nascita, Crono li mangiava (la nostra eucaristia ne ricorda vagamente le modalità), mentre il cielo e la terra erano naturalmente visti come nel nostro credo, cioè contrapposti con pari dignità laddove s’ignorava la grandezza dell’Universo e l’insignificante ruolo della terra negli spazi e nei mondi infiniti. Scegliamo, tra le tante versioni, quella che mi sembra più poetica sulla nascita del mondo: Urano che alcune leggende vogliono prima figlio di Gea, in altre versioni è visto  come il suo sposo (il cielo) che soffocava la terra rimanendo così avvinghiato ad essa, da impedire che i suoi figli vedessero la luce. Questa era infatti la sorte toccata ai Giganti ed ai Ciclopi. Ma l’ultimo figlio di Gea, Crono, udite le lamentele della madre, si munì di un falcetto con cui taglio i genitali di Urano quand’egli cercò di giacere con lei.
Un urlo spaventoso percorse la terra intera mentre le gocce di sangue cadute da Urano ferito generarono le Erinni, i Giganti e le Ninfe e, nel mare, la dea Afrodite. Ma soprattutto si trasformarono in muschi, erbe e licheni e poi ancora in fiori, alberi e piante d’ogni colore e le sue lacrime dettero origine ai mari e fiumi e laghi d’ogni dimensione e furono i pesci e molteplici animali, mentre al sua voce, trasportata dal vento, regalava le idee ed i sogni e fantastiche chimere e fantasie e illusioni.

Così Crono cominciò a regnare al posto di Urano ma, avendo saputo che sarebbe stato ucciso da uno dei suoi figli, cominciò a divorarli mano a mano che nascevano. Perciò sua moglie Rea, con l’aiuto di Gea, riuscì a sostituire il figlio Zeus con una pietra e proprio quest’ultimo diventò il capo degli dei dopo essere stato allevato in gran segreto dalle ninfe e nutrito dal latte della capra Amaltea. Sconfitto Crono, Zeus riuscì a fargli rigurgitare gli altri figli per mezzo di un emetico fornitogli dalla moglie, l’oceanide Meti e regnò dall’alto dell’Olimpo insieme con gli altri dei fra cui ricordiamo: Apollo, il dio della luce, Ares, il dio della guerra, Poseidone, il dio del mare, Ermes, il messaggero degli dei, Dioniso, il dio del piacere, Efesto, il signore del fuoco e poi Atena, la dea della saggezza, Afrodite, la dea dell’amore, Artemide, la dea della caccia e Demetra, la dea delle messi. Come si vede, il politeismo greco concepiva gli dei come figure umane tendenti alla perfezione. Essi erano potentissimi senza essere onnipotenti, immortali e dotati di un carattere psicologico individuale e rappresentavano la proiezione divina dell’intera gamma delle situazioni e passioni e sentimenti dell’umanità. La religione greca non si basava su alcuna rivelazione sacra, non esisteva una Chiesa con poteri universali e non esisteva un clero ufficiale. La religione greca non era statica ma dinamica e duttile essendo priva di dogmi ed aperta a qualsiasi contributo che i poeti e gli artisti vi volessero apportare nonché alle discussioni ed argomentazioni varie di filosofi ed uomini di cultura.



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