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sabato, dicembre 29, 2012

LE RELIGIONI PRECOLOMBIANE

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Una piramide maya


Per quanto le piramidi dell’antico Egitto ricordino le maestose costruzioni del popolo Maya, è difficile cogliere similitudini e collegamenti tra due civiltà che si svilupparono per millenni indipendentemente l’una dall’altra. Le religioni del centro America prima dell’arrivo delle armate spagnole, erano tanto semplici quanto sanguinarie e crudeli. Le forze della natura non erano viste in senso benevolo, ma come un coacervo di divinità ostili che bisognava sedare col sangue di sacrifici umani.

Spesso erano i prigionieri di guerra ad essere sacrificati ma non mancavano i sacrifici di fanciulli innocenti che servivano a sedare le ire di Tezcatlipoca, il dio del vento o di Hiutzilopochtli, il dio della guerra. Il sole poi, per vivere, doveva nutrirsi di sangue umano e spesso veniva raffigurato con i raggi simili a fameliche lingue che si protendevano verso le ferite delle povere vittime.

In particolare la religione degli Inca era quella delle popolazioni che occupavano gran parte dell’America latina di lingua Keciua riunite in un grande impero formatosi dall’assoggettamento delle altre popolazioni limitrofe e che aveva per capitale Cuzco, considerata l’ombelico del mondo. Si venerava il sole perché il fondatore della dinastia, Manco Capac, aveva ricevuto, nei pressi del lago Titicaca, proprio dal Sole a lui rivelatosi come dio (Inti), l’incarico di diffondere la religione. Assieme al dio Sole si veneravano il dio del vento, del fulmine, del lampo o del tuono, fatto che conferiva alla religione incaica uno stampo di tipo animistico se non fosse per il fatto che si credeva ad una vita ultraterrena per cui i corpi venivano mummificati (come in Egitto) perché dopo la morte avrebbero rivestito spoglie terrene. Lo spagnolo Francisco Pizarro nel 1532 , dopo aver catturato l’ultimo dio sovrano Atahualpa, pose fine a quest’impero.

Se consideriamo come i Maya pensavano fosse stato modellato il primo uomo, non possiamo non fare un parallelismo con la creazione di Adamo anche perché inizialmente la loro fede era monoteista:

Una pallina d’acqua e mais modellata da dio,il supremo creatore Hunalu Ku” Così i Maya pensavano fosse nato l’uomo e questo spiega perché il mais fosse considerato un alimento sacro.

Inizialmente la loro religione non era molto cruenta ma, quando al supremo creatore furono affiancati dei minori come il dio del firmamento, quello della saggezza, quello della morte contornato da nove inferi ed il dio Sole, alle offerte di fiori e frutta, furono aggiunti sacrifici prima animali (soprattutto tacchini e cani ) e, ad ultimo, sacrifici umani che si svolgevano nel cuore della città dove sorgevano templi forse proprio per questo scopo.

I Maya costruivano le piramidi ma pare con uno scopo diverso da quello egiziano perché erano monumenti sorti come aneliti di elevarsi fino cielo e la piramide di Teotihuacan è alta ben 75 metri. Come tutto nel mondo, anche le religioni si evolvono più o meno lentamente ed anche la primitiva e semplice religiosità dei Maya, si andò complicando con l’avvento della classe sacerdotale di tipo piramidale. Al vertice c’erano i sacerdoti d’alto rango ( ah kin ) con capo l’ahaucan (il principe dei serpenti) e questi erano preposti all’osservazione degli astri, alla scrittura, alla medicina ed all’architettura.
I sacerdoti di rango inferiore presiedevano invece ai sacrifici umani ed ai riti atti a propiziarsi la benevolenza degli dei. Fra questi ultimi, degno di nota il gioco della palla che simboleggiava i movimenti del dio Sole e degli astri e che era praticato dai giovani appartenenti alla caste più privilegiate.

Con l’avvento degli Aztechi, i riti religiosi diventarono ancora più cruenti, ma essere sacrificati agli dei diventava quasi un onore ed un privilegio. Si arrivava a scorticare vive le vittime per far più piacere al dio e spesso venivano scelti i bambini per il semplice motivo che soffrivano e si lamentavano molto di più.

Quando i conquistatori spagnoli incontrarono gli Aztechi , l’ultimo imperatore Montezuma incontrò Hernan Cortes, che lui credeva essere il dio Quetzacoatl, lo onorò con i fiori del suo giardino, accettò persino il battesimo ed ordinò che cessassero tutti i sacrifici umani, sostituendo le immagine dei sanguinari dei aztechi, con icone cristiane. Ma durante una cerimonia indigena ed in assenza di Cortes, il comandante Pedro de Alvaro decise di uccidere tutti i personaggi più in vista della gerarchia azteca durante quello che fu chiamato “Il massacro del grande tempio”. Il popolo si sollevò in rivolta, Montezuma fu fatto prigioniero, ma cercò comunque di calmare la folla inferocita, che invece lo uccise lapidandolo e credendolo un traditore. Questo l’inizio della fine di un popolo di guerrieri e della loro religione.



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