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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

domenica, dicembre 16, 2012

Vivaldi: i sonetti delle "Quattro stagioni"

Lo sapevate che le quattro stagioni di Vivaldi si rifanno a dei sonetti che descrivono appieno i cambiamnti stagioali e le conseguenti azioni di uomini e animali? Provare a leggere e poi riascolatre la meravigliossa musica barocca:

ESTATE

“Sotto dura Staggion dal Sole accesa

Langue l’ huom, langue ‘l gregge, ed arde il Pino;

Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa

Canta la Tortorella e ‘l gardelino.

Zeffiro dolce Spira, mà contesa

Muove Borea improviso al Suo vicino;

E piange il Pastorel, perche sospesa

Teme fiera borasca, e ‘l suo destino;”

Adagio e piano - Presto e forte

“Toglie alle membra lasse il Suo riposo

Il timore de’ Lampi, e tuoni fieri

E de mosche, e mossoni il Stuol furioso!”

Presto

“Ah che pur troppo i Suo timor Son veri

Tuona e fulmina il Ciel e grandioso

Tronca il capo alle Spiche e a’ grani alteri.”

AUTUNNO

“Celebra il Vilanel con balli e Canti

Del felice raccolto il bel piacere

E del liquor de Bacco accesi tanti

Finiscono col Sonno il lor godere”

Adagio molto

“Fà ch’ ogn’ uno tralasci e balli e canti

L’ aria che temperata dà piacere,

E la Staggion ch’ invita tanti e tanti

D’ un dolcissimo Sonno al bel godere.”

Allegro

“I cacciator alla nov’ alba à caccia

Con corni, Schioppi, e canni escono fuore

Fugge la belua, e Seguono la traccia;

Già Sbigottita, e lassa al gran rumore

De’ Schioppi e canni, ferita minaccia

Languida di fuggir, mà oppressa muore.”


INVERNO

“Aggiacciato tremar trà neri algenti

Al Severo Spirar d’ orrido Vento,

Correr battendo i piedi ogni momento;

E pel Soverchio gel batter i denti;”

Largo

“Passar al foco i di quieti e contenti

Mentre la pioggia fuor bagna ben cento”

Allegro

“Caminar Sopra ‘l giaccio, e à passo lento

Per timor di cader gersene intenti;

Gir forte Sdruzziolar, cader à terra

Di nuove ir Sopra ‘l giaccio e correr forte

Sin ch’ il giaccio si rompe, e si disserra;

Sentir uscir dalle ferrate porte

Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra

Quest’ é ‘l verno, mà tal, che gioja apporte.”

PRIMAVERA

“Giunt’ è la Primavera e festosetti

La Salutan gl’ Augei con lieto canto,

E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti

Con dolce mormorio Scorrono intanto:

Vengon’ coprendo l’ aer di nero amanto

E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti

Indi tacendo questi, gl’ Augelletti;

Tornan’ di nuovo al lor canoro incanto:”

Largo

“E quindi sul fiorito ameno prato

Al caro mormorio di fronde e piante

Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.”

Allegro

“Di pastoral Zampogna al suon festante

Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato

Di primavera all’ apparir brillante.”





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