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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

martedì, gennaio 01, 2013

IL CRISTIANESIMO




                                                   Dino Licci -Cristo-acrilico su tela 50X70


Come ci dice la stessa parola, il cristianesimo ruota intorno alla figura di Cristo, il Messia, l’unto del signore, il figlio stesso di Dio, Gesù di Nazareth, l’inviato del Signore che i Giudei ancora aspettano e che per i Cristiani invece rappresenta il cardine stesso della loro religione. Dio che parlava attraverso i profeti, ora comunica con gli uomini per mezzo di suo figlio sulla cui natura, se umana o divina, ci furono grandi scontri nei concili ecumenici del passato. Il mondo laico registra forti perplessità sulla stessa esistenza storica di Cristo che lo studioso Luigi Cascioli identifica invece con un certo Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo della casata degli Asmodei.

Una lunga quanto inutile e recente vicenda giudiziaria ha ruotato per anni intorno ad una denuncia che il Cascioli avrebbe sporta nei riguardi di don Enrico Righi per i reati di “abuso della credulità popolare e sostituzione di persona” ma non è certo questo il luogo per entrare nei meandri di una così complessa vicenda.

 Dino Licci-Elena e Costantino- acrilico su tavola 30X40

Ciò che invece è interessante, è capire che Gesù sarebbe stato inviato non per abolire ma per completare la legge mosaica elaborando concetti già presenti nell’ebraismo dal quale viene, per così dire, partorito il cristianesimo arricchendo il vecchio Testamento con il Nuovo che racchiude in sé:



I Vangeli;

Gli atti degli Apostoli;

Le epistole di San Paolo;

Le epistole cattoliche e

L’Apocalisse.



E’ nota a tutti la storia di Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, che da Nazareth raggiunsero Betlemme per farsi censire durante l’impero di Cesare Augusto, la predicazione evangelica, il tradimento di Giuda, la passione e morte di Cristo sotto Tiberio, la sua resurrezione, l’attività di proselitismo degli apostoli, la persecuzione cui i primi cristiani furono sottoposti e finalmente l’editto di Milano di Costantino e, nel 380, quello di Tessalonica (Teodosio), che promosse la religione cristiana al rango di religione di Stato.


                                                            Dino Licci- Costantino –acrilico su tavola 30X40

Inutile anche ricordare san Pietro, san Giovanni e soprattutto della grandiosa opera di proselitismo effettuata da san Paolo che “aprì” ai gentili, cioè ai pagani, aumentando enormemente il numero dei suoi proseliti. Fu forse a questo numero che si devono ascrivere le decisioni di Costantino e Teodosio, numero che crebbe enormemente quando Carlo Magno, nella notte di Natale dell’800, fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero ad opera di Leone III, che così permeò di un’indiscussa cristianità, lo strapotere imperiale. Ancor più La Chiesa aumentò il suo immenso potere quando la stirpe dei Carolingi incappò in qualche difficoltà dinastica, l’impero cominciò a perdere la sua compattezza con la ricomparsa degli Stati nazionali quali la Francia, la Germania, l’Italia ed il papa Giovanni VIII, incoronando imperatore Carlo il Calvo, ottenne in cambio la rinuncia dei diritti imperiali su Roma. Ma mentre da una parte il potere imperiale limitava quello della Chiesa, dall’altra ne impediva il deterioramento cui invece la Chiesa andò incontro proprio in questo periodo quando i papi cominciarono ad essere eletti non già da un conclave di cardinali, ma da giochi di palazzo e di potere. A Roma spadroneggiavano potenti e ricche famiglie non più controllate dalla forza imperiale. I Crescenzi da Spoleto ed i Tuscolo dalla Toscana si palleggiavano il potere mentre i papi toccavano il fondo dell’amoralità sprofondando nella corruzione e vivendo nel lusso più sfrenato che si possa immaginare.

I depositari delle leggi mosaiche, i cultori dell’etica e della morale, si circondavano di servitori e concubine, allestivano pranzi luculliani e festini d’ogni genere e la mattina, dopo aver celebrato la messa, montavano a cavallo per andare a caccia seguiti da uno stuolo di cani e cortigiani.

Per farsi un’idea di quali fossero i tempi, basterà pensare a un episodio che seppur non veritiero, pure generò confusione persino nel novero e nel nome dei papi che furono ben 33 fra l’873 ed il 1003 tra antipapi e laici nominati appunto dalle potenti famiglie romane. L’episodio, passato alla storia, pare che trasse origine in un periodo posteriore a quello narrato e negli ambienti di Federico II,


                               Dino Licci-Federico II-acrilico su tavola 30X80


 quando lo ”stupor mundi” entrò, com’è noto, in conflitto con la Chiesa di Roma. Esso riguarda l’ascesa sul soglio pontificio di una donna: la papessa Giovanna. Era costei inizialmente, una ragazza adottata da un chierico vagante e come un chierico appunto fatta vivere, con vestimenta ed educazioni maschili forse per sfuggire agli stupri cui le donne andavano incontro durante le lunghe peregrinazioni. Comunque sia, la ragazza si fece strada negli ambienti ecclesiastici fino al punto di diventare papa col nome di Giovanni VIII, da non confondersi con il suo omonimo testé ricordato. Ma durante una processione pasquale, forse un Venerdì santo, il cavallo che trasportava l’incauta donna che evidentemente non conosceva l’uso degli anticoncenzionali, s’imbizzarrì e, per lo spavento, la papessa partorì per strada, svelando il suo segreto e pagando con la lapidazione la sua truffa. Il racconto doveva risultare convincente se anche Guglielmo d’Occam ci cascò. Si narra ancora che, a seguito dell’episodio, per non incappare mai più in simili imposture, fu realizzata una sedia gestatoria, la sedia col buco appunto, attraverso cui il più giovane dei cardinali, quando veniva nominato un nuovo papa, infilava castamente la mano a verificare con scrupolosa palpazione, l’esistenza degli attributi maschili rassicurando quindi gli astanti con la magica formula : “testiculos habet” o semplicemente “habet” per non incorrere in ulteriori errori d’identità.

Più certo naturalmente e storicamente accettabile, il ritorno ad una sovranità della Chiesa per l’elezione del pontefice, che tornò ad essere eletto da un conclave di cardinali.
A questo si arrivò per merito soprattutto di Ildebrando di Soana (papa Gregorio VII) che cominciò quella “lotta per le investiture” che gli vide contrapposto Enrico IV e che si concluse con il Concordato di Worms stipulato tra Enrico V e Callisto II nel 1121.

Intorno alla cristianità sorsero nei secoli, istituti vari che in un profano come me generano enorme confusione. Ho sprecato una notte intera cercando di orientarmi tra i tanti acronimi che caratterizzano gli ordini (i monastici, canonici, chierici, mendicanti) e le congregazioni clericali o laicali, ma ho contato decine e decine di sigle tra le quali non riesco ad orientarmi. Ho solo capito quale grande importanza rivestì il monachesimo soprattutto tra il XII e XIII secolo nell’emancipazione e sottrazione della Chiesa dal potere imperiale. San Basilio in oriente e San Benedetto in occidente, sono figure esiziali di questa importante evoluzione.

Tra gli ordini cavallereschi, sorti soprattutto nel periodo delle crociate, vanno invece almeno ricordati i Templari, gli Ospedalieri, i Teutonici con particolare riguardo ai Templari se non altro per le torture atroci cui furono sottoposti ed alle quali non si sottrasse neanche il loro capo Jacques de Molay. Infatti intorno al 1307 il re di Francia Filippo il bello, probabilmente per impossessarsi dell’enorme tesoro dei Templari, che tra l’altro erano degli ottimi banchieri, li accusò di eresia, sodomia, idolatria e, con la complicità più o meno volontaria di Clemente V, ne ordinò praticamente lo sterminio.

Ma prima ancora che questi avvenimenti si verificassero, la cristianità aveva subito una grande scissione che ancora divide la Chiesa in due grandi ramificazioni: gli ortodossi in Oriente, i cattolici in occidente. Le cause reali e politiche di questa importante divisione, vanno ricercate in avvenimenti storici complessi e controversi ed io non ho certo il peso di uno storico per poterne sapientemente riassumere gli eventi. Posso solo accennare, forte delle attente letture da semplice appassionato di molti testi storici, ad alcune peculiari differenze che già da secoli esistevano tra le due diverse Chiese, mentre invito chi volesse approfondire, a consultare qualche testo specializzato in modo da orientarti in un groviglio di situazioni e nomi che vanno da Fozio a Niccolò I, da Ignazio a Basilio I, da Cerulario a Leone IX e così via.






                                                   Dino Licci -Cavalieri medioevali -acrilico su tavola-25X35




Prima che il Grande Scisma separasse nel 1054 ufficialmente la Chiesa bizantina da quella latina, già c’erano screzi ed incomprensioni tra le due Chiese, diverse perfino nella lingua parlata, avendo gli orientali dimenticato il latino e gli occidentali mai imparato il greco che si parlava in oriente. I preti d’occidente dovevano osservare il celibato e non si ornavano il volto con la barba al contrario degli orientali, il battesimo si praticava in occidente per aspersione, in oriente per immersione, in periodo pasquale gli occidentali potevano mangiare formaggi, cosa che faceva inorridire gli orientali ed altre cosucce del genere che fanno sorridere un laico come me. Molto più seriamente considero invece il lato teologico vero e proprio che fu preso a pretesto della divisione e che mette in enorme risalto le differenze sostanziali tra una mente votata alla scienza ed una votata alla fede. Mi riferisco al mistero della trinità che già di per sé credo metta a dura prova anche il più osservante dei credenti se venga analizzato con l’ausilio della ragione. Ora col primo concilio di Nicea del 325 si era deciso che lo Spirito Santo procede dal padre attraverso il figlio (ex patre procedit) ma col concilio di Toledo del 589 gli occidentali proclamarono che Lo Spirito santo procede dal padre e dal figlio (ex patre filioque procedit). I teologi orientali consideravano questa un’eresia che contrastava addirittura con l’essenza stessa del monoteismo.
Questa polemica meramente teologica fu presa a pretesto della grande scissione che però aveva risvolti molto più concreti nel tentativo di predominio del patriarca sul papa e viceversa. In oriente il patriarca subiva le decisioni dell’imperatore, ne era in pratica il cappellano mentre in occidente il papa si sentiva la massima potenza universale e l’incoronazione di Carlo Magno che ricevette la corona imperiale dal papa, sta a significare la sottomissione dell’impero alla Chiesa. Interessante citare in proposito il “benedetto imbroglio” una grossolana menzogna secondo la quale Costantino avrebbe donato l’Italia intera al papa Silvestro I perché questi lo avrebbe guarito dalla lebbra. L’umanista Lorenzo Valla cercò di dimostrare le falsità dei fatti con l’opuscolo “De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio” scritto nel 1440 ma pubblicato e solo in ambiente protestante solo nel 1517 perché la Chiesa cattolica difese e forse difende ancora l’originalità del documento.


                                  Dino Licci-Trinità- acrilico su tela 80X120


Interessante, oltremodo interessante poi rilevare che verità che molti credono rivelate dall’alto, siano invece scaturite da concili spesso vivacizzati da scontri più o meno “cruenti” e comunque da discussioni complesse tra i partecipanti. Per esempio il concilio che eleva la madonna a Madre di Dio è quello di Efeso, ma ecco l’elenco completo dei concili che arrivano fino ai nostri giorni:



• Nicea I (325)

• Costantinopoli I (381)

• Efeso (431)

• Calcedonia (451)

• Costantinopoili II (553)

• Costantinopoli III (680-681)

• Nicea II (787)

• Costantinopoi IV (869-870)

• Laterano I (1123)

• Laterano II (1139)

• Laterano III (1179)

• Laterano IV (1215)

• Lione I e II ( 1245-1274)

• Vienne ( 1311-1312)

• Costanza (1414-1418)

• Basilea Ferrara (1431-1437)

• Laterano V (1512.1517)

• Trento (1545-1563)

• Vaticano (1869-1870)

• Vaticano II (1962-1965)



Prima di addentrarci nei meandri delle varie fedi che si diramano dal cristianesimo, sarà bene stigmatizzare i cardini della dottrina cui esse fanno riferimento e pertanto dobbiamo accettare come fondamentale la figura di Gesù Cristo. Egli è considerato dai cristiani come il figlio stesso di Dio che muore in croce e risorge per la salvezza dell’uomo, che a sua volta diventa figlio di Dio nel momento in cui riceve il battesimo. Dio si rivela in forma trina come Padre, Figlio e Spirito santo il che prelude ad uno dei tanti misteri della fede cristiana. Ma accanto a queste che io considero astrusità, i concetti espressi dalla predicazione di Cristo costituiscono quella parte buona della Chiesa che poi sono il perno su cui si fonda l’etica della nostra società. Se io infatti boccio la curia romana e l’ordinamento plutocratico, verticistico, maschilista e fideistico che la caratterizza, non posso non apprezzare l’insegnamento di Cristo quand’Egli predica la carità, l’eguaglianza, la solidarietà, l’amore per il prossimo, la condanna della schiavitù e, nota dolente, la mortificazione della carne.



Quest’ultimo concetto, in aperto contrasto con la filosofia epicurea che io apprezzo molto, è aberrante rispetto alla stessa natura dell’uomo, che deve poter soddisfare i suoi bisogni senza la paura del peccato. Se un’azione, qualsiasi essa sia, non produce danno di alcun genere al prossimo, non vedo perché debba essere vietata, ma questo è un altro discorso, molto attuale se pensiamo che ancor oggi , per l’ennesima volta, la Chiesa, per voce di papa Benedetto XVI, boccia l’uso del preservativo per la profilassi delle malattie veneree. Altri punti cardini della dottrina sono, dopo il battesimo, l’Eucarestia che richiama le parole pronunciate dal Signore nell’ultima cena: “mangiate, questo è il mio corpo, bevete, questo è il mio sangue.” Dalla presenza reale del corpo di Cristo nell’Ostia consacrata si discosteranno anche i protestanti che vedono, molto più realisticamente in essa un simbolo della presenza di Cristo. C’è poi il mistero della reincarnazione dopo la morte ed il Giudizio Universale che io credo sarebbe meglio limitarsi ad identificare con la grande opera pittorica di Michelangelo. L’immortalità dell’anima era già sostenuta da Platone e Pitagora pensava che essa trasmigrasse, col fenomeno della metempsicosi, da un essere ad un altro. I cristiani pensano invece che la carne, il corpo risorgerà non si capisce in quale stadio della vita terrena per poter finalmente bearsi della Visione di Dio. Mah. Non voglio commentare siffatta evenienza se neanche il sommo poeta Dante ha saputo suscitare molto interesse in proposito nella stesura del suo Paradiso.

Comunque questi precetti che inizialmente venivano tramandati oralmente (pensiamo ai vangeli apocrifi), ora sono condensati in testi che furono scritti tra il 40 ed il 100 d.c. e sono:



• il vangelo di Marco scritto per i pagani di occidente;

• il vangelo di Matteo scritto per gli Ebrei;

• il vangelo di Luca scritto per i pagani d’oriente;

• il vangelo di Giovanni scritto in greco ed in maniera più accurata.



L’ordinamento gerarchico della Chiesa prevede essenzialmente Il Papa circondato dai Cardinali che sovrastano le diocesi rette da un Vescovo che, con l’aiuto dei diaconi, istruisce e guida i sacerdoti, pastori dell’anima.











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