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mercoledì, gennaio 02, 2013

IL PROTESTANTESIMO

Martin Lutero



Sarebbe veramente troppo complesso compendiare in queste poche pagine gli avvenimenti storici che indussero alla riforma protestante. Mi limiterò a tratteggiare le motivazioni profonde che spinsero Lutero a ribellarsi contro una Chiesa sempre più preoccupata del suo potere temporale e pronta a concedere indulgenze in cambio di cospicue somme di denaro. Era questa una pratica cominciata nell’XI secolo e protrattasi fino ai nostri giorni. In cambio di lasciti, donazioni, offerte, il penitente vedeva ridotte le sue pene ultraterrene e si vedeva proiettato verso la beatitudine eterna. Io da laico, quando assisto allo spettacolo di vecchiette che si privano di quel poco che hanno, per offrire denaro al prete di campagna perché dica una “messa” in suffragio di un parente defunto, mi sento ribollire dentro, come pure m’indigno profondamente ad ascoltare il papa predicare la povertà e condannare la vacuità della ricchezza, dall’alto di un trono tempestato di gemme. Ma anche questo è un altro discorso sul quale voglio pietosamente indulgere. Lutero però non fu altrettanto tollerante, vuoi perché le somme enormi elargite alla Chiesa non seguivano solo il percorso delle indulgenze ma anche quello delle prestigiose nomine ecclesiastiche, vuoi perché il suo animo di fervido credente, era veramente preoccupato delle sorti della sua anima che, secondo lui, non potevano essere barattate alla stregua di un bene terreno.

Così, quando Leone X, per poter costruire la basilica di San Pietro, concesse nel 1617 il titolo di arcivescovo di Magonza al principe Alberto di Brandeburgo in cambio di enormi somme di denaro, Lutero si ribellò. Infatti Leone X autorizzò il neoeletto arcivescovo a bandire una grandiosa vendita di indulgenze, il cui ricavato sarebbe stato equamente diviso tra il principe e la Chiesa, in aperto contrasto con la visione luterana sulla salvezza delle anime. Lutero contrastò le decisioni papali con ben 95 tesi e, per quanto il potentissimo imperatore Carlo V si schierasse col papa, egli continuò la sua battaglia ingenerando in tutta Europa un susseguirsi di guerre di religione che finalmente trovarono una tregua con la pace di Augusta nel 1547.

Molto difficile comunque sposare le tesi del grande riformista. La sua visione escatologia e filosofica delle sorti dell’umanità, ancorché frutto di una profonda introspezione, pure diverge profondamente da una visione razionale ed analitica della realtà. Basti pensare che Lutero nega il libero arbitrio, vede l’uomo incapace di scegliere le vie del bene o del male, soggiogato com’è dal potere divino o satanico senza che altro possa fare, se non rifugiasi nella fede e sperare nella salvezza che gli derivi dall’infinita bontà di Dio. Ecco perché osteggiava tanto le indulgenze. Perché né le indulgenze, né le reliquie, né le opere buone, né qualsiasi altra attività umana, avrebbero potuto interferire con quanto dall’alto si era già deciso, dovendosi l’uomo limitare a leggere ed interpretare i testi sacri affidandosi completamente a Dio secondo un itinerario riassumibile in: SOLA GRATIA, SOLA FIDES, SOLA SCRIPTURA. Questa dottrina comporta quindi una libertà d’interpretazione dei testi sacri senza alcuna intercessione della Chiesa, che perde il suo carattere sacro d’istituzione universale di origine divina, per essere declassata ad un’ istituzione prettamente umana di carattere pratico ed immanente. Ciò in accordo con la teologia di Guglielmo d’Ockham, che negava ogni tratto d’unione tra ragione e fede, tra umano e divino, tra immanenza e trascendenza.

Ma la ribellione di Lutero era solo l’inizio di un movimento riformista che in breve percorse tutta l’Europa.

In Svizzera sorsero comunità di Anabattisti che asserivano che bisognasse accostarsi al battesimo solo in età adulta e quindi consapevoli della propria scelta;

Sempre in Svizzera ma con grandi diramazioni in Francia, Inghilterra e Paesi bassi, si affermò il Calvinismo che prese il nome dal suo fondatore: l’umanista francese Giovanni Calvino.

Con esso la bontà del Dio luterano si trasforma in intransigenza e l’uomo si realizzerà soltanto nel lavoro, che diventa il mezzo per vivere pienamente e consapevolmente l’operato di Dio. Calvino crede nella predestinazione dalla quale non ci si salva neanche con le preghiere, per cui l’unica possibilità di salvezza è appartenere al novero dei predestinati. Questa visione religiosa che ci ricorda il patto di Dio con gli ebrei, lungi dal relegare l’uomo ad un’accettazione passiva del suo destino, lo porterà a credere di far parte del popolo eletto, per cui s’impegnerà profondamente nel proprio lavoro, che sarà considerato come fine a se stesso e compiutamente appagante. La Chiesa organizzata viene considerata una truffa perché la vera Chiesa è la comunità dei credenti, anzi dei predestinati alla Grazia divina e sarà invisibile perché non è dato sapere quanti e chi siano gli eletti. Storicamente il calvinismo ha introdotto comportamenti tali da favorire in un certo senso lo sviluppo del capitalismo rimuovendo, per esempio, la credenza che produrre ricchezza sia peccato purché la si reinvesta nel lavoro produttivo.

Il calvinismo predica inoltre l’eliminazione di tutto ciò che è umano dal processo salvifico, il che comporta anche la distruzione delle immagini sacre che violerebbero il secondo comandamento. Di questo ben se ne accorse soprattutto la Francia che si vide distrutte, in nome dell’iconoclastia e dell’intransigenza mistica, molte delle sue più belle opere d’arte.

La riforma protestante partorì ancora le idee di Zwingli,cappellano militare delle truppe svizzere e fervente ammiratore del pacifismo di Erasmo di Rotterdam. Egli denunciò le pratiche del clero cattolico che, a suo avviso, si discostavano di molto dai semplici insegnamenti della Chiesa d’origine per cui criticò il culto delle immagini (iconodulia), osteggiò la venerazione delle reliquie ed il celibato dei preti, mentre negava totalmente il sacramento dell’ eucarestia.

Nella riforma protestante e soprattutto nel calvinismo, confluì in questo periodo La CHIESA VALDESE pur avendo essa origini remote nelle predicazioni medioevali di Pietro Valdo che operò nel secolo XII . I valdesi escludevano dal culto, la Madonna ed i Santi, ammettevano nell’eucarestia la presenza di Dio solo come puro spirito, leggevano brani della Bibbia commentandoli adeguatamente, ma per questi motivi furono dichiarati eretici e perseguitati atrocemente (famose le Pasque piemontesi del 1655) per cui furono costretti a ritirarsi nelle alpi aostane. Oggi una legge italiana (la 449) ne garantisce l’autonomia.

Altre diramazione del protestantesimo riguardano:
i Metodisti, diffusi soprattutto in USA che danno più importanza alla preghiera interiore rinunciando così alle immagini sacre ed altri simboli religiosi;

i Battisti che attribuiscono grande importanza al battesimo cui ci si avvicina da adulti;

gli Avventisti che aspettano una seconda venuta di Gesù e disdegnano la politica;

i Pentecostali che ritengono di guarire i mali fisici con la preghiera e di saper parlare lingue che non conoscono;

i Quaccheri che trovano nella luce interiore i fondamenti della fede;

i Mormoni che vagano nelle città del Nord America alla ricerca di una nuova Gerusalemme. Fanatici impenitenti sono noti anche per il loro antischiavismo e la pratica della poligamia;

i Testimoni di Geova che vagano per le nostre case profetizzando l’apocalisse , negando la Trinità ed ipotizzando che nella lotta tra il bene ed il male si salveranno solo i buoni, cioè i loro stessi adepti.



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