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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

giovedì, ottobre 31, 2013

Dino Licci: Badisco di notte (località Tagliate) acrilico su tela 50x70



lunedì, ottobre 14, 2013

Fantasie quantiche



Il comandante Max procedeva tranquillamente  alla guida del suo aereo da trasporto. Ancora qualche ora e sarebbe stato a casa, nel tepore della sua casa accogliente, fra le braccia della bella moglie che certamente lo aspettava con ansia. Qualche nuvoletta bianca affiancava il suo cammino. Sotto di lui la distesa sterminata dell’oceano di un azzurro intenso che inebriava la sua mente, donandole un’incredibile serenità..
“Max, Maxxxxxxxxxx,”Il grido improvviso ed acutissimo partiva dalla gola concitata del suo secondo che gli indicava, stravolto nel viso, gli strumenti impazziti. Non una turbolenza, non una scossa, solo gli strumenti  dalla girobussola all’altimetro,  dal virosbandometro all’anemometro, dal variometro all’orizzonte artificiale, tutto sembrava  girare senza senso,  mentre l’oceano sotto i loro occhi  si apriva miracolosamente mostrando  un aeroporto dove l’aereo, incurante dei comandi  che Max tentava d’impartire, placidamente e silenziosamente atterrò.
“Il triangolo, il triangolo delle Bermude, il triangolo del diavolo” fece in tempo a gridargli Ale, il suo secondo, mentre  la sua figura andava   assottigliandosi sempre  più come un’ombra  e  come  un’ ombra lentamente svanì. Max si trovò da solo in un corridoio senza fine dove archi si succedevano ad archi e lui sembrava inseguire se stesso mentre determinato, a pugni chiusi, camminava sorretto dalla forza di volontà che ore ed ore di addestramento gli avevano rafforzato, cercando di raccapezzarsi in quella situazione così singolare. Ma vedeva la sua figura assottigliarsi  ed alleggerirsi sempre di più, mentre altri Max, simili a lui, perfetti in tutti i dettagli, lo precedevano e lo seguivano  come  in un gioco di specchi d’immagini riflesse. Ma non erano immagini: era proprio lui  che vedeva se stesso muoversi, precederlo, seguirlo, svanire e ricomparire in un crescendo di confusione estrema. All’inizio era lucido, determinato, deciso, poi cominciò a vacillare, mentre cercava di capire quale dei tanti Max fosse proprio lui e quando stava per crollare, quando le forze della sua potente psiche stavano per cedere allo sconforto, si sentì trascinato verso i suoi sosia, fondersi con essi, riunirsi, ricongiungersi  ad essi mentre riprendeva il suo peso normale e tornava ad essere una sola persona con il suo peso e con le sue capacità sensoriali. Si trovò un’ultima porta di fronte. Cautamente la spinse, armato del coraggio della disperazione ed uno spettacolo incredibile si offrì ai suoi occhi increduli.  Era in un elegantissimo salotto  dalle poltrone color porpora dove Ale sedeva contornato da una decina di cardinali, stravolto in viso ma lucido ed attento a quanto i prelati gli andavano spiegando. Le pareti erano ornate da affreschi michelangioleschi molto simili a quelli che adornavano i Musei Vaticani.. Max riconobbe qualche personaggio della cappella Sistina e sempre più sbalordito si accasciò su una poltrona vellutata attendendo spiegazioni.
“Gloria in excelsis Deo. Et in terra pax hominibus bonæ voluntatis” sentiva in lontananza declamare e poi un coro di voci rispondere: “Laudamus te. Benedicimus te. Adoramus te. Glorificamus te. Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. “Sono finito in Vaticano?” pensò, “ma com’è possibile?”
Come  intuendo i suoi pensieri, un cardinale gli si avvicinò chiedendogli se volesse qualcosa da bere per rinfrancarsi dal viaggio e dallo spavento e,  prevenendo la sua domanda, gli disse: “ Lei è passato attraverso un piccolissimo buco nero che, per fortuna del pianeta terra, è talmente piccolo da estendere la sua azione solo nel “triangolo delle Bermude” e solo in particolari condizioni. E poi non è così profondo da impedire che se ne esca, come ha potuto  vedere. Insomma è una singolarità di cui ancora nessuno conosce le leggi. Lei ora si trova in un universo parallelo a quello da cui proviene e, per arrivare qui, ha dovuto attraversare il “quantum  traforo” dove tutto è probabilistico e dove esistono ben 11 dimensioni. Per questo la sua persona sembrava essersi moltiplicata. Nell’Universo quantistico niente è certo e qualsiasi evento è regolato dalla casualità, non dalla causalità. Nel mondo quantistico niente si trova esattamente in un posto e tutto può succedere. Dipende  solo dal calcolo delle probabilità.”
Il comandante Max  cominciava a realizzare qualcosa, soprattutto cominciava  a capire come mai tanti aerei e tante navi fossero scomparsi inghiottiti per sempre nel triangolo della morte. Intuì che nei buchi neri  le leggi fisiche della nostra dimensione non funzionano, ma gli eventi sono retti dalla meccanica quantistica, soprattutto dal principio d’indeterminazione di Heisenberg per cui niente è prevedibile e gli effetti non sono consequenziali alle cause che li dovrebbero generare. Ma non sapeva perché si trovava in Vaticano. Questo proprio gli sfuggiva e ne chiese riverente spiegazione al suo illustre ospite. Il cardinale tossicchiò, si sistemò l’elegantissimo abito e quindi rispose:  “Questo non è il Vaticano ma  solo una   sua copia, o meglio il Vaticano stesso ma visto da un’altra dimensione. Quando i primi “naufraghi” raggiunsero questa dimensione e cominciarono a divenire numerosi, si chiesero dove andare a condurre la loro vita parallela. Dopo molte discussioni, calcoli ed argomentazioni, scelsero di vivere nello Stato più piccolo ma anche più potente del mondo, al riparo delle leggi internazionali, nella segretezza assoluta che il potere del Papa impone.”
Il cardinale finì di parlare e discretamente si allontanò pregando Max ed Ale di  servirsi pure del cibo e delle vivande messe a loro disposizione e stendersi a riposare su quei lussuosi divani. Dopo, solo dopo, sarebbero stai istruiti sul loro stato di ospiti-prigionieri.
Max ed Ale si guardarono disperati ed i loro occhi esprimevano tutta l’angoscia ma anche la meraviglia  di quanto stavano vivendo.  Prigionieri di un’altra dimensione ? “ed ora come ne usciamo?” si chiesero  angosciati . Max cercò disperatamente di ricordare tutto quanto sapeva sugli universi paralleli. Conosceva le formule matematiche, sapeva delle geodetiche, della curvatura spazio temporale ed era abituato a considerare il tempo come la quarta dimensione proprio perché sapeva che un aereo  in movimento, per essere localizzato, necessita della dimensione tempo oltre alla latitudine, longitudine ed altimetria. Ma di Universi paralleli  aveva solo sentito parlare vagamente. Ale invece era incuriosito dal posto in cui si trovavano. Ospiti del Vaticano, il Vaticano ed i suoi segreti: il banco ambrosiano, lo IOR, Marcinkus, il rapimento di Manuela Orlandi, il suicidio di Estermann, tutto racchiuso in quelle mura dove potevano tranquillamente girare. “Come mai ci lasciano liberi di andare dove vogliamo?” Chiese Ale. “Perché siamo in un’altra dimensione evidentemente” gli rispose Max “perché probabilmente da qui non  usciremo mai più”. “Eppure il cardinale ha detto che il buco nero in  questione lascia una possibilità d’uscita” gli rispose Ale  guardando il suo comandante come se questi potesse trovare una soluzione  immediata. Ma Max era assorto completamente nei sui pensieri: cercava freneticamente di ricordare una frase di un grande  fisico, forse Daniel Bohn  o  Stephen Hawking , comunque un grande. La sua mente sembrava scoppiare mentre tentava disperatamente di ricordare. Ale stava per dire qualcosa riguardo ad un gruppo di cardinali che sembravano confabulare più lontano. “Lascia perdere i misteri vaticani” gli disse “quelli non li risolverà mai nessuno.” E ricominciò a pensare. Ecco: La fisica quantistica descrive diversi livelli di realtà che vengono influenzati dal comportamento dell’osservatore. “Ale ascoltami” disse concitatamente al suo secondo “Essendo capitati in un buco nero, se ne troviamo l’ingresso, dato che esso deve obbedire alle leggi della quantistica, potremmo cercare d’influenzarne gli eventi,  aumentando così le probabilità favorevoli al rientro  nella nostra dimensione. E’ l’unica speranza che abbiamo, ma dobbiamo trovare il punto d’ingresso. Diamoci da fare”.
Si avvicinarono cautamente in una vicina cappella.
Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens. Domine Fili unigenite, Jesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis.”
Un gruppo di preti pregava riempiendo gli spazi di cantici d’amore. Cominciarono a cercare, disperatamente, freneticamente uno spazio, un buco, un pertugio che non poteva essere lontano perché non si erano mai allontanati dal  punto d’ingresso. Ale ebbe un’idea. S’infilò di soppiatto in un confessionale e sentì una scossa, come un vento caldo che gli percorse il corpo. “E’ qui, e’ qui”disse  rivolto a Max che stava arrampicandosi sopra un pulpito dorato.
“Et introibo ad altare dei”
 I preti erano vicinissimi. Ale tirò quasi con violenza Max nel confessionale ed insieme si concentrarono sull’idea del mare cercando d’influenzare gli eventi con la forza della psiche. S’immaginarono voli di gabbiani ed onde spumeggianti che li sommergevano  e rollavano. E così lentamente, dolcemente, incredibilmente il pensiero divenne realtà e si trovarono in mare, tra i flutti dell’oceano, mentre decine d’elicotteri della marina militare volteggiavano sopra di loro. Erano ore che li cercavano e  proprio quando stavano per perdere le speranze, li avvistarono come spuntare dal profondo del mare. Fu calata una corda .  I due naufraghi furono issati a bordo. E furono domande e domande. Forse il mistero delle Bermude, del triangolo maledetto, sarebbe stato finalmente svelato. Ma Ale e Max non ricordavano niente, assolutamente niente, mentre si chiedevano incuriositi, dove avessero potuto prendere quei fazzoletti rosso porpora con cui si  stavano asciugando la fronte.


martedì, ottobre 08, 2013

sabato, ottobre 05, 2013

Democrazia





Un giorno un angioletto impertinente
disse al Signore: non mi pare giusto
che sol gli umani possano parlare,
esprimere pareri, argomentare.

Ed il Signore disse : “ti accontento:
Ora faccio parlare tutti quanti
pure gli uccelli, i  pesci e i marsupiali….
 e  foglie e   vento e  nubi e tutti  i mari!”

Ciò detto, sorse intorno  un gran brusio:
il mondo cominciò a spettegolare,
una leonessa offesa dal marito

urlava le sue pene ed un maiale
intanto si sgolava a reclamare
un altro pasto caldo da ingozzare!

Una cicala offese una formica
dicendo ch’era avara e un po’ meschina.
Persino una gallina spelacchiata
pretese d’essere bella come fata!

Si litigava in terra, in cielo, in mare
ed un vulcano prese ad eruttare.
Il fuoco, offeso da quel gran vociare,
si mise a dire : “qui s’ha da bruciare

piante e animali per riconquistare
l’ormai perduta pace e riposare”.
L’acqua si risentì da tanto osare

e mandò  i mari volendolo fermare!
Ma il gran calore li fece evaporare
e fu la pioggia e poi  fu il temporale!

Fu a questo punto che si udì un gran tuono
che azzittì tutti presi da paura.
Ed il Signore disse a quel frastuono
Quanto è accaduto vi serva da lezione:

non posso dare tutto a tutti quanti
ed ogni bene si deve conquistare.
Che ognuno torni muto e silenzioso
perché mi voglio infine  rilassare!”





Presentazione al pubblico del mio saggio"Pillole di sapere-dal Big Bang alla ricerca di Dio-"







Presentazione al pubblico del mio saggio.

Pillole di sapere

Dal Big Bang alla ricerca di Dio


C’è una frase di Seneca, il famoso precettore di Nerone,  che compendia in un rigo le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questo mio breve saggio :





“Nullius boni sine socio iucunda possessio est”
Frase che, tradotta in italiano, suona così:
Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla.

Purtroppo in Italia si parla poco di  argomenti scientifici  e scoprire quello che si nasconde dietro tanti fenomeni naturali mi ha, negli ultimi decenni della mia vita, riempito di grande entusiasmo, lo stesso entusiasmo che vorrei trasmettervi con queste pillole di sapere che non hanno la pretesa d’insegnare, ma solo  di coinvolgervi, d’invogliarvi ad approfondire  i vari argomenti che, capitolo dopo capitolo, vi vado proponendo.



Dalla meccanica quantistica alla relatività,
dallo studio degli embrioni umani all’eutanasia,
dalla nascita dell’universo alla morte di una stella,
dal bosone di Higgs  alla gravitazione universale,

io ho cercato di raccontarvi, senza formule e semplificando al massimo concetti difficili, tutto ciò che mi ha appassionato in tanti anni di studio intenso e continuo.

ì
Una definizione biologica dell’uomo recita così:

 “L’uomo è l’animale che sa di dover morire”
intendendo con ciò che l’uomo è capace d’astrazione avendo sviluppato, nel corso dei milioni di anni, la corteccia e con essa la capacità di parola, (il centro di Broca ) e  poi la possibilità di crearsi organi accessori, dalla clava al computer  mediante  la modificazione della mano (il pollice opponibile) ma soprattutto  con la relativa area cerebrale  preposta a questa funzione.
E quando conquistò questo stato,  subito cominciò a guardarsi intorno incuriosito e cominciò a farsi quelle stesse domande che noi ancora oggi ci poniamo:
Chi sono? Da dove vengo, e dove vado?
 Allora non esisteva ancora l’inquinamento luminoso e di notte la volta celeste risplendeva di stelle, di tanti puntini luminosi a volte oscurati da terribili temporali che lo atterrivano e affascinavano. Il giorno veniva illuminato dal Sole e la notte dalla pallida Luna e non ci volle molto perché l’uomo primitivo scambiasse questi astri per dei..Così cominciarono ad adorarli a volte in forma così cruenta da farci inorridire. I Maia per esempio credevano che i raggi del Sole fossero   lingue fameliche assetate di sangue ed al Sole sacrificano giovani vite per sedare la sua fame o la sua presunta ira.

La comparsa dell’uomo sulla terra è relativamente recente dovendosi più o meno datare in 2.500.000  di anni fa laddove la comparsa della terra  delle forme primordiali di vita risale a circa 4,5 miliardi di anni e la nascita dell’Universo a 13,7 miliardi di anni fa!. Ma la sua evoluzione biologica e gnoseologica ha compiuto passi da gigante. Forse questo è dovuto alla sua naturale curiosità di soddisfare  quelle domande essenziali che ancora oggi ci affliggono e al suo guardare al cielo, alle stelle, alla sua paura della non conoscenza, o forse alla possibilità di trasmettere le sue conquiste alle nuove generazioni ora che aveva acquistato l’uso della parola e, più tardi della scrittura!


 Che l’uomo abbia da tempi immemorabili  cercato di capire le regole che governano il mondo, lo possiamo dedurre dagli antichi miti come quelli di  Prometeo che cercò di rubare il fuoco agli dei e che, per questo suo ardire, scontò una punizione esemplare.
Ma l’uomo, uscendo dal mito, continuò nelle sue affannose ricerche e qui, nel nostro occidente, a partire dal sesto secolo prima di Cristo ci fu un fermento di intelligenze che cominciarono razionalmente a chiedersi quale fosse la verità sulla propria natura e sulla natura dell’Universo che tutti ci contiene:


I primi grandi pensatori, i presocratici, cercavano gli “archè”, i principi vitali  che giustificassero l’essenza stessa delle cose (ilozoismo). E se Talete identificò nell’acqua l’incorruttibile materia che genera il mondo, Anassimene  pensava che essa andasse ricercata nell’aria e Anassimandro la identificò con “l’apeiron”, l’infinito indefinito da cui tutto proviene. Parmenide coniò la filosofia dell’Essere statico e immutabile mentre Eraclito vedeva nel movimento e nell’eterno divenire (Panta rei) l’essenza primaria delle cose. Il primo grande unificatore di queste contrapposte teorie fu il grande Platone che al divenire del mondo sensibile contrappose  l’iperuranio, il mondo delle idee, dove l’uomo tenderebbe e dove ci sarebbe  lo “stampo” primigenio ed immutabile di ogni apparenza terrena.  Aristotele razionalizzò ancor più queste impervie ricerche, analizzando “scientificamente” i fenomeni osservabili e identificando nel primo motore (Dio) il propulsore di una catena altrimenti infinita di causa-effetto (se ogni effetto ha una sua causa, il processo durerebbe all’infinito senza una causa prima). Ai filosofi si affiancavano i  primi matematici (Pitagora, Euclide, lo stesso Talete) e i primi astronomi e scienziati ( Archimede, Eulero, Eudosso, Aristarco, Ipparco, Tolomeo).  Gli atomisti  del calibro di Democrito  o Leucippo descrissero l’infinitamente piccolo avvicinandosi tanto alla realtà che soltanto la modernissima meccanica quantistica ne ha parzialmente smontato l’apparato, mentre l’epicureismo, lo stoicismo, il neoplatonismo, cercavano teorie che aiutassero l’uomo a lenire le sue sofferenze.
Il bisogno di Dio aleggiava sempre nel pensiero dell’uomo le scoperte scientifiche come pure le  credenze religiose si condizionavano reciprocamente!


A quei tempi  era opinione comune che l’Universo fosse sempre esistito,

ma  già con gli Stoici si cominciò a parlare  in infinite creazioni e distruzioni che si sarebbero replicate  sempre allo stesso modo.

Anche la Rivelazione ebraica, il Cristianesimo e il Giudaismo credevano al creazionismo :

Origene sposò la tesi degli Stoici ma senza accettare la replicazione continua degli stessi eventi;
mentre Agostino  negando che  lo spazio e il tempo  esistessero prima della creazione, entrò di prepotenza nel novero dei maggiore filosofi di tutti i tempi.

Già da tempo si osservavano i cieli formulando varie teorie intorno i movimenti della terra . Aristarco (310 a.c.)  aveva già capito che era la terra a girare intorno al Sole, ma ebbe più  fortuna la tesi di Tolomeo (367 a.c.) con la sua teoria degli epicicli, che vedeva la terra al centro del sistema solare..

Dovettero passare molto secoli prima che  Copernico mettesse a punto  la sua teoria eliocentrica dando la stura alle molte ricerche scientifiche da parte di  Keplero prima, di Galileo e Newton poi. Stava nascendo  la Scienza moderna nonostante che  l’inquisizione  tentasse di frenare ogni conquista bollandola come eresia!

Giordano Bruno come pure il nostro  Cesare Vanini pagarono con la vita le loro “Eresie” e furono arsi ed anzi il Vanini fu anche mutilato della lingua e strozzato prima di essere dato alle fiamme!


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Passarono i secoli, la visione meccanicistica del mondo si affermò sempre di più fino a far credere che tutti gli avvenimenti potessero essere predeterminati, ma con l’inizio del XX secolo due nuove teorie avrebbero spento l’entusiasmo positivista:la meccanica quantistica di Plank e le relatività di Einstein.
Si scoprì insomma che le leggi meccanicistiche scoperte da Newton non erano più valide per l’infinitamente piccolo o per l’infinitamente grande e questo gettò nello sconcerto il mondo della scienza e spense di colpo l’entusiasmo positivista.


Alcune conseguenze di queste nuove scoperte furono veramente sconcertanti e cambiarono completamente la nostra visione sulla nascita dell’Universo.


Ci stiamo avvicinando al momento cruciale in cui tutto ebbe inizio Stiamo per capire come tutto è avvenuto,
stiamo per capire cosa sia il Big Bang.
Questo termine fu coniato in modo ironico e dispregiativo da uno studioso inglese che insegnava a Cambridge, certo Hoyle che aveva formulato la teoria dello Stato Stazionario. Egli insomma credeva che l’Universo fosse statico e che fosse sempre esistito, ma oggi sappiamo,perché lo si è potuto ormai variamente sperimentare, che Hoyle aveva torto:

L’Universo ha avuto un inizio 13,7 miliardi di anni fa ed è tutt’altro che stazionario. Esso  si espande a grande velocità con un curioso meccanismo laddove le galassie si allontanano le une dalle altre  pur senza muoversi direttamente ma come se fosse lo spazio stesso a dilatarsi.(Palloncino)

Anche Einstein pensava, a torto,  che l’Universo fosse statico e ipotizzò l’esistenza di una forza misteriosa, la costante cosmologica che impediva agli astri di collassare secondo le leggi della gravità. Ma la sua teoria della relatività suggeriva proprio il contrario .

Il primo a formulare la teoria del BIG Bang o UOVO cosmico fu padre Le Lemaitre  che aveva tratto le sue conclusioni proprio studiando le formule di Einstein..
Fu  Hubble, con l’aiuto di potentissimi telescopi e l’analisi spettroscopica, a fornire le prove che l’Universo in effetti  si dilata espandendosi  in ogni direzione e da qualsiasi punto lo si osservi.  Egli, per calcolar la velocità d’espansione,  si basò sul metodo delle candele standard e cioè di alcune stelle di cui conosceva la luminosità, le Cefeidi per esempio, che pulsano con ritmi costanti.

Se l’Universo si dilata, ciò voleva  dire che prima era più piccolo e via via, andando indietro nel tempo, sempre più piccolo fino alle dimensioni sub microscopiche laddove la temperatura e la pressione dovevano essere altissime.

Hubble inoltre aveva scoperto la galassia  di Andromeda,cioè un altro mondo immenso fuori dalla nostra via Lattea che fino al 1920 si pensava comprendesse l’intero Universo.

Hubble in una sola notte   ci fece capire che l’Universo era immensamente più grande di quanto si pensasse a quei tempi!!!

Non una sola  galassia con 100-200 miliardi di stella ma 100 miliardi di galassie simili alla nostra che ruotano tutte insieme nell’Universo infinito

Ma quali prove si  avevano che si era intrapresa la strada giusta?

A questo punto entra in scena uno scienziato russo.

Gamov pensò che se l’Universo, andando indietro nel tempo diventava sempre più piccolo, allora la sua pressione e la sua temperatura dovevano essere enormemente più alte e quindi  ipotizzò una  Radiazione cosmica di fondo che non riuscì a trovare personalmente ma che fu  scoperta poi quasi per caso da  Penzias e Wilson, due scienziati insigniti del premio nobel nel 1978. La teoria dello stato stazionario veniva così abbandonata per sempre mentre tutti gli scienziati del mondo confermarono la teoria  del BIG BANG

Furono  però mosse Critiche alla teoria del big bang

Problemi sull’equilibrio termico dello spazio profondo e sui tempi delle formazioni delle galassie: L’Universo è troppo grande e non abbastanza vecchio perché la sua temperatura sia costante in tutti i suoi punti, si disse.
.

Così si formulò la teoria dell’Inflazione di Alan  Guth che prevede che l’Universo piccolissimo e incredibilmente caldo, si sia espanso ad una velocità molto superiore a quella della luce in che avrebbe consentito l’uniformità della temperatura-
Le quattro forze della natura erano fuse  insieme e l’espansione sarebbe avvenuta quando ancora le leggi di Einstein non potevano essere valide . Poi  la gravità si staccò dalle altre forze nei primi istanti di vita  liberando energia e consentendo l’inflazione di Guth. Sarebbe stato questo il momento in cui venne emessa la radiazione cosmica  di fondo  (380.000 anni).

Il WNIP, il satellite inviato dalla Nasa per avere conferma della teoria dell’inflazione  (2001)  ci fornì  nel 2003 un’immagine dell’Universo bambino (380.000 anni di età)- Tutto corrispondeva alle teorie proposte!!!  
Il Big bang non è più solo una teoria ma quasi una certezza verificata sperimentalmente.

 Vediamo ora come finirà:
Fra circa 5 miliardi di anni Il Sole starà esaurendo l’idrogeno di cui si “nutre”. Il Sole diventerà una  Gigante rossa: l’enorme nuvola di gas che lo compone sfuggirà all’attrazione del suo nucleo ed ingoierà prima Mercurio poi Venere e quindi la Terra.  Poi il nucleo si contrarrà  ancora di più ed il nostro astro  diventerà una nana bianca, per evolvere ancora in una nana nera  quando  tutto il suo calore residuo  si sarà disperso.
 Dopo qualche miliardo di anni spinto da una misteriosa Energia oscura,sulla cui natura ancora s’indaga,  l’Universo continuerà ad espandersi fino a dissolversi nel grande strappo  dove le molecole, i nuclei, gli stessi atomi si disgregheranno costituendo la FINE dell’Universo.

Molte stelle che oggi vediamo splendere nel cielo sono già estinte da anni:Dobbiamo pensare che la velocità della luce, per quanto grande, è pur sempre limitata e che occorrono a volte miliardi di anni per percorrere gli spazi infiniti dell’Universo.
 E dobbiamo pensare che le immagini del nostro presente saranno ancora captate tra miliardi di anni da mondi lontani.
Mi piace immaginare, fuori dai rigidi schemi della Scienza che, se disponessimo di una macchina più veloce della luce, potremmo raggiungere  i volti dei nostri genitori bambini vagare nello spazio  infinito. Questi pensieri mi affascinano e sconvolgono e , per vincere l’emozione  che me ne deriva a volte non mi resta che  rifugiarmi nella poesia:

La Luce

L’interruttore scatta,
una scintilla…
e la luce si perde all’improvviso
e sei nel buio
a domandarti


dove sta proiettando,
rubate agli occhi  tuoi,
le immagini e il tepore
che ora devi provare a ricordare.
E non sai come
e perchè
e dove
vagano per lo spazio con furore
volti che ritenevi tuoi,
cose d’amore,
che forse incontreranno altre scintille,
si fonderanno,
correranno insieme
tra mille stelle
o bruceranno al Sole!!!



Per sapere dove acquistarlo telefonare al 338 3996408

venerdì, ottobre 04, 2013

Presentazione saggio






Foto della serata in cui ho presentato il mio saggio "Pillole di sapere-dal Big Bang alla ricerca di Dio-" nell'atrio del liceo Capece di Maglie.Interventi del sindaco Dott.Antonio Fitto, dell'assessore Dott.Salvatore de Rubertis, del provveditore agli studi di Lecce, Brindisi e Bari ora in pensione dott.Fabio Scrimitore, della preside dott.ssa Gabriella Margiotta, del preside in pensione dott.Roberto Muci e del sottoscritto dott. Osvaldo(Dino)Licci.

mercoledì, ottobre 02, 2013

I carmina burana

I carmina burana , nonostante la musica tetra con cui li ha musicati Karl Orff, sono canti in lingua latina di carattere goliardico che spaziano dai canti bacchici alle canzoni erotiche, dal rifiuto della ricchezza alla condanna verso la Chiesa plutocratica che viene redarguita con versi sferzanti  e ingiuriosi come questi:

 Iam mors regnat in prelatis:
nolunt sanctum dare gratis,”

(La morte ormai regna sui prelati che non vogliono
amministrare i sacramenti senza ottenere ricompense)


o questi:

“Sunt latrones, non latores
legis Dei destructores 


(sono ladri e non apostoli,
e distruggono la legge del Signore )

Ascoltiamoli insieme

Il chiaro di luna di Beethoven




Uno dei regali più belli che si possa fare a un amico,  credo sia quello di introdurlo all’ascolto della musica classica. Ascoltare Chopin o Mozart o Bach,  non significa solo regalare alla mente momenti di estasi e inebriante poesia, ma anche aprire una finestra sul mondo della fantasia, a volte gioioso, a volte cupo, ma sempre pervaso da quella capacità astrattiva, che ci fa sentire uomini nella nostra essenza più vera e più vicina al concetto di Dio. Io non so niente di spartiti, né di rigide regole matematiche che regolano un pentagramma musicale,  ma capto il messaggio insito in quei brani che contengono, al loro interno, tutto il travaglio di una vita, la malinconica rassegnazione di non saper sciogliere l’enigma, l’estasi contemplativa della natura in tutto il suo sfolgorante splendore o  la struggente atmosfera di una notte di luna, quando ci rintaniamo in noi stessi  e godiamo serenamente  la nostra  rassegnata solitudine. Così Beethoven in quel capolavoro noto in tutto il mondo col nome di “Chiaro di luna”, ci trascina in un  idilliaco paesaggio notturno, quando tutto è silenzio, “quasi una fantasia” e ci accompagna,   con un suono melodioso ed altalenante di  vibrante  emozione,  in un’atmosfera meditativa di amara dolcezza, quasi un consiglio amichevole di accettare serenamente  il nostro umano percorso,  il nostro incerto,  nebuloso destino.

IL Bolero di Ravel


Tuffarsi nel “Bolero”di Ravel è come essere presi dal moto vorticoso di una trottola ruotante. Ci si tuffa dentro e non si riesce più a venirne fuori, presi dalle spire di un movimento ritmico, lento, estenuate, ripetitivo, nevrotico, coinvolgente. La musica non è come un  film le cui immagini colpiscono la tua retina che traduce nella corteccia le sensazioni  che l’autore vuole proporti. La musica lascia spazio alla tua personale interpretazione, alla tua fantasia, alla tua visione della vita carica dei più disparati interessi Così il Bolero di Ravel fu rappresentato con una sceneggiatura che vedeva una donna danzare sopra un tavolo contornata da uomini che sempre di più  si stringevano in cerchio  attorno a lei. Esiste una versione del Bolero più magica, quasi metafisica  in cui un demone s’impossessa di un gruppo di luridi avventori di una maleodorante bettola. Io conservo da qualche parte una versione moderna del Bolero, fra le centinaia di cassette che affollano la mia nastroteca. Diversa dalle altre ma molto eloquente, forse supera per  espressività le stesse intenzioni dell’autore: Un gruppo di persone, bambini, adulti, anziani, di ogni sesso e conformazione fisica, salgono delle scale  e, quando credi che siano arrivati, le scale continuano in un crescendo estenuante che ti schiaccia come oppresso dalla ripetitività di una scena senza fine e senza limiti. Uno, dieci, mille, un milione, un  miliardo azzarderei  dire, di gradini quasi a significare il cammino dell’umanità che crede sempre di vedere la fine del tunnel e,  proprio quando si sente fuori, ricomincia il lento, sfibrante, deprimente avanzare.  Quando Toscanini  all’Opéra di Parigi nel 1930 volle accelerare il ritmo del grande compositore francese, incappò nelle ire di Ravel che voleva evidentemente  dare proprio quel ritmo alla sua composizione forse contaminato dall’ influenza jazzistiche del suo amico consigliere Léo Vauchant al quale era legato da sincera amicizia. Onestamente non è un brano che ascolto spesso perché  la sua musica ossessiva mi fa  pensare,  per associazione di idee, a quegli scorpioni che si suicidano ruotando in cerchi sempre più stretti intorno a loro stessi,  fino ad avvelenarsi con la puntura del loro stesso pungiglione. Dino