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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

sabato, dicembre 28, 2013

Ultimi giorni dell'anno

 Dino Licci-Il pensatore (omaggio a Van Gogh) acrilico su tela 50x70




E’ tempo di ricordi,
bilanci e riflessioni!
Scorre così,
anno dopo anno,
il nostro lento andare.
Passioni,
dolori,
speranze,
 delusioni
si fondono insieme
come lacrime calde.
E rigano il tuo volto
non ancora rugoso
ma già segnato
indelebilmente
dal marchio della Vita.


martedì, dicembre 24, 2013

Alan Turing e l'omofobia



Grazia postuma della Regina al matematico britannico Alan Turing. L’uomo che decriptò i codici nazisti usati dai sommergibili tedeschi, era stato condannato per omosessualità quasi 60 anni fa. L’Einstein della matematica, pioniere dell’informatica moderna, morì nel 1954 a 41 anni per avvelenamento. Alcuni storici attribuiscono al suo genio la caduta di Hitler.”

E’ una notizia di questi giorni e somiglia molto al perdono di Galileo Galilei da parte della Chiesa. Molto probabilmente l’Inghilterra tutta deve la sua salvezza al genio di questo grande matematico che  riuscì a decodificare il famoso “codice Enigma” con il quale i militari  e diplomatici tedeschi comunicavano tra loro.  Nel 1946, pur non essendo mai stato al fronte, Turing fu insignito della  “Medaglia dell’Ordine dell’impero britannico” senza che nessuno conoscesse il motivo di questa onorificenza. Egli lavorava infatti nei servizi segreti britannici che riuscirono a neutralizzare la potenza devastatrice dei sommergibili tedeschi che infestavano le acque britanniche. Ma Turing fece ancora di più. La sua mente brillante puntava all’intelligenza artificiale, una macchina cioè molto più ambiziosa dei già tanto sofisticati  computers  di cui oggi disponiamo e che interagisse col mondo esterno essendo dotata di  una sorta di recettori sensoriali.  Forse  Turing  ci sarebbe riuscito, lui che veniva considerato l’ultimo della classe dai suoi insegnanti delle scuole medie superiori, lui che si tolse la vita avvelenandosi con una  mela intrisa di cianuro dopo aver subito pesanti umiliazioni da parte della sua patria ingrata.  Infatti, al di fuori  dei suoi meriti come crittografo e matematico, Turing era un uomo come tanti altri assoggettato agli  stimoli ormonali che la Natura gli aveva imposto. Turing era omosessuale in un tempo in cui in Inghilterra tale requisito era considerato reato. Scoperto casualmente, dopo aver denunciato un furto subito da un “amico” che aveva ospitato in casa, il grande matematico fu interrogato a lungo e, scoperta la sua conclamata omosessualità, subì una castrazione chimica  che gli causò la perdita della libido oltre a un’evidente ginecomastia. Molto probabilmente queste le cause del suo suicidio in un mondo non ancora pronto a recepire gli insegnamenti della biologia e della filosofia, schiavo di un’etica che si basa ancora su antichi principi di natura ideologica e/o clericale che emargina, seleziona, isola, condanna con un' ottica miope e settaria, foriera di ingiustizie senza fine. Molti geni, molte menti eccelse del passato, da Giordano Bruno a Galileo Galilei, da    Campanella a Giulio Cesare  Vanini, da Oscar Wilde ad Alan Turing, hanno pagato il loro non essere allineati a quelle condizioni fideistiche che ammorbano la pacifica convivenza  delle genti. Voglio ricordarlo oggi, il giorno di Natale del 2013, sperando che una festa che ingloba e riunisce in un ideale di pace laici e credenti di ogni nazionalità, possa aprire le menti di chi è deputato a legiferare, formare, istruire, rendendoci migliori per salvaguardare da queste atrocità le generazioni future.

lunedì, dicembre 23, 2013

Il Pane




Oggi all'alba la mia casa odorava di PANE. Mia moglie aveva impastato la farina e poi l'aveva avvicinata al fuoco per farla lievitare. Io, che mi alzo alle cinque, l'ho lavorata e poi l'ho infornata (semplicemente nel fornetto a gas) e dopo un'ora ....ecco il risultato:




domenica, dicembre 22, 2013

Davanti al camino





Ci sono sere in questa età che avanza
che apri la mente ai tuoi ricordi. Stanca
lei  fruga nel passato in lontananza,
e mentre pensi,  la tua tempia imbianca!

E ritorni felice alla tua infanzia,
corri nei prati, un usignolo canta,
e ti sovvien di quella faccia bianca
che ti aiutava sempre seppur stanca!

S’apre la mente ad ogni circostanza:
il primo bacio pieno di speranza,
quel sapore di sale, l’esultanza,
il cuore che batteva e tua baldanza!

E poi le delusioni, una vacanza,
la tua carriera …, poi saggezza avanza.
Ti trovi a meditare in una stanza
Solo,  col fuoco acceso in  vicinanza!





venerdì, dicembre 20, 2013

I pesci tropicali




Dino Licci-acquario-acrilico su tela 50 x 70


 Scalari, betta splendens, lebistes reticulatus, barbus, Mollinesia latipinna, pesce neon , xifofori e tanti altri ancora. Quegli strani nomi indicano le varie specie dei  pesciolini che popolano i nostri acquari, che non sono solo un piacevole soprammobile ma  un piccolo mondo dove queste piccole creature sono assoggettate, proprio come noi, agli impulsi vitali descritti da Freud come l’aggressività e la sessualità. Quelli arancione si chiamano “xifofori” cioè “portatori di spada” perché i maschi hanno la coda allungata in uno dei due rami proprio come una spada.  Anche la pinna caudale, quella cioè che è sotto il ventre,  è allungata e funge da organo copulatore dove scivola il liquido spermatico che feconderà la femmina, che invece ha una cloaca coperta da una pinna caudale a ventaglio e che diventa pervia solo dopo varie stimolazioni orali  da parte del maschio, che praticamente  dedica tutto il suo tempo a questa funzione.  Anche il “lebistes reticulatus” presenta un forte dimorfismo sessuale: infatti i maschi hanno una coda con una livrea sgargiante che serve appunto a corteggiare la femmina, che invece appare quasi grigiastra e con una coda semplice, solitamente nera. Lo “scalare” è molto aggressivo anche perché è molto più grande degli altri, ha forma appiattita ed è molto elegante. Non quanto i “Betta splendens” forse i più belli tra i pesciolini d’acqua dolce, dotati di una livrea splendida con colori che variano dal blu intenso al rosso rubino. Questo è detto anche pesce combattente perché lotta con i rivali maschi fino alla morte. Mai mettere due Betta nello stesso acquario. Se proprio si vuole ammirare la loro aggressività basta usare uno specchio: il betta non esiterà ad attaccare la sua immagine.  I “ labeo bicolor” sono neri con coda rosso fuoco e vivono sul fondo dell’acquario: sono molto aggressivi e gelosi del loro territorio. Molto interessante sapere che molti di questi pesciolini sono ovovivipari e possono cambiare sesso e morfologia forse per bilanciare il rapporto numerico tra i due sessi. Ovovivipari  significa che la fecondazione  è interna ma naturalmente non hanno una placenta ma vivono galleggiando in un uovo da dove attingono le sostanze nutritive. Insomma,  mentre la gallina depone le uova fecondate e le cova all’esterno del proprio corpo, gli xifofori o i lebistes le covano dentro il loro corpo. Il betta invece ha fecondazione esterna ma il maschio, quello bellissimo, le difende tenendole in bocca fino alla schiusa. Gli acquariofili sanno che i genitori non esitano a divorare i figli fino a quando, dopo una ventina di giorni dalla nascita, questi non siano in grado di sfuggire alle loro fameliche fauci. Per questo si vendono dei nidi dove si isola femmina che stia per partorire. Una griglia dividerà la “puerpera” dai figli che saranno precipitati sul fondo salvandosi  così la vita.

domenica, dicembre 15, 2013

La maschera


                                 Dino Licci-La maschera-.acrilico su tela 50 X 70

Gli spettatori lontani
Guardano  il tuo volto
Coperto di cera
E ridono di te,
Pagliaccio burlone.
Ma una vecchia signora
Ti viene vicino,
Troppo vicino
E ti scruta
E ti studia
Con le sue lenti consunte,
Con i suoi occhi stanchi.

E allora  la farina
sembra sciogliersi
Alle tue lacrime
E il tuo sorriso fittizio
Trasfigura la maschera,
Il tuo sorriso beffardo…
Una smorfia di dolore!
Così all’improvviso,
Tolta la maschera sociale,
Sei tornato te stesso,
Sei diventato un  Uomo!


sabato, dicembre 07, 2013

Tradizioni salentine: pucce e pittule durante la festa dell'Immacolata




                             Dino Licci-Pucce e pittule-acrilico su tela 30x40

Il benedetto imbroglio


                                         Dino Licci -Costantino- acrilico su tavola 30 x 40

In queste pagine  di educatissima  protesta per le continue ingerenze della Chiesa nelle faccende di uno Stato che si vorrebbe laico, ci si chiede il motivo di questo eterno asservimento  dei nostri politici    al potere della Chiesa.  Credo che non guasti ricordare  che la storia ebbe inizio col “benedetto imbroglio” quando, secondo la Chiesa,  Costantino,  malato di lebbra e miracolosamente guarito per intercessione di papa Silvestro che lo battezzò facendolo guarire all’istante, donò alla Chiesa cattolica  Roma e tutto l’occidente  spostando a Costantinopoli il potere imperiale. Per quanto Lorenzo Valla e Nicola Cusano abbiano ampiamente dimostrato  l’impossibilità di questo lascito (De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio), per secoli la Chiesa si avvalse di questo eclatante falso storico  che invece fu redatto probabilmente in occasione dell’incoronazione di Carlo Magno nell’800  per giustificare, con l’imbroglio, l’avvento del Sacro Romano Impero e, di conseguenza, la sottomissione  dell’Impero alla Chiesa. Il realtà Costantino non era così ingenuo e pare che l’editto di Milano ed il riconoscimento della fede cattolica fosse dettata più da un calcolo politico, oggi si direbbe un sondaggio elettorale, che dalle insistenze della madre Elena, lei si, forse infarcita da sublime misticismo. I nostri politici abbozzano, sorridono, ma non prendono mai posizione in difesa dello Stato laico per le stesse identiche ragioni che animarono  la generosità del grande condottiero medioevale. Costantino  aveva  infatti capito perfettamente una dura e scomoda verità   che si riassume in quella famosa apparizione sul ponte Milvio con la scritta imperitura che ci influenza, ci domina e ci condizionerà  in eterno: “In hoc signo vinces


giovedì, dicembre 05, 2013

Natura morta con fiasco

                                     Dino Licci -acrilico su tela- 30 x 40

domenica, dicembre 01, 2013

Quasi una magia





Quando nel cuore infuria l’uragano,
prendo una tela bianca e i miei pennelli
poi scelgo tra i colori solo quelli
che possano lenire l’afflizione
e disegno di case e invento un fiore.

Il cruccio s’addormenta, la mia angoscia
svanisce per l’incanto del colore,
ascolto nel mistero della notte
antichi suoni che la vita vuole:

il latrato di un cane solitario,
il miagolio di un gatto innamorato,
il messaggio del vento ch’è passato
tra mille fronde del giardino in fiore.
E sento Dio e annega la ragione!!!