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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

venerdì, dicembre 20, 2013

I pesci tropicali




Dino Licci-acquario-acrilico su tela 50 x 70


 Scalari, betta splendens, lebistes reticulatus, barbus, Mollinesia latipinna, pesce neon , xifofori e tanti altri ancora. Quegli strani nomi indicano le varie specie dei  pesciolini che popolano i nostri acquari, che non sono solo un piacevole soprammobile ma  un piccolo mondo dove queste piccole creature sono assoggettate, proprio come noi, agli impulsi vitali descritti da Freud come l’aggressività e la sessualità. Quelli arancione si chiamano “xifofori” cioè “portatori di spada” perché i maschi hanno la coda allungata in uno dei due rami proprio come una spada.  Anche la pinna caudale, quella cioè che è sotto il ventre,  è allungata e funge da organo copulatore dove scivola il liquido spermatico che feconderà la femmina, che invece ha una cloaca coperta da una pinna caudale a ventaglio e che diventa pervia solo dopo varie stimolazioni orali  da parte del maschio, che praticamente  dedica tutto il suo tempo a questa funzione.  Anche il “lebistes reticulatus” presenta un forte dimorfismo sessuale: infatti i maschi hanno una coda con una livrea sgargiante che serve appunto a corteggiare la femmina, che invece appare quasi grigiastra e con una coda semplice, solitamente nera. Lo “scalare” è molto aggressivo anche perché è molto più grande degli altri, ha forma appiattita ed è molto elegante. Non quanto i “Betta splendens” forse i più belli tra i pesciolini d’acqua dolce, dotati di una livrea splendida con colori che variano dal blu intenso al rosso rubino. Questo è detto anche pesce combattente perché lotta con i rivali maschi fino alla morte. Mai mettere due Betta nello stesso acquario. Se proprio si vuole ammirare la loro aggressività basta usare uno specchio: il betta non esiterà ad attaccare la sua immagine.  I “ labeo bicolor” sono neri con coda rosso fuoco e vivono sul fondo dell’acquario: sono molto aggressivi e gelosi del loro territorio. Molto interessante sapere che molti di questi pesciolini sono ovovivipari e possono cambiare sesso e morfologia forse per bilanciare il rapporto numerico tra i due sessi. Ovovivipari  significa che la fecondazione  è interna ma naturalmente non hanno una placenta ma vivono galleggiando in un uovo da dove attingono le sostanze nutritive. Insomma,  mentre la gallina depone le uova fecondate e le cova all’esterno del proprio corpo, gli xifofori o i lebistes le covano dentro il loro corpo. Il betta invece ha fecondazione esterna ma il maschio, quello bellissimo, le difende tenendole in bocca fino alla schiusa. Gli acquariofili sanno che i genitori non esitano a divorare i figli fino a quando, dopo una ventina di giorni dalla nascita, questi non siano in grado di sfuggire alle loro fameliche fauci. Per questo si vendono dei nidi dove si isola femmina che stia per partorire. Una griglia dividerà la “puerpera” dai figli che saranno precipitati sul fondo salvandosi  così la vita.

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