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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

sabato, dicembre 07, 2013

Il benedetto imbroglio


                                         Dino Licci -Costantino- acrilico su tavola 30 x 40

In queste pagine  di educatissima  protesta per le continue ingerenze della Chiesa nelle faccende di uno Stato che si vorrebbe laico, ci si chiede il motivo di questo eterno asservimento  dei nostri politici    al potere della Chiesa.  Credo che non guasti ricordare  che la storia ebbe inizio col “benedetto imbroglio” quando, secondo la Chiesa,  Costantino,  malato di lebbra e miracolosamente guarito per intercessione di papa Silvestro che lo battezzò facendolo guarire all’istante, donò alla Chiesa cattolica  Roma e tutto l’occidente  spostando a Costantinopoli il potere imperiale. Per quanto Lorenzo Valla e Nicola Cusano abbiano ampiamente dimostrato  l’impossibilità di questo lascito (De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio), per secoli la Chiesa si avvalse di questo eclatante falso storico  che invece fu redatto probabilmente in occasione dell’incoronazione di Carlo Magno nell’800  per giustificare, con l’imbroglio, l’avvento del Sacro Romano Impero e, di conseguenza, la sottomissione  dell’Impero alla Chiesa. Il realtà Costantino non era così ingenuo e pare che l’editto di Milano ed il riconoscimento della fede cattolica fosse dettata più da un calcolo politico, oggi si direbbe un sondaggio elettorale, che dalle insistenze della madre Elena, lei si, forse infarcita da sublime misticismo. I nostri politici abbozzano, sorridono, ma non prendono mai posizione in difesa dello Stato laico per le stesse identiche ragioni che animarono  la generosità del grande condottiero medioevale. Costantino  aveva  infatti capito perfettamente una dura e scomoda verità   che si riassume in quella famosa apparizione sul ponte Milvio con la scritta imperitura che ci influenza, ci domina e ci condizionerà  in eterno: “In hoc signo vinces


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