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Dino ama tutto ciò che di semplice e bello la Vita può offrire.E' solito contornarsi di animali e piante che allietino i suoi pensieri e stimolino la sua osservazione verso tutti quei fenomeni che la natura,sua maestra di Vita,continuamente gli trasmette condizionando e migliorando il suo inquieto ma sereno divenire...................

giovedì, gennaio 30, 2014

Il comunismo:scienza o ideologia?

                                          Karl Marx

Nella storia dell’ evoluzione del pensiero occidentale ci fu un  momento in cui qualcuno cominciò  ad  ipotizzare un controllo politico sull'organizzazione e gestione delle imprese e sull'ordinamento dello Stato stesso, una trasformazione della società capace di realizzare L'uguaglianza  di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico e pratico come  invece affermava il liberalismo di Locke. Si fece strada il  concetto di SOCIALISMO che presto assunse  i connotati tipici del COMUNISMO cioè un  socialismo   che tendeva  all’annullamento delle classi sociali e dello stesso Stato  e la trasformazione della proprietà privata in proprietà comune in modo  da impedire lo sfruttamento del proletariato da parte di un capitalismo borghese. Lo Stato  doveva cessare  di esistere  e la società doveva  finalmente adottare il principio "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".

 Insomma all’etica della competizione e dell'individualismo si contrapponeva quella della solidarietà, dell'egualitarismo e della "socializzazione, all’idea di libertà si sostituiva  quella di eguaglianza. Per il socialismo, la possibilità di scegliere attraverso le consultazioni elettorali i rappresentanti del popolo  da mandare al governo, rischiava di diventare solo la facoltà dei cittadini di scegliere il proprio padrone;  esso bocciava  le idee liberali  bollandole  come "libertà borghesi", nel senso che esse rispondevano ad interessi particolari della borghesia e non a quelli del popolo. Il socialismo cerca dunque di edificare una democrazia attraverso un'organizzazione dello Stato capace di favorire un’eguaglianza economica e sociale. Questo dicevano le idee di Marx ma, quando Lenin tradusse in pratica le idee marxiste con  la costituzione ufficiale nel 1918 del “Partito comunista russo” fu il Partito ad assumere il controllo del paese con una centralizzazione oltre che partitica,  militare , repressiva e burocratica. Ciò fu reso molto evidente dall’ascesa al potere si Stalin che   elaborò una ideologia, sotto la facciata della continuazione del pensiero di Marx e di Lenin,  trasformando  l'URSS in un regime totalitario  fortemente repressivo. L'ascesa di Stalin dette il colpo di grazia alle ideologie marxiste. Il comunismo  è qui descritto in forma ridottissima solo per significare che esso non è una Scienza ma un’ideologia che, similmente ad una religione, non può essere sottoposto a verifica e falsificazione . Secondo il filosofo della Scienza Popper infatti, la Scienza deve essere falsificabile, deve cioè consentire continui aggiustamenti  mano a mano che la tecnica e l’evoluzione del pensiero umano forniscono nuovi mezzi d’indagine per aumentare le proprie conoscenze.

martedì, gennaio 28, 2014

I furbetti dello Stato

               


Come ci si libera dal sistema mafioso se la politica applica lo stesso modello nella gestione del suo potere? Quale “libertà” esiste in uno Stato dove si va avanti attraverso “favori” ricevuti dai potenti di turno? Cosa ha da spartire il federalismo leghista con quello ipotizzato da Cattaneo che si basava su idee illuministiche dove Scienza e Giustizia avrebbero dovuto guidare il progresso della società? Quale “giustizia” alberga in una democrazia i cui parlamentari vengono imposti dai partiti? Dove è finita la meritocrazia ipotizzata dal liberalismo di Locke ? Mafia e politica: due facce della stessa medaglia se non ci si libera dai “posti di favore” di cui abbonda l’apparato burocratico nazionale. La nascita delle regioni l’ha appesantito enormemente perché non si è provveduto contemporaneamente a sopprimere le province, vero serbatoio di politici trombati e legati a doppio filo al partito di appartenenza. Le tanto esaltate“manovre” che ci dovrebbero salvare dal baratro, punisce i soliti noti con una spolveratina sugli incredibili privilegi di una casta vergognosamente sdraiata sulle comodità e sul lassismo. I sindacati promuovono campagne in favore di operai e lavoratori che già dispongono di un paracadute, ignorando la caduta libera di una pletora di disoccupati che non riguarda solo i giovani, ma anche anziani che sono stati forzatamente allontanati dal mondo del lavoro. Si puniscono le piccole imprese, vera, unica fucina da cui lo Stato attinge per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e s’ignora il fenomeno dell’evasione fiscale, che continuerà a proliferare se non si mette il cittadino in condizione di ricevere un premio, non una punizione dalla richiesta di una regolare fattura da parte di professionisti, artigiani e quant’altri si arricchiscono col trucchetto legato alla formula: “ti faccio la fattura ma devo gravarti l’importo del costo dell’ “IVA”. Il governo va avanti per inerzia e la sinistra da anni, ormai decenni, invece di proporre formule risolutive di una catastrofe nazionale, ha  continuato a ripetere, come una campana stonata, che il governo doveva  andare a casa. Ora la sinistra è al potere, almeno in parte. Ma che sta cambiando? Una sinistra pasticciona e pronta a qualsiasi compromesso pur di guadagnare la poltrona! Quando ci sveglieremo dal torpore che ci fa accettare il folklore di una lega che auspica il decentramento dei ministeri fra insulti alla Nazione, alla bandiera, al sentimento patriottico indispensabile per la crescita di un comunità? La politica è allo sbando e gli stessi giornalisti, occupati a riempire le pagine di scandali, richieste d’arresto, mazzette, connivenze, bustarelle, tangenti e collusioni varie, sembrano voler ignorare il pericolo di una popolazione finora silente, ma che esploderà con un enorme boato, se non si pone fine a quest’andazzo di misere astuzie di una classe dirigente che ha perduto di vista il fine ultimo del suo mandato elettorale.

sabato, gennaio 25, 2014

La meccanica quantistica e la spiritualità




 LA MECCANICA QUANTISTICA E DIO

Alla fine dell’ottocento la scienza e la tecnologia avevano raggiunto i vertici della loro popolarità.  Erano stati già scoperti il microscopio e il telescopio di cui si era  servito Galileo per le sue straordinarie osservazioni cosmiche, Torricelli aveva inventato il barometro, Harwey aveva scoperto la circolazione del sangue, Leeuwenhoek  gli spermatozoi e molti  esseri unicellulari. Poi arrivarono le leggi  di Newton e le  equazioni di Maxwell, i raggi X, la radioattività,  la scoperta dall’elettrone. Insomma  sembrava che non fosse rimasto niente altro da scoprire e il mondo meccanicistico pensava di poter predire qualsiasi fenomeno naturale. Ma l’alba del XX secolo aveva in serbo una sorpresa tale, che l’entusiasmo positivista di colpo cessò e la Scienza ridimensionò la potenzialità delle sue scoperte quando si accorse, con  la meccanica quantistica, che le leggi di Newton non erano applicabili agli oggetti troppo piccoli e, con la relatività di Einstein, che non erano applicabili agli oggetti  molto veloci.
Il termine quantistica lo si deve a Planck quando questo scienziato, premio Nobel per la fisica nel 1918, scoprì che  l’energia termica, quella che va sotto  il nome di “radiazione del corpo nero” non si propaga uniformemente ma in particelle discrete. Prima di Planck si supponeva che questa emissione avvenisse in modo continuo trattandosi di onde energetiche, ma non si riusciva in alcun modo ad esprimerla in termini matematici tali che rispettassero anche le regole trovate sperimentalmente. A Planck venne quindi l’idea che l’emissione di onde elettromagnetiche fossero emesse in particelle discrete che  lui chiamò quanti e che la quantità di energia contenuta in ogni “pacchetto energetico” dipendesse dalla sua  frequenza. Questa sua intuizione funzionò egregiamente tanto che si arrivò a condensare in una formula matematica  tutte le leggi del fenomeno con assoluta precisione. Plank scoprì  in modo geniale quella semplice, importante formula che ci dice che la dimensione E di un quanto di energia dipende dalla frequenza ν della radiazione secondo la formula E=hv dove h è una costante, detta appunto costante di Planck. Per capire meglio il fenomeno pensiamo al cambiamento di colore che subisce un pezzo di ferro quando esso viene riscaldato. Prima  emetterà una radiazione che noi non riusciamo a vedere ma solo a percepire come calore perché emetterà raggi infrarossi che hanno una lunghezza d’onda  superiore a 700 nanometri ( ricordiamo che  lo spettro del  visibile dell'occhio umano approssimativamente va da  400  a 700 nanometri), poi diventerà rosso spento cioè avrà una lunghezza d’onda minore di 700 nanometri e quindi riusciremo a vederla. Diminuendo la lunghezza d’onda la radiazione aumenterà la sua frequenza e così, continuando a riscaldare il ferro, esso diventerà rosso vivo, poi arancione, poi giallo, quindi bianco e bluastro.

Insomma la differenza di colore dipenderà dalla frequenza delle emissioni elettromagnetiche (Maxwell aveva già unificato elettricità e magnetismo), frequenza che aumenterà andando dall’infrarosso all’ultravioletto.
Un pacchetto di energia, un quanto di luce ultravioletta, conterrà molta più energia di un quanto di luce infrarossa insomma. E questa scoperta interessò molto lo stesso Einstein che contribuì moltissimo a spiegare il fenomeno con i suoi studi sull’effetto fotoelettrico che gli valsero il premio nobel per la fisica nel 1921. Egli elaborò ancor più la teoria dei quanti che lui chiamò fotoni ritenendo che la luce non solo veniva emessa in pacchetti ma  che viaggiasse in pacchetti ritornando così a considerare la luce come composta di particelle e  riesumando, per così dire, la vecchia teoria di Newton. Maxwell aveva però dimostrato che la luce era elettromagnetismo e che quindi si propagava come un’onda. Vedremo che entrambe le teorie sono giuste comportandosi la luce a volte come un’onda, altre come una particella.
 Ma vediamo  in che cosa consiste l’effetto fotoelettrico: Se un fascio di luce viene in collisione con un metallo, esso emetterà energia sotto forma di elettroni in quantità pari all’energia ceduta dai fotoni diminuita del costo di estrazione degli elettroni dal metallo. Per capire il concetto, basti pensare ad una palla da biliardo che si ferma incontrandone un’altra cui cederà la sua energia. Se colpiremo la lastra di metallo con luce infrarossa il fenomeno non si verificherà  neanche se aumenteremo  l’intensità, mentre esso si verificherà se la “bombarderemo” con fasci di luce ultravioletta, che ha frequenza maggiore.
La luce, insomma, si comportava come  se fosse composta da particelle come aveva enunciato Newton. Ma Maxwell al contrario aveva dimostrato la teoria ondulatoria della luce e molti esperimenti confermavano la validità della sua teoria. Infatti,  se un raggio di luce  passa attraverso un forellino rotondo e molto piccolo, essa proietterà su uno schermo  tanti anelli concentrici alternativamente chiari e scuri    fenomeno chiamato  “diffrazione” e paragonabile  al comportamento delle onde del mare che  attraversino la stretta apertura di un porto. Se invece del foro di uno spillo si useranno due fessure simili, poste una accanto all'altra, la figura di diffrazione assumerà l'aspetto di una serie di strisce parallele. E come due sistemi d'onda incontrandosi in uno specchio d'acqua, si sommano e si rinforzano quando la cresta  di un’onda coincide con la cresta dell'altra e si annullano a vicenda quando il colmo di un'onda incontra  il ventre dell'altra, cosi, nel caso della doppia fessura, le strisce luminose si formano quando due onde luminose si rinforzano a vicenda e le strisce oscure quando le due onde interferiscono annullandosi.
  
Per quanto queste singolari scoperte avessero aperto la via ad ulteriori studi che ne confermarono la validità,  Planck si rifiutava di accertarle come entità reali e lo stesso Eistein rimaneva perplesso rispetto alla  doppia natura, corpuscolare e  ondulatoria  della luce. Eppure proprio la sua famosa formula, E = mc2, stabilendo un’equivalenza tra massa ed energia,  forniva un valido supporto a questa apparente contraddizione.
I fotoni, pur rivelandosi in via sperimentale  entità reali e quindi misurabili, parevano essere dotati    di una doppia natura ondulatoria e corpuscolare  comportandosi a volte  come onde, a volte come particelle, a seconda degli esperimenti cui venivano sottoposti. Se in un evento scompariva parte della massa, da qualche altra parte doveva comparire l’energia equivalente e  viceversa. La luce era insomma composta da “ondicelle”, come si espresse uno scienziato dotato del senso dell’humor.  La meccanica quantistica dette la stura a numerosi altri studi sull’infinitamente piccolo che coinvolse scienziati famosi come  Bohr, Pauli, Heisenberg, Born, Schrödinger, de Broglie, Rutherford, Dirac, così che finalmente si conobbe la vera struttura dell’atomo con le sue leggi e si passò dapprima dalla meccanica quantistica alla meccanica delle matrici, da questa alla meccanica quantistica relativistica e quindi all’elettrodinamica quantistica con la relativa scoperta dei positroni e quindi dell’antimateria.

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Intanto Heisenberg  aveva formulato  il “principio d’indeterminazione” secondo il quale non possiamo conoscere contemporaneamente la posizione di una particella e la sua velocità. Infatti, se investiamo una particella con un fascio di luce, questa,  a causa dell’effetto fotoelettrico, varierà la sua velocità o la sua posizione a seconda della frequenza del raggio di luce  con cui l’avremo investita.
La conseguenza di questa legge è evidente e sconcertante se si considera che la realtà viene, in un cero senso, creata dall’osservatore, dato che essa muta a seconda del metodo usato  per osservarla.
 La scienza cominciava a perdere sicurezza nell’oggettività della  natura, mentre cominciava  a prendere piede l’importanza dell’osservatore  per la sua definizione.
Insomma, nel mondo submicroscopico, molecolare, atomico e sub atonico, le leggi della meccanica classica non funzionavano più e quelli che eravamo abituati a considerare oggetti solidi e stabili diventano per incanto fenomeni solo probabilistici, che, soltanto nel momento in cui vengono misurati, acquistano una dimensione reale, mentre prima di questo momento, esistono ma in uno stato probabilistico, astratto e indefinito e suscettibile di varie  soluzioni. Per dirla col linguaggio della quantistica, uno “Stato”collassa, solo mentre lo misuriamo, in uno dei tanti stati probabilistici.

Un altro importante fenomeno che deriva dall’evoluzione della quantistica è l'entanglement quantistico, temine introdotto da Erwin Schrodinger,  secondo il quale, con la   meccanica quantistica, è possibile realizzare un insieme costituito da due particelle e tale che, qualunque sia il valore di una certa proprietà  di una delle due, questo influenzerà  istantaneamente il corrispondente valore  dell'altra, che dovrà necessariamente essere  uguale e opposto al primo, anche nel caso che le due particelle si trovino distanziate, senza alcun limite spaziale.  Praticamente, se due o più particelle hanno interagito  per un certo periodo di tempo, esse continueranno  ad influenzarsi a vicenda e istantaneamente qualunque sia la distanza che le separi, anche milioni di miliardi di km. Questo fenomeno, che Einstein definì  inquietante, cozza con la teoria della relatività che nega la possibilità che una particella possa essere più veloce della luce. Eppure si sta lavorando ai computer quantistici perché l’esperienza sembra proprio confermare i dati teorici ( vedi esperimento di Bell degli anni ‘70).

Ne deriva che il mondo descritto dalla quantistica  non è  un insieme di cose separate ma una gigantesca rete  laddove  ogni elemento è inestricabilmente connesso a tutti gli altri, quali che siano le distanze esistenti fra di essi. Insomma, per usare un linguaggio filosofico quelle monadi che Leibniz riteneva senza finestre, invece  comunicherebbero tra loro anche se in un modo tanto incomprensibile ai nostri sensi da far dire al fisico Bohn che:

 “esiste un ordine implicito, nascosto nella profondità del cielo. Tutto ciò che noi crediamo sullo spazio e il tempo, tutto ciò che immaginiamo a proposito della località degli oggetti e della causalità degli avvenimenti, ciò che possiamo pensare del carattere separabile delle cose che esistono nell’universo, non è altro che un’immensa e perpetua allucinazione che ricopre la realtà con un velo opaco. Sotto questo velo esiste una realtà strana e profonda, una realtà che non sarebbe fatta di materia ma di spirito, un vasto pensiero che dopo mezzo secolo di tentativi la nuova fisica comincia a comprendere”

La realtà fenomenica descritta dalla teoria quantistica,  ci descrive un mondo molto simile a quello dei sofisticati computers prodotti dalla tecnologia cibernetica più avanzata, laddove l’operatore può interagire con la macchina in modo tale da avere l’impressione di muoversi in un ambiente reale senza che questo esista veramente (realtà virtuale). Ancora mi viene in mente Leibniz con  la sua “Armonia prestabilita”. L’intero Universo ha tali sorprendenti analogie con la realtà virtuale, da potersi  ritenere  che esista una mente pensante che ha programmato il tutto, lasciando quella parte di libero arbitrio alle creature viventi in accordo con la quantistica che prevede che un fenomeno sia assoggettato alle scelte dell’osservatore.
Come nella “realtà virtuale” esiste un software, ossia un’espressione matematica generata da un intelligente operatore, così nella realtà fenomenica descritta dalla meccanica quantistica, esistono espressioni, equazioni matematiche che potrebbero essere state programmate da una mente organizzatrice che eleva il Numero alla dignità di Logos fondendo spirito e materia in un inscindibile connubio vitale!

Negli intendimenti  di Pitagora vissuto migliaia di anni fa, già il numero non è semplicemente tale ma  un punto, uno spazio che si materializza in una realtà concreta che matematicamente e geometricamente si organizza dal più semplice al più complesso, una trama numerica attraverso la quale L’Essere si manifesta rendendosi “visibile” quando “collassa” ad opera di chi la osserva.

Più attuale ma capace di permeare di spiritualità le recenti scoperte della fisica, il pensiero di Gregg Braden, scienziato, geologo e autore di un saggio La Matrix divinache c’introduce ad una nuova disciplina tale da integrare o forse capovolgere tutte le nostre conoscenze tradizionali.
Egli ci racconta che  recenti studi confermati da immagini scattate dalla sonda “Chandia” messa in orbita dalla Nasa, provano che il vuoto non esiste come si è sempre creduto,  ma che siamo invece  circondati da un  campo energetico che avvolge anche  tutto ciò che ci circonda e che i nostri corpi  altro non sarebbero che   la materializzazione di questo campo secondo la sempre presente formula di Einstein che mette in relazione materia ed energia. Il nostro cervello sarebbe  un’ antenna  capace di captare i segnali provenienti  dal campo stesso  ( inconscio collettivo) ed il linguaggio con cui ci è possibile comunicare con esso, sarebbe costituito dalle nostre stesse emozioni.
Da semplici osservatori passivi dei fenomeni naturali, noi diventeremmo parte attiva della realtà fenomenica universale e questa convinzione sarebbe in perfetta sintonia con l'entanglement quantistico già descritto, essendo noi costituiti da una struttura complessa ma composta, nelle sua più intima essenza, da atomi che devono sottostare appunto alle leggi della quantistica. E questa disciplina  c’insegna che gli elettroni che ruotano intorno al nucleo atomico non sono semplici particelle  ma onde vive che possono stare in più posti contemporaneamente pur rimanendo connesse tra di loro!!! Possono essere presenti nel presente e nel passato e, come abbiamo visto, se una di esse subisce delle modificazioni, le altre seguiranno lo stesso cambiamento istantaneamente.
Ma a convincerci di questa nostra interazione col resto dell’Universo e della nostra  capacità di modificare gli eventi, interviene  un esperimento condotto dal russo Poponiam, il quale condusse degli studi molto interessanti sulle capacità del nostro DNA. L’acido desossiribonucleico, come si sa, è costituito da una sequenza di basi azotate (Timina, Guanina, Adenina, Citosina), tenute insieme da uno zucchero, il desossiribosio e dall’acido orto fosforico.  Lo  scienziato russo inserì in un tubo di vetro nel quale era stato creato il vuoto, dei frammenti di DNA umano e verificò che i fotoni rimasti nel vuoto, che è sempre relativo, da una posizione disordinata e casuale si allinearono in modo speculare rispetto all’ellisse del DNA e rimasero in questa posizione anche quando i frammenti dell’acido furono rimossi. Ciò significa che il DNA umano è capace di modificare la realtà circostante. Ora complessi studi condotti nel 1993 hanno dimostrato che le nostre emozioni possono modificare la stessa struttura del DNA, il quale contrae la sua ellisse quando venga investito da emozioni negative quali la paura o la rabbia e lo distende in presenza di stimoli positivi come l’amore e la compassione.
Se le nostre emozioni riescono a modificare la struttura del DNA e quest’ultimo, come abbiamo appena visto, è in grado di modificare la realtà esterna, ne deriva che le nostre emozioni riescono a modificare gli eventi  in accordo con quanto già predicavano in modo empirico, le antiche religioni orientali che ancora si basano sulla meditazione e sulla forza del pensiero.

Insomma, riprendendo il discorso iniziale sull’entusiasmo positivista, dobbiamo sapere che  siamo ancora lontani dal conoscere la Verità assoluta  ed è inutile lasciarsi andare a facili entusiasmi perché, seppure passi enormi sono stati fatti, il mistero ancora incombe su di noi, prodotti di  un disegno divino o comunque trascendente la cui natura ancora ci sfugge, ma  affratellati oltre ogni dire in una rete comune, che ci ricorda il brodo primordiale  da cui tutti proveniamo e che non ci ha mai abbandonati anche se, alla luce delle moderne conoscenze, dobbiamo cambiargli nome per elevarlo consapevolmente  alla dignità di “Matrix Divina”. Dino Licci

venerdì, gennaio 24, 2014

martedì, gennaio 21, 2014

Coppelia

Mi ripeto ma voglio ancora segnalarvi questo balletto “Coppella”, musicato da Delibes e collegabile a "L'uomo della sabbia" di Hoffmann a sua volta richiamato dal "Pertubato" di Freud. Molto interessante ed istruttivo oltre che piacevole da vedere ed ascoltare. Il balletto intendo, perchè i risvolti psicoanalitici di Freud o il racconto di Hoffmann in parte simile al Frankenstein di Mary Shelley, ci riportano da un lato ad alcuni disturbi mentali, dall’altro in pieno romanticismo quando il sentimento, il fantastico, il pauroso aveva la meglio sul raziocinio illuminista che l’umanità aveva appena conquistato e di cui si era già stancata:








lunedì, gennaio 20, 2014

sabato, gennaio 18, 2014

La torre del serpe


Dino Licci-Torre del serpe.acrilico su tela 50 x 70

Tanti anni fa dipinsi la torre del serpe come appariva prima dell'ultimo restauro. Secondo me era molto più bella e romantica. Non sono un ingegnere ma mi chiedo se sarebbe stato possibile rinforzarla lasciando intatta quella finestrella che guardava verso oriente.


Da wikipedia:
"Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo romano e che la torre avesse la funzione di faro e fu restaurata in età fredericiana in seguito ad uin potenziamento strategico voluto dallo stesso Federico II. Il nome è legato ad un'antica leggenda che racconta di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro. Un'altra leggenda narra che pochi anni prima della presa di Otranto nel 1480 i saraceni si erano diretti verso la città salentina per saccheggiarla, ma anche in quell'occasione il serpente, avendo bevuto l'olio, aveva spento il faro. I pirati senza punti di riferimento passarono oltre e attaccarono la vicina Brindisi.
Rientra nella categoria delle torri a base circolare e forma tronco-conica: parzialmente diroccata, è visibile una sola parete e la scarpa., ovvero l'ampliamento del basamento per dare una maggior superficie di appoggio alle murature che si ergono in altezza.
Questa torre è costantemente presente nell'immaginario di questi luoghi, tanto da essere entrata nello stemma della città di Otranto dove è rappresentata con un serpente nero che l'avvolge."

giovedì, gennaio 16, 2014

Le malattie emolitiche

                                        globuli rossi

A me piace molto di più parlare di arte, musica, storia, filosofia, teologia come ben sa chi segue il mio blog (http://brandelli-di-vita.blogspot.it/), ma oggi vorrei scrivere  di scienza, di biologia  perché in Italia e nel mondo c'è un'enorme sperequazione tra cultura scientifica e cultura umanistica. Io credo che sarebbe  indispensabile conoscere il funzionamento del proprio corpo o le leggi che regolano i fenomeni fisici  della terra che ci ospita,  del sole che ci scalda o dei diversi stati della materia (quanti di voi sanno cos'è il plasma? non quello ematico). La conoscenza è molto  importante per migliorare la qualità della vita.
Tornando a un discorso  più pratico, oggi vorrei parlare delle bilirubina e delle differenze tra bilirubina diretta e indiretta e del suo tasso abnorme che a volte ritroviamo nel nostro plasma.
Quella indiretta o preepatica è la più pericolosa perchè è tossica (per esempio è la responsabile della malattia emolitica neonatale legata soprattutto all’incompatibilità tra una  mamma Rh° negativa ed un papà Rh° positivo. La malattia emolitica si rivela  nella seconda o successive gravidanze, perché la circolazione materna e fetale sono distinte e gli scambi delle sostanze nutritive in un verso e delle scorie nell’altro, sono filtrate dalla placenta che non consente il passaggio di elementi grandi come i globuli rossi. Ma durante il parto, come pure durante un aborto, la placenta si strappa e consente il contatto tra i due tipi di sangue con conseguente formazione di anticorpi anti Rh° da parte della madre. Questi anticorpi sono molto più piccoli dei globuli rossi (IGg) e quindi sono in grado, nelle successive gravidanze,  di attraversare la placenta ed attaccare il sangue del nascituro se questi avrà un sangue di tipo Rh°positivo. Alcuni globuli rossi si romperanno liberando l’emoglobina contenuta in essi. Questa si trasformerà in bilirubina indiretta che non potrà essere resa innocua da parte del fegato non ancora funzionante del bambino.

Sempre la bilirubina indiretta potrebbe poi essere l'espressione di favismo, la pericolosa malattia dovuta alla carenza della glucosio6fostato deidrogenasi ma parlarne qui significherebbe complicarci la vita. Però dovreste abituarvi a chiedere delucidazioni che vi spettano di diritto al vostro medico o al vostro analista.

Quella diretta, resa atossica dal fegato, è espressione invece di una sofferenza  epatica ( calcoli e  altre sindromi varie) svelabili con semplici analisi tra cui il tracciato elettroforetico.
Un'ultima cosa riguardo le anemie, che spesso erroneamente si associano al numero di globuli rossi invece che al tasso emoglobinico:  Se i globuli rossi  sono alti e si associano ad una emoglobina relativamente bassa e sono piccoli, si parlerà di  microcitosi o microcitemia il che potrebbe significare che il paziente è portatore sano di anemia mediterranea ed abbisognerebbe  di ulteriori accertamenti. Importante in questo caso evitare di sposare un altro portatore sano perché un quarto della prole potrebbe essere affetto da beta talassemia maior, una grave malattia invalidante.

 Ci sono poi molti casi di anemie in cui c'è poliglobulia di compenso (cioè il midollo osseo produce molti globuli rossi per sopperire o tentar di sopperire alla carenza di emoglobina). Quindi, per leggere correttamente  un emocromo, bisognerà vagliare tutti i parametri segnalati dal vostro analista, troppo complessi per essere illustrati in questa paginetta. Spero comunque di esservi stato utile con queste piccole pillole di sapere.

mercoledì, gennaio 15, 2014

Il "Ciclo" delle donne




Il ciclo delle donne

Nella mia pratica professionale mi è capitato spesso di sentire da parte di pazienti che si sottoponevano al prelievo di sangue per accertamenti diagnostici, frasi come questa:”dottore, veda che oggi io ho il ciclo”. Questa frase la dice lunga sulla erronea interpretazione del fenomeno mestruale che non è il ciclo ma solo una parte di esso, ripetendosi invece il ciclo ogni mese circa nella fisiologia della donna, il cui corpo pazientemente ogni volta prepara la camera uterina ad accogliere un nuovo nato. Se poi non viene concepito nessun nuovo essere, allora la “camera” viene ripulita con le mestruazioni appunto,  mentre già si ricomincia a rimetterla in ordine riformando l’endometrio dove si fisserà il trofoblasto che nutrirà l’embrione semmai la donna rimanesse incinta.
Ma vediamo le varie fasi del ciclo.
Questo è regolato dall’ipofisi ,la ghiandola endocrina che si trova al centro del cervello e che è a sua volta stimolata dall’ ipotalamo che è quella struttura del cervello presente in tutti i mammiferi che regola la vita vegetativa (temperatura corporea, battiti, cardiaci, emozioni, paura ecc):
Sotto la spinta dell’ipotalamo l’ipofisi produce le gonadotropine
LH ed FSH che agiscono appunto sulle gonadi stimolandole a formare :
ESTROGENI nella prima parte del ciclo che si conclude con l’ovulazione ,
PROGESTERONE nella seconda fase che si conclude con le mestruazioni.

Vediamolo meglio: Nella prima fase gli estrogeni agiscono sull’utero ricominciando a formare l’endometrio e facendo cessare le mestruazione che lo stanno ripulendo dal vecchio endometrio inutilizzato, ma agiscono anche sui
follicoli, quello strutture cioè che contengono gli ovuli. Dei follicoli uno solo è dominante e, quando giunge a maturazione, scoppia e libera l’ovulo che eventualmente sarà fecondato. Dopo aver liberato l’ovulo si trasforma in corpo luteo e siamo nella seconda fase che dura da questo momento fino alle mestruazioni esattamente 14 giorni.
In questa seconda fase il corpo luteo che permarrà nell’organismo 14 giorni se l’ovulo non viene fecondato, tre mesi se viene fecondato, produrrà progesterone il quale agirà ancora sull’utero facendogli secernere sostanze atte a rendere più facile l’impianto dell’embrione. Se non c’è gravidanza il corpo luteo scompare e compariranno le mestruazioni ed il ciclo riparte. Beh .Gran bella cosa il corpo della donna dentro e fuori. E non è tutto così semplice ma non voglio confondervi le idee, mie care amiche. Per oggi basta. Ma considerando che le conoscenze scientifiche difettano molto nel nostro paese, io, per quel poco che posso e per quanto riguarda la biologia, sono pronto a soddisfare le vostre curiosità con molta disponibilità .



martedì, gennaio 07, 2014

Bosco fantastico

                                         Dino Licci-Bosco fantastico-acrilico su tela 30 x 40